Il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino apre una nuova stagione espositiva mettendo al centro il dialogo tra arti visive e cultura dell’automobile. Tre i progetti presentati: una mostra internazionale dedicata alla fotografia, la prima personale in Italia dell’artista britannico Gerald Laing e il secondo capitolo di 'Convergenze', realizzato in collaborazione con il Maxxi. Percorsi distinti, uniti dall’intenzione di osservare l’auto oltre la sua dimensione tecnica e industriale, come soggetto culturale, dispositivo dello sguardo e motore di trasformazione dell’immaginario contemporaneo.
'Serie limitata. Paesaggi mobili in fotografia' riunisce le opere di 40 artisti. Fotografie, video e sculture compongono un’indagine in cui automobile, strada e paesaggio diventano temi di ricerca e strumenti per osservare il mondo. I lavori esplorano il modo in cui il movimento e la presenza dei veicoli modificano la percezione dei luoghi, ma anche le possibilità formali offerte dall’immagine. La mostra costruisce così un panorama articolato di linguaggi e punti di vista, riconoscendo alla fotografia la capacità di raccontare i cambiamenti del paesaggio e del rapporto tra persone e spazi attraversati.
Con 'Gerald Laing. Full speed' il museo dedica per la prima volta in Italia una mostra monografica all’artista britannico, figura di spicco della Pop Art inglese e protagonista della scena newyorkese degli anni Sessanta. Il progetto porta l’attenzione su una personalità che ha attraversato uno dei momenti più vivaci dell’arte contemporanea, mettendo in relazione la cultura visiva e la velocità, temi che trovano nell’automobile un riferimento centrale.
Il terzo appuntamento è il nuovo capitolo di 'Convergenze', intitolato 'Un dialogo con artisti e collezioni' e sviluppato insieme al Maxxi. In mostra 14 opere, accomunate da una riflessione sul paesaggio e sul modo in cui l’auto lo attraversa, ne ridefinisce la percezione e orienta lo sguardo. Il veicolo diventa una lente attraverso cui leggere fenomeni più ampi, legati agli spazi e alla loro trasformazione.
Nel loro insieme, i tre progetti propongono una lettura dell’automobile come presenza storica, sociale, estetica e simbolica, capace di influenzare il modo in cui si rappresenta e si interpreta il contemporaneo. «I nuovi progetti espositivi rafforzano la vocazione del Mauto come centro di cultura contemporanea internazionale e consolidano un percorso di ricerca che si sviluppa attraverso il dialogo tra discipline, linguaggi e settori culturali», afferma il presidente del museo, Benedetto Camerana.