Oggi, il Giorno della Memoria è scandito a Torino da un fitto calendario di appuntamenti che affianca alle cerimonie istituzionali momenti di approfondimento, incontri pubblici e iniziative culturali dedicate al ricordo della Shoah, degli internati militari e di tutte le vittime dei campi nazisti.
La giornata si apre al Cimitero Monumentale con la cerimonia di omaggio alle lapidi dei Caduti, promossa dalla Città di Torino, mentre in mattinata trovano spazio anche l’incontro «Rom e sinti, lo sterminio dimenticato» e la celebrazione istituzionale nella Sala Rossa di Palazzo Civico, con la partecipazione delle autorità cittadine e l’orazione ufficiale del presidente dell’Aned di Genova Filippo Biolé, trasmessa anche in streaming.
Nel corso della giornata si susseguono incontri di riflessione, visite guidate e momenti di memoria diffusa, dal Museo del Risorgimento al Polo del ’900, con iniziative dedicate al ruolo dell’informazione in tempo di guerra, alla costruzione della memoria europea, alle lotte per i diritti e al ricordo di figure simbolo dell’antifascismo come Piero Gobetti e Bruno Segre, al quale viene anche intitolata una targa nel cortile di Palazzo San Daniele, al Polo del ’900.
Ampio spazio è riservato anche al teatro, con spettacoli che affrontano il tema della Shoah e delle responsabilità individuali e collettive, tra cui «Qui non c’è un perché», «Tutto in me è amore» e «Oltre la Memoria: Diario di un figlio», affiancati dalla tradizionale fiaccolata da Porta Nuova al Museo Carcere Le Nuove, in ricordo dei perseguitati durante la Seconda guerra mondiale.
Le iniziative proseguono nei giorni successivi con spettacoli per le scuole, letture, incontri nelle biblioteche civiche e approfondimenti storici e culturali che mettono a confronto le testimonianze di Primo Levi e Vasilij Grossman, riflettendo sull’eredità della memoria nel dibattito contemporaneo.
Il programma si estende fino alla fine di gennaio e proseguirà anche nel mese di febbraio con ulteriori appuntamenti dedicati allo studio, alla divulgazione e alla rappresentazione teatrale della Shoah.
Ad esempio, il Museo del Carcere Le Nuove propone due mostre. «La Guerra di Dino – lettera per lettera», dedicata a Dino Ferrero e, attraverso la sua vicenda personale, a tutti gli Internati Militari Italiani (Imi) nei lager della Seconda guerra mondiale, ripercorre il cammino di Dino Ferrero durante la guerra, attraverso documenti, video, fotografie, cartoline, lettere e oggetti personali: dalla vita militare alla cattura, fino alla deportazione. Il progetto, che ha ricevuto il riconoscimento del Parlamento Europeo, è a cura di Ico Ferrero, Museo Carcere Le Nuove e AneiI.
La mostra «L’arte in prigionia, un nuovo inizio per l’Europa», anch’essa a cura di Anei e Museo Carcere Le Nuove, presenta invece le opere artistiche realizzate dagli Internati Militari Italiani durante la detenzione nei lager. Entrambe le mostre saranno visitabili fino a sabato 31 gennaio.
E, sempre sino alla fine del mese di gennaio, tutti i giorni, tra le ore 17.30 e le 19.30, Casadart & Cresciani, in via Rocciamelone 7/F, propone la mostra «Tra Shoah e Nakba: riflessioni immaginali, verifiche attraverso le pratiche di divisione, differenza, sovrapposizione e cancellazione sul tema del genocidio», curata da Gianluca Cresciani, in collaborazione con Silvia Marchionne. In esposizione le opere di alcuni artisti del collettivo di Casadart che si confrontano, attraverso diversi linguaggi espressivi, sul tema del genocidio. Iniziativa a cura dell’associazione «Avvalorando».
Fino a febbraio l’EcoMuseo Nesta, in via San Gaetano da Thiene 6, propone l’esposizione «Bambini/Numeri – L’infanzia durante la Shoah», un progetto nato da una riflessione condivisa da Libere Gabbie e dallo stesso EcoMuseo su come raccontare ciò che bambine e bambini hanno vissuto durante la Shoah, ponendo la domanda a una serie di artisti torinesi e internazionali.
«Ci troviamo di fronte a un mondo attraversato da tensioni profonde, da conflitti che mettono a dura prova la convivenza, da crisi che interrogano la nostra coscienza collettiva. Oggi più che mai – dichiara il sindaco del Comune di Torino, Stefano Lo Russo – comprendiamo quanto sia fragile la pace e quanto sia necessario difendere la dignità umana, senza nessuna eccezione. Torino è una città che ha sempre fatto della memoria un valore civile e nel celebrare questo Giorno della Memoria, rinnoviamo insieme l’impegno a costruire una comunità capace di ricordare e custodire il passato e, al tempo stesso, di trasformarlo in un orizzonte di pace, giustizia e libertà per il futuro».
Il calendario completo delle iniziative è consultabile sul sito web della Città di Torino.