Torino troppo indulgente con gli antagonisti

Magistratura e Governo contro la tolleranza verso l’illegalità. Al corteo «pro Askatasuna» di nuovo violenti scontri con la Polizia. Forza Italia e FdI attaccano l’Amministrazione Lo Russo

Angelo Gatti 01/02/2026
Materiale sequestrato dalla Polizia agli antagonisti.png - {Materiale sequestrato dalla Polizia agli antagonisti.png} - [138813]

Torino è una città troppo indulgente verso l’antagonismo violento, con una parte della politica e della borghesia colta accusata di una «benevola tolleranza» che finisce per normalizzare l’illegalità.

A lanciare l’allarme è stata Lucia Musti, procuratore generale del Piemonte, nel corso dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario, parlando apertamente di una «area grigia di matrice colta e borghese» che, invece di svolgere un ruolo di deterrenza, contribuirebbe con scritti, prese di posizione e appoggi a legittimare le violenze. Una «lettura compiacente», secondo la magistrata, che mina il rispetto delle regole democratiche e rafforza chi sceglie lo scontro.

Le parole della Procura si inseriscono in un clima già segnato dalle polemiche per l’occupazione avvenuta negli scorsi giorni di Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche dell’Università di Torino, da parte di gruppi antagonisti.

Sulla vicenda è intervenuta anche la ministra dell’Università Anna Maria Bernini, esprimendo «solidarietà alla rettrice Prandi» e chiedendo che tutte le istituzioni facciano la propria parte. «Il vero diritto è il diritto allo studio», ha sottolineato, ribadendo che la comunità accademica e quella studentesca vanno tutelate. Bernini ha rivendicato l’autonomia dei rettori, definiti «custodi dell’ordine pubblico e della sicurezza» negli atenei, assicurando il sostegno del Governo Meloni «nel pieno rispetto dell’autonomia universitaria».

Nel frattempo, la manifestazione promossa ieri dall’area antagonista ha acceso ulteriormente lo scontro politico. La partecipazione annunciata di esponenti di Alleanza Verdi Sinistra (Avs) al corteo «pro Askatasuna» è stata definita «gravissima» dalla vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati, Augusta Montaruli, che ha parlato di una «aderenza ideale e organizzativa» tra una parte della Sinistra e chi «si pone contro lo Stato con violenze». Secondo Montaruli, la coalizione di Centrosinistra sarebbe «prigioniera dell’estremismo», mentre l’adesione al corteo da parte di rappresentanti politici, che siedono anche nella Giunta del Comune di Torino del sindaco Stefano Lo Russo segnerebbe una scelta di campo «opposta a quella degli agenti, dei cittadini e dello Stato».

Alla manifestazione c’era anche un corteo partito proprio da Palazzo Nuovo, con uno spezzone composto da universitari, Comitato Vanchiglia e realtà legate all’ex Centro sociale Askatasuna, confluito poi nel corteo principale. In testa, un furgone con le bandiere di «Autonomia e Contropotere» e uno striscione con la scritta «Askatasuna vuol dire libertà. Torino è partigiana», illustrato dal fumettista Zerocalcare, la cui presenza ha fatto molto discutere.

Dal microfono si sono susseguiti slogan come «Torino è partigiana» e appelli a una «reale opposizione al Governo Meloni», mentre migliaia di persone si dirigevano verso il Lungo Po.

La narrazione di una manifestazione festosa si è però scontrata con quanto avvenuto nei pressi dell’ex Centro sociale di corso Regina Margherita 47. Qui lo scenario è rapidamente degenerato in una vera e propria guerriglia urbana, con la Polizia costretta a intervenire con idranti e lacrimogeni per respingere gruppi di manifestanti che lanciavano pietre, bottiglie, bombe carta e fumogeni, utilizzando tubi di metallo come mortai, e che hanno bruciato anche diversi bancali e cassonetti dei rifiuti e addirittura una camionetta della Polizia.

Molti manifestanti erano completamente coperti, con volto e testa nascosti, nonostante fosse vietato da un recente ordinanza del prefetto Donato Cafagna, e rilanciavano i lacrimogeni verso le Forze dell’ordine, proteggendosi con scudi.

Sulla manifestazione è intervenuto anche il ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, che l’ha definita «priva di senso» perché «celebra un gruppo di persone con comportamenti delinquenziali». La storia di Askatasuna, secondo Zangrillo, rappresenterebbe «la saldatura tra ‘pro Pal’, antagonisti e soggetti che lavorano in una logica di anti-Stato», aggiungendo che lo Stato ha dato «un’ennesima opportunità» per dimostrare rispetto delle regole.

Durissimo anche l’assessore della Regione Piemonte Maurizio Marrone, che ha attaccato Askatasuna e il sindaco Lo Russo dopo l’adesione di Avs al corteo. «Un partito che governa la città è sceso in piazza insieme all’orda antagonista», ha affermato, chiedendo al primo cittadino di «mettere Avs fuori dalla Giunta» oppure di assumersi la responsabilità politica di fronte a una città «non più disposta a perdonare questo scempio».

Anche Forza Italia critica la manifestazione: «Non c’è nulla di democratico in tutto questo e la partecipazione di esponenti della maggioranza che governa Torino a simili iniziative chiarisce in che mani sia oggi la città. Chi devasta Torino nascondendosi dietro la protesta non è un manifestante, ma un criminale. Askatasuna si conferma, senza possibilità di smentita, una centrale logistica della violenza urbana. Basta giustificazionismi e analisi sociologiche: questi covi di illegalità vanno smantellati con fermezza e nel pieno rispetto della legge». È quanto dichiarano gli Azzurri Roberto Rosso e Marco Fontana, segretari provinciale e cittadino di Forza Italia a Torino.

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