Torino capitale delle bonifiche: oltre cento procedimenti aperti

Il Piemonte pesa per il 12% dei cantieri ambientali italiani secondo il rapporto Ispra

Eliana Puccio 07/02/2026
BonifichePiemonte.jpg - {BonifichePiemonte.jpg} - [139173]

Il Piemonte è tra le regioni italiane più coinvolte nei procedimenti di bonifica ambientale e Torino si conferma uno dei territori con la maggiore concentrazione di siti da risanare. A livello nazionale sono 16.365 i procedimenti di bonifica in corso e oltre 22 mila quelli già conclusi, ma il dato che colpisce è la distribuzione territoriale: il Piemonte da solo conta 374 interventi attivi, pari al 12% del totale nazionale, mentre Torino rientra tra i pochissimi Comuni italiani con un carico di procedimenti superiore alle cento pratiche aperte.

Un quadro che emerge dal quarto Rapporto Ispra sullo stato delle bonifiche dei siti contaminati in Italia, aggiornato al 1° gennaio 2024, che fotografa un Paese in cui la gestione delle contaminazioni ambientali continua a rappresentare una sfida strutturale per amministrazioni locali e sistema sanitario. A livello complessivo, quasi un Comune italiano su due — il 46%, pari a 3.619 amministrazioni — è interessato da almeno un procedimento di bonifica attivo. 

Nel confronto tra regioni, il primato resta alla Lombardia, con circa il 28% dei procedimenti nella fase di intervento o bonifica, seguita proprio dal Piemonte (12%) e dalla Toscana (11%). 

Numeri che confermano la forte concentrazione delle criticità ambientali nel Nord Italia e nelle aree a maggiore densità industriale storica.

Torino, insieme a Milano, rappresenta uno dei casi più rilevanti a livello nazionale. I grandi centri urbani, infatti, concentrano spesso una stratificazione di siti industriali dismessi, aree produttive storiche e terreni interessati da attività manifatturiere, che richiedono interventi complessi e di lunga durata. In Italia sono pochissimi i Comuni con più di cento procedimenti aperti: tra questi spiccano proprio Milano e Torino, segno di una pressione ambientale storicamente accumulata ma anche di un sistema di monitoraggio e attivazione delle procedure ormai capillare.

Non tutti i procedimenti, però, si traducono automaticamente in interventi di bonifica veri e propri. Secondo i dati nazionali, l’obbligo di intervento emerge solo dopo le verifiche tecniche e riguarda circa il 30% dei siti analizzati. 

Questo significa che molti procedimenti si concludono senza la necessità di lavori di risanamento, ma rappresentano comunque una fase fondamentale di verifica ambientale.

Il quadro nazionale evidenzia inoltre che la maggior parte dei siti coinvolti riguarda superfici relativamente contenute: il 70% delle aree amministrative è inferiore ai 10 mila metri quadrati e il 30% addirittura sotto i mille metri quadrati, mentre solo nel 18% dei casi si tratta di aree molto estese, superiori ai 20 ettari. 

Un dato che racconta come il fenomeno delle contaminazioni diffuse sia spesso legato a piccole aree industriali o artigianali dismesse, più che a grandi poli industriali.

Sul fronte sanitario e ambientale, particolare attenzione viene posta ai siti potenzialmente contaminati, cioè quelli in cui è stato rilevato il superamento delle soglie di contaminazione, con possibili effetti su suolo, acque e salute umana. In questo ambito la Lombardia resta la regione con il numero più alto di siti segnalati, mentre il Piemonte si colloca comunque tra le aree più monitorate del Paese.

Anche i tempi delle bonifiche restano una variabile cruciale. La metà dei procedimenti conclusi con intervento di risanamento o messa in sicurezza si chiude in meno di quattro anni, ma in un caso su quattro sono necessari almeno otto anni per arrivare alla conclusione. 

Tempi lunghi, spesso legati alla complessità tecnica degli interventi, alla disponibilità delle risorse economiche e alle procedure amministrative.

Secondo Ispra, ogni anno in Italia vengono avviati mediamente circa 1.190 nuovi procedimenti di bonifica, segno di un sistema di controllo che continua a intercettare situazioni potenzialmente critiche sul territorio. 

Nel complesso, il quadro restituisce l’immagine di un Paese ancora impegnato nella gestione dell’eredità industriale del passato, ma anche di un sistema di monitoraggio ambientale sempre più strutturato. Per il Piemonte, e per Torino in particolare, la sfida resta quella di accelerare i tempi di risanamento e di trasformare le bonifiche non solo in un intervento ambientale, ma anche in un’opportunità di rigenerazione urbana e territoriale.

Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
Editore: POLO GRAFICO SPA
Via Giovanni Agnelli 3,
12081 Beinette (CN)
+39 0171 392211
P.IVA: 02488690047

Il Giornale del Piemonte e della Liguria

Il quotidiano on line "Il Giornale del Piemonte e della Liguria web" è il nuovo media della galassia del gruppo Polo Grafico Spa, editore da oltre 25 anni nei territori di Piemonte, Liguria e Regione Paça (Costa Azzurra). Il gruppo edita da oltre vent'anni il quotidiano nella versione cartacea "Il Giornale del Piemonte e della Liguria".

Polografico Spa - P.IVA: 02488690047

Chi Siamo | Contatti | Cookies | Privacy