A Torino si arriva al mutuo prima che nel resto del Piemonte, ma per comprare casa ci si indebita mediamente per un quarto di secolo. È uno degli elementi che emergono dai dati sul mercato piemontese dei finanziamenti immobiliari, che fotografano profonde differenze territoriali per valore delle abitazioni, capitale richiesto alle banche, durata dei prestiti ed età degli aspiranti proprietari.
Il dato torinese è particolarmente significativo. L’età media di chi richiede un mutuo è di 38 anni e 5 mesi, la più bassa fra tutte le province piemontesi e nettamente inferiore rispetto a quella registrata in buona parte del resto della regione, dove in diversi territori si superano i 45 anni. Un’indicazione della maggiore presenza nel mercato immobiliare torinese di una domanda relativamente giovane, ma anche della necessità di distribuire il debito su un periodo molto lungo.
A Torino e provincia l’importo medio richiesto alla banca è infatti di 125.847 euro, a fronte di un valore medio dell’immobile acquistato di 190.323 euro. Il finanziamento equivale dunque a circa il 66% del prezzo della casa, mentre la parte restante – poco meno di 64.500 euro – deve essere coperta attraverso capitale proprio, risparmi o altre disponibilità.
Il vero elemento caratterizzante è però la durata. Il mutuo torinese viene sottoscritto mediamente per 25 anni e un mese, quasi al vertice regionale. Soltanto Alessandria, con 25 anni e tre mesi, presenta finanziamenti leggermente più lunghi. La combinazione tra giovane età dei richiedenti e ammortamenti superiori ai 25 anni suggerisce quanto l’allungamento delle scadenze sia diventato uno degli strumenti utilizzati per rendere sostenibile la rata mensile e consentire l’accesso alla proprietà anche in presenza di prezzi immobiliari e somme finanziate consistenti.
Il fenomeno assume un peso particolare dopo gli anni caratterizzati dalla forte oscillazione del costo del denaro. La politica monetaria della Banca centrale europea ha attraversato prima una fase di rapido aumento dei tassi e successivamente un ciclo di riduzione: tra giugno 2024 e giugno 2025 la Bce ha tagliato complessivamente di due punti percentuali i propri tassi di riferimento. Il miglioramento delle condizioni del credito ha contribuito alla ripresa del mercato dei mutui, anche se il costo del finanziamento continua a incidere sulle scelte delle famiglie e sulla durata dei contratti.
La fotografia piemontese mostra comunque che non esiste un unico mercato regionale. Cambiano i prezzi delle abitazioni, ma soprattutto cambiano le disponibilità economiche, l’età alla quale si riesce ad accedere al credito e la quota del valore immobiliare che viene finanziata.
Torino rappresenta da questo punto di vista un caso particolare: non presenta né gli immobili più costosi né le richieste di finanziamento più elevate, ma è il territorio nel quale si entra prima nel mercato del mutuo. Il valore medio di poco superiore a 190 mila euro colloca le abitazioni acquistate attraverso finanziamento ben al di sotto dei livelli registrati nel Verbano-Cusio-Ossola e nel Vercellese, ma sopra Astigiano, Cuneese, Novarese e soprattutto Biellese.
Il confronto provinciale mette in evidenza gli estremi. Nel Verbano-Cusio-Ossola si registra la richiesta media più elevata, 155 mila euro, destinata all’acquisto di immobili che valgono mediamente 246.250 euro, il dato più alto del Piemonte. È però anche il territorio nel quale i mutuatari arrivano più tardi all’appuntamento con il finanziamento: l’età media raggiunge i 48 anni. Nonostante questo, il debito viene distribuito ancora su 23 anni e tre mesi.
Situazione molto diversa ad Alessandria, dove si trova il mutuo più lungo della regione, 25 anni e tre mesi. L’importo richiesto è di 144.167 euro per un’abitazione del valore medio di 184.833 euro. In questo caso il finanziamento copre circa il 78% del prezzo dell’immobile, una delle incidenze più elevate tra i territori considerati, mentre l’età media dei richiedenti raggiunge i 45 anni.
All’estremo opposto c’è Novara, dove l’importo richiesto scende a 90.604 euro, il più basso del Piemonte, a fronte di case dal valore medio di 163.500 euro. Anche la durata, 21 anni e sei mesi, è la più contenuta della regione. I richiedenti hanno mediamente 42 anni e otto mesi.
Biella presenta invece le abitazioni meno costose: 144.222 euro di valore medio. Per acquistarle vengono richiesti 99.344 euro e il piano di ammortamento si estende per 22 anni e due mesi, con un’età media dei mutuatari di 42 anni e otto mesi.
Nel Cuneese la richiesta sale a 117.095 euro per immobili da 177.524 euro. I finanziamenti durano mediamente 21 anni e nove mesi e vengono richiesti a 45 anni e sette mesi. Asti si ferma a 102.308 euro di mutuo per una casa da 183.231 euro: qui l’età media è di 41 anni e sei mesi e il rimborso dura 24 anni e due mesi.
Più elevati i valori di Vercelli, dove vengono richiesti mediamente 148.904 euro per immobili da 235.444 euro. Chi accende il finanziamento ha in media 45 anni e un mese e sottoscrive un piano di 23 anni e nove mesi.
Dietro le differenze provinciali emerge così una tendenza comune: l’accesso alla casa continua a richiedere un impegno finanziario di lunghissimo periodo. Torino anticipa rispetto al resto del Piemonte l’età dell’indebitamento, ma proprio qui la durata supera i 25 anni. Un trentottenne che sottoscrive oggi il mutuo medio torinese, mantenendolo fino alla scadenza naturale, terminerà quindi di pagare casa attorno ai 63 anni.
È forse il dato che meglio sintetizza la trasformazione del mercato: l’allungamento dei mutui consente di alleggerire la rata e ampliare la platea potenziale degli acquirenti, ma trasferisce una parte sempre maggiore del costo della casa lungo quasi tutta la vita lavorativa. A Torino, dove si diventa mutuatari prima che altrove in Piemonte, il prezzo dell’accessibilità sembra essere soprattutto il tempo.