La piccola Mona è arrivata dal Libano per tornare a crescere

Il caso clinico ad alta complessità è stato trattato all’Ospedale Infantile dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Alessandria

20/08/2026
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Era arrivata all’età di un anno e due mesi all’Ospedale Infantile “Cesare Arrigo” di Alessandria nel febbraio 2026, dopo un viaggio dal Libano reso possibile da una rete di solidarietà che aveva coinvolto associazioni, volontari, professionisti e istituzioni. Al momento del ricovero, le sue condizioni erano estremamente fragili: la piccola Mona pesava poco più di 4 chili, un valore compatibile con quello di un neonato, ed era affetta da una grave insufficienza intestinale che le impediva di alimentarsi in modo efficace.
Oggi, a distanza di alcuni mesi, Mona sta meglio. La bambina stata dimessa dopo meno di quattro mesi di ricovero e pesa 9,5 chili. Un risultato reso possibile da un percorso clinico e assistenziale complesso, portato avanti dall’équipe dell’Ospedale Infantile con una presa in carico multidisciplinare e continuativa.
Fin dal suo arrivo, Mona è stata presa in carico dalla Chirurgia Pediatrica, diretta da Alessio Pini Prato, direttore del Dipartimento Pediatrico e Ostetrico e della Chirurgia Pediatrica. La bambina era già stata sottoposta nel Paese d’origine a diversi interventi chirurgici, nel sospetto di Malattia di Hirschsprung, una patologia congenita dell’intestino che può compromettere gravemente la motilità intestinale.
All’arrivo ad Alessandria, il primo obiettivo è stato garantire un adeguato supporto nutrizionale. Per questo è stato impiantato un catetere venoso centrale, necessario ad assicurare alla bambina un apporto nutrizionale adeguato anche in previsione di un intervento chirurgico più importante.
Due settimane dopo il ricovero, Mona è stata sottoposta a un primo intervento chirurgico di esplorazione addominale, riconfezionamento dell’ileostomia, confezionamento di gastrostomia e mappaggio bioptico intestinale. Gli approfondimenti istologici hanno poi escluso la Malattia di Hirschsprung e altre anomalie intestinali di rilievo.
Il decorso post-operatorio è stato regolare e la bambina ha potuto progressivamente avviare una nutrizione enterale e orale. Nel mese di maggio 2026 è stata quindi sottoposta a un secondo intervento chirurgico, finalizzato a migliorare il funzionamento dell’intestino e a favorire il progressivo recupero della capacità di alimentarsi. Grazie a questa procedura è stato possibile sospendere completamente la nutrizione parenterale, cioè l’alimentazione somministrata per via venosa, e avviare un aumento di peso costante. 
Nel corso del ricovero, Mona è stata seguita da un team multidisciplinare che ha garantito una presa in carico globale, non limitata al solo intervento chirurgico ma estesa agli aspetti nutrizionali, assistenziali e di recupero complessivo.
«Il dato più significativo - spiega Alessio Pini Prato - è che Mona è arrivata ad Alessandria con un peso di poco superiore ai 4 chili e un’insufficienza intestinale che non le consentiva di nutrirsi efficacemente. La sua evoluzione clinica non è stata il risultato di un singolo gesto, ma di un percorso costruito passo dopo passo, con attenzione costante, scelte condivise e un lavoro quotidiano di adattamento alle sue necessità. In casi come questo è fondamentale non solo intervenire dal punto di vista chirurgico, ma accompagnare il bambino in tutte le fasi del recupero. È un risultato che racconta il valore di un’équipe multidisciplinare e la capacità dell’Ospedale Infantile di affrontare situazioni pediatriche ad alta complessità».
«Il percorso di Mona conferma la capacità dell’Ospedale Infantile “Cesare Arrigo” di attrarre e prendere in carico casi pediatrici complessi, anche provenienti da contesti internazionali e da situazioni di particolare fragilità - dichiara Luciano Bernini, direttore Sanitario dell’Aou- Il “Cesare Arrigo” rappresenta una risorsa fondamentale di Alessandria e del territorio, perché unisce competenze specialistiche, esperienza chirurgica, assistenza multidisciplinare e attenzione alla dimensione umana della cura. L’attrattività di una struttura non si misura soltanto nella capacità di accogliere pazienti da fuori provincia o da fuori regione, ma anche nella qualità dei percorsi che riesce a costruire attorno a ciascun bambino e alla sua famiglia. Questa storia dimostra il valore di un presidio pediatrico capace di fare rete, di rispondere a bisogni ad alta complessità e di offrire opportunità concrete di cura anche nei casi più delicati».
«Quando Mona è arrivata ad Alessandria lo scorso febbraio - ricorda l’assessore alla Sanità Federico Riboldi -, avevamo parlato di una grande rete di solidarietà capace di offrirle un’opportunità di cura e di speranza. Oggi sapere che quella bambina, arrivata in condizioni di estrema fragilità, sta meglio, è stata dimessa ed è tornata a crescere è la più bella conclusione che potessimo immaginare per questa storia. È un risultato che testimonia ancora una volta l’altissimo livello delle competenze dell’Ospedale Infantile “Cesare Arrigo” e la capacità dei suoi professionisti di affrontare casi pediatrici di grande complessità attraverso una presa in carico multidisciplinare che mette davvero il bambino al centro. E assume un significato ancora maggiore oggi che l’AOU di Alessandria è diventata il primo IRCCS pubblico del Piemonte, dove cura, ricerca e innovazione camminano insieme. Il nostro ringraziamento va a tutti i medici, gli infermieri e i professionisti che hanno accompagnato Mona in questi mesi e alle associazioni, ai volontari e a tutti coloro che hanno reso possibile il suo viaggio e il suo percorso di cura. Dietro un risultato come questo c’è una sanità pubblica capace non soltanto di esprimere eccellenza clinica, ma anche di fare rete e di prendersi cura delle persone più fragili».
Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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