La situazione idrica in Piemonte resta complicata. Da un lato la prolungata siccità che ha caratterizzato la prima parte del mese di agosto ha lasciato il segno, ma le attese precipitazioni, seppur a macchia di leopardo, portano a un nuovo scenario di rischio idrogeologico. Moderato ottimismo per il settore agricolo della Regione, che si avvia alla fine della stagione irrigua.
«Nei primi venti giorni del di agosto, il Piemonte e il nostro comprensorio è stato interessato da forti riduzioni delle portate nei principali corsi d’acqua, commenta Mario Fossati, direttore di Est Sesia e di ANBI Piemonte. Una situazione che, anche se negli ultimi giorni abbiamo avuto eventi meteorici abbastanza intensi, non è ancora del tutto risolta, perché le precipitazioni sono state piuttosto localizzate. Tuttavia, l’abbassamento della temperatura, l’avvio delle prime operazioni di trinciatura dei mais di primo raccolto e il raggiungimento della fase di maturazione di parte dei risi, stanno portando a una minore richiesta di acqua da parte degli agricoltori».
“Si tratta sicuramente di un miglioramento della disponibilità di risorsa idrica, nei primi venti giorni di agosto molti Consorzi avevano dovuto ricorrere a stringenti turnazioni per garantire i raccolti, aggiunge Fossati. La stagione irrigua è stata quasi portata a termine, restano ancora il mais da granella e i risi tardivi, il cui ciclo si concluderà solo in ottobre”.