Torino contro il fumo mascherato da moda

Parte dal Piemonte l’offensiva educativa contro e-cig e marketing occulto

31/01/2026
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Il fumo cambia volto, ma non sostanza. E continua a colpire sempre più presto. Sigarette elettroniche, puff bar colorate, dispositivi a tabacco riscaldato: nuovi nomi, nuovi packaging, stessa dipendenza. È da questa consapevolezza che prende il via, da lunedì 2 febbraio, “Escape Smoke 2.0”, l’escape room digitale contro il fumo ideata da Fondazione Umberto Veronesi ETS e portata nelle scuole di Piemonte e Valle d’Aosta nell’ambito del Progetto Diderot di Fondazione CRT.

Fino al 30 aprile oltre 7.350 studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado saranno coinvolti in un percorso educativo che non fa sconti e non addolcisce la realtà: il fumo, in qualunque forma, resta una minaccia concreta per la salute. Soprattutto quando a subirne il fascino sono adolescenti tra i 12 e i 16 anni.

Il progetto parte da una domanda tanto semplice quanto scomoda: come parlare di fumo alle nuove generazioni in un’epoca in cui il marketing lo rende “cool”, tecnologico e apparentemente innocuo? La risposta è una sfida immersiva e digitale, che mette i ragazzi davanti ai fatti. Niente prediche, niente lezioni frontali. Solo dati, meccanismi psicologici, strategie commerciali e una sostanza che tiene tutto insieme: la nicotina.

Guidati dai divulgatori scientifici di Fondazione Veronesi, gli studenti entrano in una escape room digitale divisa in quattro stanze tematiche, dove il tempo stringe e le informazioni diventano strumenti per “scappare”. Ma mentre si corre contro il cronometro, una presenza invisibile osserva da dietro una nube di fumo. È la dipendenza, sempre in agguato.

Il laboratorio affronta il fumo da più angolazioni: salute, sostenibilità ambientale, marketing occulto, pressione sociale. Smonta pezzo per pezzo il mito secondo cui sigarette elettroniche e dispositivi usa-e-getta sarebbero meno pericolosi. Un’illusione che ha già fatto breccia tra i più giovani, come confermano numerosi studi scientifici internazionali.

«Parlare di fumo oggi significa affrontare non solo il tabacco tradizionale, ma anche i nuovi prodotti, spesso percepiti come meno rischiosi», spiega Monica Ramaioli, Direttore di Fondazione Umberto Veronesi ETS. «Attraverso questa esperienza digitale e interattiva, gli studenti comprendono i pericoli della nicotina, riflettono sulle strategie di marketing e acquisiscono consapevolezza sui fattori psicologici che portano ad iniziare a fumare. Il nostro obiettivo è promuovere scelte informate e responsabili».

Il punto è proprio questo: la prevenzione non può inseguire le mode, deve anticiparle. E deve farlo parlando il linguaggio dei ragazzi. «Accompagnare le nuove generazioni verso scelte consapevoli significa dare loro strumenti per orientarsi nella complessità», sottolinea Anna Maria Poggi, Presidente di Fondazione CRT. «Con Escape Smoke 2.0 portiamo nelle scuole un percorso innovativo che aiuta a comprendere i rischi legati al fumo. Investire nell’educazione significa costruire una società più libera e capace di scegliere».

Il progetto coinvolgerà oltre 70 scuole in decine di città, da Acqui Terme ad Alba, da Alessandria ad Aosta, fino a Torino, passando per Novara, Cuneo, Ivrea, Moncalieri, Rivoli, Vercelli e Verbania. Un’azione capillare, pensata per intercettare studenti in contesti diversi ma accomunati dalla stessa esposizione a messaggi ambigui e pericolosi.

Escape Smoke 2.0 non è solo un gioco educativo. È un atto di accusa contro un sistema che continua a vendere dipendenza sotto forma di libertà, colore e tecnologia. Ed è anche una presa di posizione netta: la salute dei ragazzi non può essere lasciata alla retorica o alla buona volontà. Serve informazione, serve consapevolezza. Serve agire prima che la nuvola di fumo diventi una gabbia.

Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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