Diritti dei detenuti, protocollo tra Formaiano e Musti

La Garante regionale e la procuratrice generale avviano una collaborazione stabile per seguire le criticità degli istituti piemontesi

Carlo Santori 27/10/2026
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Monitorare le condizioni negli istituti penitenziari piemontesi, condividere informazioni e organizzare visite congiunte nei luoghi di privazione della libertà. Sono alcuni degli obiettivi del protocollo d’intesa firmato da Monica Formaiano, Garante regionale delle persone detenute, e Lucia Musti, procuratrice generale presso la Corte d’appello di Torino. L’accordo, della durata di tre anni, punta a rendere stabile la collaborazione tra le due istituzioni per rafforzare la tutela dei diritti delle persone detenute o sottoposte a limitazioni della libertà personale.

Il protocollo prevede incontri periodici tra la Garante e la Procura generale. Alle riunioni potranno partecipare, quando utile, anche l’amministrazione penitenziaria e gli uffici di sorveglianza, così da favorire il confronto sulle criticità rilevate e sulle possibili iniziative da intraprendere. Lo scambio di informazioni e le visite congiunte potranno contribuire a una conoscenza più diretta delle condizioni nei luoghi di detenzione e a individuare, nell’ambito delle rispettive competenze, le questioni che richiedono attenzione.

La collaborazione non si limita al monitoraggio. Tra gli impegni figurano anche iniziative per sostenere il reinserimento sociale delle persone detenute, da sviluppare insieme agli enti territoriali e al Terzo settore. Un percorso che chiama in causa una rete più ampia di soggetti e che mira a favorire il raccordo tra le istituzioni coinvolte, nel rispetto delle autonomie e dei ruoli di ciascuno.

«È un accordo importante per garantire una collaborazione stabile tra istituzioni, nel rispetto delle rispettive competenze», afferma Formaiano. L’obiettivo, spiega la Garante, è prestare maggiore attenzione ai problemi del sistema penitenziario e promuovere condizioni detentive improntate alla legalità, alla dignità e alla tutela dei diritti fondamentali.

Il testo impegna le due istituzioni a realizzare azioni comuni a favore delle persone private o limitate della libertà personale, senza sovrapporre le rispettive funzioni. Per Formaiano, la firma rappresenta «uno strumento in più» per individuare percorsi e soluzioni condivise e contribuire a un sistema penitenziario sempre più conforme ai principi costituzionali che lo regolano.

La durata triennale offre un quadro continuativo per il confronto e l’attuazione delle iniziative, con l’obiettivo di seguire nel tempo le criticità e le esigenze emerse negli istituti e raccordarle ai percorsi di reinserimento.

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