Oggi e domani, Sestriere (Torino) ospita la «Coppa Europa» femminile. Sono in programma due gare di slalom gigante, che vedranno al via atlete provenienti da 16 nazioni, a testimonianza del valore tecnico e internazionale del grande evento, organizzato dallo Sporting Club Sestrieres, con il patrocinio della Regione Piemonte e del Comune di Sestriere.
Le competizioni si svolgono sull’iconica pista ‘Kandahar Giovanni Alberto Agnelli’, tracciato simbolo dello sci mondiale, con partenza a quota 2.355 metri, in zona stazione di monte della seggiovia Cit Roc, e arrivo a 2.040 metri, dopo aver affrontato un dislivello di 315 metri.
Il programma prevede, in entrambe le giornate, la prima manche alle ore 10 e la seconda alle ore 12.30.
Il ritorno della prestigiosa competizione di sci alpino femminile nella località piemontese conferma ancora una volta il ruolo centrale della Vialattea nel panorama dello sci internazionale. Alla guida del Comitato Organizzatore c’è Gualtiero Brasso, che ci racconta il valore della manifestazione, il lavoro dietro le quinte e le prospettive future di una località turistica che continua a scrivere la storia dello sci, italiano e non solo.
Per la sesta volta torna a Sestriere la «Coppa Europa». Che valore ha questo risultato per il comprensorio della Vialattea?
«È sicuramente un traguardo importante. Ormai un anno ospitiamo la Coppa del Mondo, l’altro la Coppa Europa, alternativamente. Vuol dire che lo sci ad alto livello rimane di casa in Vialattea e a Sestriere. Significa anche che le Federazioni internazionali hanno fiducia nella nostra organizzazione, per poter disputare gare ad alto livello».
La ‘Kandahar Giovanni Alberto Agnelli’ è una pista simbolo dello sci mondiale: quali caratteristiche la rendono ancora oggi così apprezzata dalle atlete e dai tecnici?
«È una pista molto bella, molto tecnica, con vari cambi di pendenza, un ‘muro iniziale’, un cambio piano e un ‘traverso’ molto impegnativo. Anche per il pubblico è un’esperienza emozionante: si possono vedere tre quarti della gara dal traguardo. È una delle migliori piste in circolazione, a livello femminile e non solo. Il fondo è sempre molto aggressivo: è una gara tosta! Sia per la Coppa del Mondo che per la Coppa Europa».
Quanto conta, per una località come Sestriere, ospitare la Coppa Europa nel percorso di crescita delle giovani sciatrici verso la Coppa del Mondo?
«Negli anni la Coppa Europa ha visto emergere atlete poi diventate campionesse, da Marta Bassino a Laura Pirovano. È una grande soddisfazione per noi sapere di aver contribuito a lanciare queste carriere. Sono passati più o meno tutti da noi, anche per le gare giovanili, come ‘L’uovo d’oro’. Vincere a Sestriere vuole dire che hai dei ‘numeri’ e puoi dire la tua nel mondo dello sci».
Che ruolo hanno Regione Piemonte e Comune di Sestriere nella riuscita dell’evento e quanto è importante il lavoro di squadra con le Istituzioni locali?
«Qualsiasi manifestazione che organizziamo in Vialattea sarebbe impossibile da realizzare senza l’appoggio delle Istituzioni. C’è però poi un grande ritorno di immagine per ii comprensorio, ma anche per l’intero Piemonte. Speriamo con il nostro lavoro di poter restituire, almeno in parte, l’aiuto e l’appoggio ricevuti, che non mancano mai da parte di Regione Piemonte e Comune di Sestriere. L’anno scorso con la Coppa del Mondo, con la doppietta di Federica Brignone e la vittoria di Mikaela Shiffrin, abbiamo raggiunto 140 milioni di telespettatori».
Oltre all’aspetto sportivo, quale impatto può avere la Coppa Europa in termini di promozione turistica e di visibilità per il territorio?
«La Coppa del Mondo è un volano impressionante, ma lo è anche la Coppa Europa. Quest’anno per la prima volta la trasmettiamo in diretta anche sul canale YouTube della Vialattea e su NeveItalia.it. Siamo contenti di riuscire ad attirare sempre più pubblico e di veicolare ancora di più il nome della Vialattea, di Sestriere e del Piemonte».
Sestriere vanta oltre mezzo secolo di storia nello sci internazionale: come si riesce a coniugare questa tradizione con uno sguardo rivolto al futuro?
«Il nome di Sestriere è noto in tutto il mondo. Abbiamo ospitato 70 gare di Coppa del Mondo, le Olimpiadi, i Mondiali, una finale di Coppa del Mondo. L'ambizione è quella di rimanere nel circuito internazionale, di essere presenti in maniera costante nei calendari della gare, grazie alla stretta collaborazione con la Fisi e la Fis».
Guardando oltre il 2026, quali sono le ambizioni del Comitato Organizzatore e quali grandi eventi sogna di portare sulle nevi della Vialattea?
«L’obiettivo è portare di nuovo la Coppa del Mondo a Sestriere: è il nostro ‘core business’ come settore sportivo. Ogni inverno facciamo 130 gare di vari circuiti, ma il prestigio che dà la Coppa del Mondo è altissimo. Ti inserisce nel ‘gotha’ delle 20 venti stazioni sciistiche internazionali che contano di più. Non vogliamo però mai trascurare lo sport giovanile e le attività degli sci club e quelle promozionali, che sono alla base del nostro duraturo successo».