Torino, scontro su ex Lamarmora

Potere al Popolo accusa il Comune: «Spazio ai privati». Forza Italia replica: «Dichiarazioni pericolose, visione esclusiva della cultura».

Felicia Bello 19/02/2026
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Si accende lo scontro politico a Torino sul futuro degli spazi dell’ex Caserma Lamarmora, finora sede del centro di aggregazione giovanile Comala. A sollevare la polemica è Potere al Popolo, che denuncia il mancato rinnovo del bando di concessione e attacca duramente l’amministrazione comunale e la Circoscrizione 3 per la scelta di affidare l’area a un nuovo progetto.

Secondo il movimento, «il sistema clientelare del Pd sacrifica lo spazio giovanile per metterlo al servizio degli interessi di impresa», contestando l’esito del bando che è stato aggiudicato a una cordata di aziende orientate – come dichiarato dal presidente Paolo Landoni – a promuovere «imprenditorialità e innovazione sociale» e a sviluppare «start up di impatto».

Per Potere al Popolo si tratta invece di una scelta politica precisa. «La coalizione di centrosinistra Pd-Avs alla guida della Circoscrizione 3 e del Comune detesta l’idea che esista per altri 10 anni un centro di aggregazione giovanile, promotore di attività politiche, culturali e sociali, che sia anche un luogo di dibattito e di spazio critico, preferendo darlo a una cordata di aziende amiche», afferma il movimento, che legge la decisione come un ridimensionamento degli spazi sociali autogestiti in città.

Nella nota si inseriscono anche riferimenti più ampi al contesto politico nazionale e locale: «Abbiamo una sinistra che porta avanti esclusivamente gli interessi dei privati e conferma il totale asservimento al governo della guerra e della repressione. All’interno di questa cornice prende forma il piano della giunta Lo Russo, volto a chiudere ogni agibilità politica e aggregativa, come abbiamo visto con Askatasuna». Da qui l’annuncio della mobilitazione: «Scendiamo a Roma il 14 marzo per una grande manifestazione nazionale per dire “no” alla controriforma della giustizia, ma anche “no” alla guerra interna, alla repressione e alla chiusura degli spazi sociali».

Alle accuse replica duramente Forza Italia con il segretario cittadino Marco Fontana, che definisce le parole di Potere al Popolo «dichiarazioni completamente sconclusionate e pericolose». «Potere al Popolo come Avs e i loro sodali dei centri sociali ogni giorno dimostrano di vivere in un altro mondo. Per loro a fare cultura possono essere solo le realtà a loro vicine. E considerano un attentato il tentativo di coinvolgere qualsiasi altra associazione che si avvicendi a loro nella gestione degli spazi pubblici e dei temi del protagonismo giovanile e della cultura».

Fontana parla di una contrapposizione ideologica che rischia di avvelenare il clima cittadino: «Siamo di fronte ad una forma di razzismo in senso lato: o alzi il pugno o non puoi okkuparti di cultura a Torino». Il segretario azzurro richiama anche un episodio personale: «Mi ricordo quando, capogruppo di Forza Italia della Circoscrizione Quattro, subii una aggressione verbale indecente difendendo la volontà dell’allora presidente Cerrato di far gestire il Treno della Memoria ad una associazione che non fosse quella legata a Terra del Fuoco».

Da qui la conclusione, altrettanto netta: «Stiamo vivendo una brutta pagina di politica a Torino dove ci sono rigurgiti di intolleranza da parte dell’estrema sinistra verso lo Stato».

La vicenda della ex Lamarmora diventa così terreno di scontro non solo sulla destinazione di uno spazio urbano, ma su modelli opposti di utilizzo dei beni pubblici: da un lato la difesa degli spazi sociali come luoghi di partecipazione politica e culturale, dall’altro l’idea di aprire quegli stessi spazi a progetti strutturati di innovazione, formazione e imprenditorialità giovanile. Un confronto destinato a proseguire anche nelle prossime settimane, mentre si attende l’avvio operativo del nuovo corso della struttura.

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