Valsusa FilmFest, tre giorni tra Vajont e presente

Giunta alla trentesima edizione, il festival cinematografico intreccia storia, concorsi e riflessione civile

Anna Bosco 05/04/2026
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Tre giorni di cinema per interrogare il passato e osservare il presente attraverso immagini, storie e linguaggi diversi.

Dal 9 all’11 aprile il Cinema Comunale di Condove (Torino) ospita una nuova tappa della 30esima edizione del Valsusa Filmfest, proponendo un percorso che unisce memoria storica, cinema contemporaneo e impegno civile.

In programma proiezioni, incontri con gli autori e le opere selezionate per le fasi finali del concorso, con ingresso libero fino a esaurimento posti.

Ad aprire la rassegna, giovedì 9 aprile alle ore 21, è il docufilm «La luna sott’acqua» di Alessandro Negrini, presentato dal regista. Ambientato a Erto, tra i paesi segnati dalla tragedia del Vajont, il lavoro costruisce nel tempo il ritratto di una comunità che continua a confrontarsi con una memoria dolorosa, ancora oggi oggetto di rivendicazione e ricerca di dignità. Realizzato nell’arco di oltre dieci anni, il documentario segue da vicino le vicende del territorio e dei suoi abitanti, intrecciando osservazione reale e dimensione poetica. «Un racconto che attraversa passato e presente», capace di mettere in luce il conflitto tra la necessità di custodire il ricordo e il desiderio di rinascita in un luogo profondamente segnato da una delle più gravi tragedie italiane in tempo di pace.

Il programma prosegue venerdì 10 aprile alle ore 20.45 con le prime proiezioni delle opere finaliste del concorso cinematografico. Si parte dalla sezione «Le Alpi», dedicata ai film della durata massima di trenta minuti che raccontano la montagna da molteplici punti di vista: dall’alpinismo all’esplorazione, fino alla salvaguardia dell’ambiente e delle specie animali, senza trascurare cultura, tradizioni e vita quotidiana delle comunità alpine.

Tra i titoli selezionati figurano «Ta Bo, Opening Paths: Angola Expedition» di Jesús Soria, che documenta la diffusione dell’arrampicata in Angola, «America» di Javier Arias-Stella, ambientato nelle Ande peruviane, e «Moving Mountains» di Adam Selo, storia di integrazione tra le montagne del Sudtirolo. Opere diverse per provenienza e stile, accomunate dalla volontà di restituire la complessità del rapporto tra uomo e ambiente.

Sabato 11 aprile alle ore 15.30 spazio a «Shooting» di Roberto Loiacono, mediometraggio presentato dal regista insieme agli interpreti Federica Martoglio e Luca Casale. Il film racconta le traiettorie incrociate di personaggi eterogenei — una coppia clandestina, un portiere d’albergo, un tecnico video, una ragazza punk — le cui esistenze sembrano incontrarsi per caso, ma si rivelano progressivamente parte di un disegno orchestrato da una figura nascosta che osserva e dirige. «Una costruzione narrativa non lineare», che si sviluppa attraverso punti di vista molteplici e un linguaggio visivo dinamico, tra split screen, flashback e flashforward, mettendo in discussione il confine tra realtà e rappresentazione e riflettendo sul ruolo dello sguardo nella costruzione delle storie.

A seguire, le proiezioni delle opere selezionate per le sezioni «Disertare» e «Cortometraggi». La prima, novità di questa edizione e dedicata a Ugo Berga, partigiano e uomo di pace, raccoglie lavori che promuovono una cultura di rifiuto della guerra e di costruzione della pace.

Tra i titoli «Non è un pranzo di gala» di Dario Cambiano, accanto a produzioni internazionali come «Hanguk Sukje» di Luis Angel Mendana del Rio e «Westernmagia» di Ángel Rodríguez Fernández, entrambe provenienti dalla Spagna.

La sezione «Cortometraggi» propone invece uno sguardo articolato sul presente, con opere come «Il Premio» di Lorenzo Scaplone, «In Gaza Pietas» di Diego Monfredini e «Disonorate» di Vincenzo Caricari.

Tra i componenti della giuria figura anche l’attrice Sara D’Amario, interprete della serie televisiva «Cuori».

Il Valsusa Filmfest, giunto alla sua trentesima edizione e dedicato quest’anno a Fabrizio De André, proseguirà fino al 24 maggio 2026 coinvolgendo otto comuni della Valle di Susa e la città di Torino, in un progetto diffuso che unisce cultura, territorio e partecipazione.

Il programma comprende proiezioni, spettacoli, concerti, incontri e presentazioni, con l’obiettivo di valorizzare il cinema come strumento di riflessione e dialogo.

Tra gli appuntamenti principali figurano il concerto «Mike Moran. A Night at the Freddie’s Opera» previsto il 18 aprile al Teatro Magnetto di Almese (Torino), l’incontro del 28 aprile con Mauro Pagani insieme alla regista Cristiana Mainardi, dedicato al documentario «Andando dove non so – Mauro Pagani, una vita da fuggiasco», e la serata del 22 maggio al Teatro Fassino di Avigliana (Torino), «La voce dell’anima sarda: ricordo di Andrea Parodi», con la partecipazione dei Tazenda, Elena Ledda e Mauro Palmas.

Accanto a questi eventi, il festival propone anche i Premi Bruno Carli, incontri tematici come quello dedicato a Mario Soldati e la Valle di Susa, iniziative per le scuole, mostre e momenti di approfondimento legati al cinema e alla memoria civile. Un calendario ampio e articolato che conferma la vocazione del Valsusa Filmfest come spazio di confronto culturale, capace di connettere linguaggi artistici e impegno sociale, mantenendo al centro «il valore della memoria» e lo sguardo sul presente.

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