Un atto di civiltà. In occasione della Settimana Europea e dell’ultimo giornata della terza edizione degli Stati Generali su Salute e Sicurezza sul Lavoro (Sgssl), promossi dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, dalla Camera dei Deputati e dall’associazione Sicurezza e Lavoro, l’aula di Montecitorio ha approvato la legge che stabilisce il gratuito patrocinio legale indipendentemente dal reddito per i familiari di persone decedute sul lavoro.
Si tratta di una legge di iniziativa parlamentare a prima firma della deputata piemontese dem Chiara Gribaudo e condivisa da tutti i partiti dell’arco costituzionale, in primis dalla vicepresidente della Commissione d’inchiesta Patrizia Marrocco (Forza Italia), sollecitata durante la prima edizione degli Sgssl dall’associazione Sicurezza e Lavoro, fondata a Torino nel 2010 e operativa in tutta Italia.
«È un risultato storico che restituisce dignità alle vittime del lavoro e aiuta concretamente i familiari nel lungo, complesso e costoso iter giudiziario» – dichiara il torinese Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e Lavoro.
«Sicurezza e Lavoro aveva lanciato la proposta – spiega Quirico – a ottobre 2024, in occasione della prima edizione degli Stati Generali su Salute e Sicurezza sul Lavoro, ne avevamo ribadito l’utilità e l’opportunità quando l’associazione è stata audita il 29 settembre scorso in Commissione Giustizia e ora, nella giornata conclusiva della terza edizione degli Stati Generali, è finalmente realtà, grazie all’impegno e alla tenacia della presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, Chiara Gribaudo, alla collaborazione della vicepresidente Patrizia Marrocco e alla convergenza di tutte le forze politiche del Parlamento».
«Su questo tema – ribadisce il direttore di Sicurezza e Lavoro – non ci possono essere divisioni e, anzi, ci auguriamo che, dopo l’approvazione anche al Senato di questo primo storico provvedimento, si possa poi lavorare per estendere il gratuito patrocinio anche alle persone totalmente inabili o che hanno subito un grave infortunio o una malattia professionale in conseguenza di un reato derivante dalla violazione di norme sulla salute e sicurezza sul lavoro».
«Così come accade per le donne vittime di violenza – conclude Massimiliano Quirico – era ora che venissero tutelate anche le vittime di un reato ugualmente odioso che desta o dovrebbe destare eguale allarme sociale e offesa per tutta la comunità, come quello derivante dalla violazione delle norme per la prevenzione di infortuni e malattie professionali».
«Con questo primo voto il Parlamento compie un passo avanti importante nell’attuazione dell’articolo 24 della Costituzione. Estendere l’accesso al gratuito patrocinio a spese dello Stato ai familiari delle vittime di infortuni sul lavoro significa affermare un principio fondamentale: la possibilità di ottenere giustizia non può dipendere dalle risorse economiche di cui si dispone – afferma Chiara Gribaudo, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia.
«In questi tre anni abbiamo incontrato tanti familiari delle vittime, ascoltato il loro dolore e la loro richiesta di non essere lasciati soli. A loro devo un sincero e commosso ringraziamento: questa proposta di legge esiste anche per merito loro – prosegue la deputata piemontese – perchè, dopo tragedie come quelle di Brandizzo (Torino) e di Casteldaccia (Palermo), le Istituzioni hanno il dovere di esserci anche quando si spengono i riflettori e cominciano anni di procedimenti giudiziari, attese e spese spesso difficili da sostenere, soprattutto quando chi è morto era il principale sostegno economico della famiglia. Nessuna legge può restituire una persona cara, ma possiamo rimuovere gli ostacoli che rendono più difficile ottenere giustizia».
«Questo è un primo passo fondamentale, ma non può essere un punto di arrivo. Dobbiamo lavorare per ampliare la platea dei beneficiari, includendo gli inabili e altre categorie di lavoratori e lavoratrici. Ringrazio tutte le forze politiche che hanno contribuito a costruire un testo condiviso, dimostrando un grande senso di responsabilità. La sicurezza sul lavoro e la tutela di chi resta richiedono un impegno concreto, condiviso e costante» – conclude Chiara Gribaudo.
Una quindicina di familiari delle vittime, accompagnati da Massimiliano Quirico, sono entrati per assistere all’approvazione della legge nell’Aula di Montecitorio, dove sono stati accolti da un lungo applauso da deputate e deputati.