Torino base dei 'passeur'

Dalla città la regia logistica dei viaggi clandestini verso la Francia.

Carlo Santori 20/02/2026
A Torino continua l'emergenza sicurezza - foto Polizia.jpeg - {A Torino continua l'emergenza sicurezza - foto Polizia.jpeg} - [24474]

Torino snodo dell’inchiesta sui passeur: la regia logistica passava anche dal Piemonte

Non solo Ventimiglia, non solo la linea di confine. L’indagine che ha smantellato una rete transnazionale di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aveva uno dei suoi punti operativi anche a Torino, dove gli investigatori hanno individuato parte della struttura logistica utilizzata per organizzare i trasferimenti illegali verso la Francia.

Il blitz congiunto tra Polizia di Stato italiana e Police Nationale francese ha portato all’esecuzione di provvedimenti restrittivi nei confronti di 15 persone, nove rintracciate in Italia — tra Imperia, Torino e L’Aquila — e sei in Francia, nelle aree di Marsiglia, Nantes e Nizza. Per la maggior parte degli indagati il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere, mentre per uno è stato stabilito l’obbligo di dimora.

L’operazione rappresenta il primo risultato di una più ampia indagine avviata nel giugno 2025 nell’ambito di una squadra investigativa comune italo-francese coordinata dalla Procura della Repubblica di Imperia e dalla magistratura di Nizza. Al centro dell’inchiesta, un gruppo criminale composto prevalentemente da soggetti centroafricani attivi su entrambi i lati della frontiera, specializzati nel facilitare il passaggio di migranti irregolari — anche minorenni — verso l’Europa.

Se Ventimiglia era il punto di attraversamento, Torino emerge come uno dei retroterra organizzativi della rete: base logistica, luogo di contatti, snodo per pianificare i trasferimenti e garantire appoggi ai migranti prima dell’ultimo tratto verso la Francia. La Squadra mobile torinese ha collaborato direttamente alle attività investigative insieme agli uomini della questura di Imperia, della polizia di frontiera di Ventimiglia e del Servizio centrale operativo.

Le indagini hanno documentato una rete diffusa, capace di operare ben oltre la zona di confine, con collegamenti in numerose città italiane — tra cui Roma, Milano, Bologna, Genova, Catania, Cuneo e Lampedusa — e contatti in vari Paesi europei. Una struttura flessibile, capace di muoversi tra grandi centri urbani e aree di frontiera, sfruttando infrastrutture ferroviarie e autostradali.

Gli investigatori sono riusciti a monitorare e ricostruire più di 200 episodi di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina lungo l’asse Ventimiglia-Francia. I migranti venivano trasportati in auto, taxi, treni, autobus di linea o nascosti nei mezzi pesanti, ricevendo assistenza logistica completa: documenti contraffatti, biglietti di viaggio, abiti nuovi per non destare sospetti e istruzioni dettagliate per eludere i controlli.

In alcune circostanze veniva loro suggerito di nascondersi nei vani di collegamento tra i vagoni ferroviari, con gravissimi rischi per la sicurezza personale. In altri casi gli indagati agivano di notte nell’autoporto di Ventimiglia, violando i sigilli dei camion diretti oltreconfine per introdurre clandestinamente i migranti nei rimorchi, esponendoli a pericoli di asfissia, schiacciamento o disidratazione.

L’attività criminale seguiva una logica quasi “commerciale”, con prezzi variabili in base al livello di rischio del viaggio: fino a 300 euro per il trasferimento in auto o taxi, ritenuto il metodo più sicuro e discreto; circa 100 euro per il trasporto nascosti nei camion; tra 70 e 100 euro per viaggi in treno o autobus con copertura logistica; 50 euro per l’attraversamento a piedi lungo i sentieri impervi tra Ventimiglia e Mentone.

I pagamenti avvenivano in contanti ma anche attraverso ricariche su carte prepagate o bonifici su conti controllati dagli organizzatori. Nel corso delle operazioni una squadra mista italo-francese ha sequestrato 13.400 euro ritenuti provento del traffico di migranti.

L’indagine è stata condotta con il contributo dell’OLTIM francese e dell’Unità di Ricerca Operativa, gruppo misto con sede a Ventimiglia composto da agenti italiani e francesi, attivo dal febbraio 2025 proprio per contrastare in modo mirato l’immigrazione irregolare lungo quel tratto di confine.

Il dato investigativo più rilevante è il cambiamento della geografia del fenomeno: non più solo attraversamenti improvvisati lungo la frontiera, ma un sistema organizzato che si appoggiava a città come Torino per pianificare, finanziare e coordinare i viaggi clandestini. Una rete mobile e ramificata, capace di operare tra stazioni ferroviarie, alloggi temporanei e contatti internazionali, che sfruttava la posizione strategica del Piemonte come cerniera tra l’Italia e l’Europa occidentale.

Il colpo inferto dall’operazione congiunta segna dunque un passaggio chiave: l’azione di contrasto non si concentra più soltanto sui valichi di confine, ma risale la filiera criminale fino ai centri urbani dove il traffico viene organizzato. E Torino, in questa inchiesta, si conferma uno dei nodi cruciali di questa nuova mappa del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

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AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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