Una giornata segnata da due gravi incidenti da valanga sulle montagne piemontesi. Dopo il primo allarme nel Cuneese, nel pomeriggio di oggi le slavine hanno colpito duramente anche il Torinese, con un bilancio di una donna ferita gravemente e un uomo morto.
Il primo intervento è scattato intorno alle 14 sul Monte Albergian, nel territorio del comune di Pragelato, in Val Chisone. Una scialpinista, in escursione con il compagno, è stata travolta da una valanga. È stato proprio l’uomo a riuscire a estrarla dalla neve, evitando conseguenze fatali e dando immediatamente l’allarme. La donna è rimasta vigile, ma ha riportato un forte trauma toracico e un principio di ipotermia.
Sul posto è stato inviato il Servizio regionale di elisoccorso di Azienda Zero Piemonte, con equipe completa e unità cinofila da valanga. Le forti raffiche di vento hanno però reso estremamente difficili le operazioni, impedendo all’elicottero di operare in sicurezza. I tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese hanno quindi raggiunto la ferita via terra, l’hanno stabilizzata e imbarellata, avviando un lungo trasporto a valle assicurato lungo i pendii, fino a Pragelato, con il supporto di una quindicina di soccorritori e di un medico volontario.
Poco più tardi, intorno alle 15, un secondo e tragico allarme è arrivato dalla zona di Partia d’Amount, nel comune di Bobbio Pellice. A lanciare la richiesta di aiuto è stato un dispositivo satellitare. Anche in questo caso è decollato l’elisoccorso regionale con unità cinofila, ma la situazione si è rivelata subito critica.
Uno scialpinista di nazionalità francese, sotto shock, ha raggiunto autonomamente il Rifugio Jervis, riferendo che il compagno di gita era stato travolto da una valanga e trascinato sul fondo di un vallone, dove giaceva privo di vita, parzialmente sepolto dalla neve. La zona è stata giudicata estremamente pericolosa, con continui distacchi che hanno messo a rischio sia i soccorritori sia lo stesso superstite.
L’uomo sopravvissuto, rimasto illeso, è stato trasportato all’elisuperficie di Pinerolo e affidato alle forze dell’ordine per gli accertamenti di rito.
I due episodi riaccendono l’allarme sulla sicurezza in montagna: nonostante bollettini che indicavano un rischio non estremo, le condizioni del manto nevoso, il vento e i recenti accumuli hanno creato situazioni altamente instabili. Le autorità rinnovano l’invito alla massima prudenza, ricordando che anche escursioni pianificate possono trasformarsi rapidamente in tragedia.