«Torino ha vissuto l’ennesima giornata drammatica e il limite è stato superato da tempo». Lo afferma il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, che invita a «smettere di tergiversare» di fronte a quella che definisce «la presenza di un gruppo chiaramente eversivo che continua a delinquere». Secondo il ministro, «tutto ciò che ruota attorno ad Askatasuna va finalmente circoscritto e affrontato per quello che è».
Dopo la manifestazione del 31 gennaio, che ha visto feriti oltre 100 rappresentanti delle Forze dell’ordine, Zangrillo chiama in causa direttamente il sindaco del Comune di Torino Stefano Lo Russo, al quale chiede «una responsabilità politica chiara» e di «prendere le distanze da chi in questi anni ha coperto Askatasuna».
Nel mirino anche la maggioranza in Consiglio Comunale: «Siedono rappresentanti di Avs, una presenza non più tollerabile se si continua a chiudere gli occhi davanti ad attività delinquenziali e anti-Stato».
«Lo chiediamo da tempo e ora non c’è più spazio per ambiguità: fuori l’assessore, fuori AVS dalla maggioranza», prosegue il ministro, che critica la linea del confronto: «Il dialogo con chi rifiuta le regole non ha prodotto soluzioni, ma ha finito per legittimare l’illegalità».
Askatasuna, conclude Zangrillo, «ha un’impostazione apertamente anti-Stato e, anche grazie a troppe coperture politiche, Torino e il Piemonte sono diventati un punto di riferimento dell’antagonismo violento».
Da qui l’appello finale del rappresentante del Governo Meloni: «Chi governa Torino scelga da che parte stare».
«Cittadine e cittadini di Torino – conclude – non ne possono più di queste manifestazioni di violenza, non ne possono più di sentire queste menzogne sulla repressione degli spazi di dialogo».