«La giunta Salis vuole cancellare le tradizioni»

Anche sull’Epifania si consuma un nuovo scontro politico tra gli esponenti della Lega e il Comune

08/01/2026
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Anche l’Epifania finisce al centro dello scontro politico a Genova. Dopo le polemiche sul presepe a Palazzo Tursi, la Lega attacca l’amministrazione comunale accusandola di aver rinunciato alle iniziative tradizionalmente legate al 6 gennaio, a partire dai Cortei dei Magi e dal Presepe Vivente, che negli ultimi anni avevano caratterizzato il calendario delle festività cittadine.
Nel comunicato diffuso in occasione della Befana, i consiglieri comunali Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua parlano senza mezzi termini di una scelta precisa da parte della nuova giunta: «Dopo il presepe negato a Palazzo Tursi, Genova perde anche l’Epifania dei Cortei dei Magi e il Presepe Vivente. Non si tratta di episodi isolati, ma di una linea politica chiara».
Secondo la Lega, la gestione delle festività natalizie da parte dell’amministrazione guidata dalla sindaca Silvia Salis sarebbe segnata da decisioni contraddittorie e da una progressiva marginalizzazione delle tradizioni storiche e religiose della città. Viene ricordata anche una dichiarazione dell’assessore competente, che nei mesi scorsi aveva parlato di «un Natale che onori il passato, senza subirlo», una frase che, secondo l’opposizione, non avrebbe trovato riscontro nelle scelte concrete.
Nel mirino finisce ancora una volta il caso del presepe a Palazzo Tursi. I consiglieri leghisti parlano di una ricostruzione dei fatti giudicata imprecisa e strumentale, arrivando a sottolineare una contraddizione che, a loro avviso, sarebbe evidente: «definendo lo spazio che ospitava il presepe come “poco più che un sottoscala”, salvo poi utilizzare esattamente lo stesso spazio per allestire la casa di Babbo Natale».
Il comunicato ripercorre poi il lavoro svolto negli ultimi anni per valorizzare le tradizioni cittadine, a partire dall’istituzione, nel 2023, di un assessorato dedicato. Un percorso che aveva portato alla rinascita dei Cortei dei Magi e del Presepe Vivente, realizzati grazie alla collaborazione con la Curia, i Gruppi Storici e numerosi volontari, fino ai numeri raggiunti nel gennaio 2025, quando l’iniziativa aveva coinvolto decine di figuranti in costume e richiamato un ampio pubblico nel centro cittadino.
Quest’anno, denunciano Bordilli e Bevilacqua, tutto questo non è stato riproposto. Una scelta che viene definita grave e priva di confronto: «Tutto questo oggi è stato cancellato. Senza spiegazioni, senza confronto e senza alcun rispetto per il lavoro svolto negli anni». Per la Lega non si tratta di una dimenticanza o di un problema organizzativo, ma di una decisione politica consapevole: «Non una svista, ma una precisa scelta politica: voltare le spalle al passato».
La critica si allarga infine al significato più profondo delle festività natalizie. Secondo l’opposizione, il Natale genovese starebbe perdendo progressivamente la sua radice cristiana per assumere un’impostazione sempre più laica e commerciale. In questo senso, nel comunicato si legge che «Presepe, Epifania e Re Magi non sono simboli accessori, ma il cuore del Natale cristiano. Eliminarli significa snaturare il Natale, ridurlo a un evento neutro e commerciale».
La polemica si inserisce in un clima politico già acceso dopo il caso del presepe a Palazzo Tursi e riapre il confronto sul ruolo delle tradizioni all’interno delle iniziative promosse dal Comune. Un dibattito destinato a proseguire anche nelle prossime settimane, tra richieste di chiarimenti da parte dell’opposizione e la difesa delle scelte operate dall’amministrazione, chiamata ora a spiegare se e come intenda conciliare innovazione, inclusività e tutela dell’identità storica e culturale della città.
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AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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