Nubifragio a Cesana, strade trasformate in torrenti.

In Val di Viù una forte grandinata imbianca l’area del rifugio Cibrario a 2.616 metri

Eliana Puccio 15/08/2026
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Strade e scalinate trasformate in pochi minuti in piccoli torrenti, con l’acqua che attraversa il centro del paese prima di trovare sfogo nei corsi d’acqua. È quanto accaduto nella prima serata di venerdì 14 agosto a Cesana Torinese, investita da un violento temporale che ha provocato allagamenti improvvisi nell’abitato.

Il nubifragio ha interessato l’Alta Val di Susa durante una giornata caratterizzata da una marcata instabilità sulle montagne torinesi. La pioggia, caduta con particolare intensità e concentrata in un intervallo di tempo limitato, non è riuscita a essere immediatamente smaltita dal sistema di drenaggio e l’acqua ha così invaso alcune strade e scale del centro.

Le immagini circolate sui social mostrano la rapidità del fenomeno, con consistenti quantità d’acqua che percorrono le vie dell’abitato. A diffonderle è stata anche la pagina Facebook Centro Meteo Piemonte. Nonostante la spettacolarità delle scene, in base alle informazioni disponibili non risultano danni rilevanti né conseguenze per le persone. Terminata la fase più intensa della precipitazione, l’acqua è progressivamente defluita verso i corsi d’acqua della zona.

La particolare conformazione di Cesana contribuisce a spiegare la rapidità del deflusso: il paese, a oltre 1.350 metri di quota, sorge infatti alla confluenza dei corsi d’acqua provenienti dalle vallate circostanti, nell’area dalla quale prende forma la Dora Riparia. (Wikipedia)

Quello di Cesana non è stato però l’unico fenomeno meteorologico significativo sulle montagne della provincia di Torino. Nel pomeriggio una violenta grandinata aveva interessato anche l’alta Val di Viù, nel territorio di Usseglio.

A documentarla è stato il meteorologo Andrea Vuolo, che ha pubblicato alcune immagini provenienti dal rifugio Luigi Cibrario. La struttura si trova a 2.616 metri di quota, in una conca dell’alta valle, raggiungibile attraverso sentieri escursionistici che risalgono da Usseglio. (Città Metropolitana di Torino)

La quantità di grandine accumulatasi al suolo è stata tale da consentire agli escursionisti di realizzare persino un piccolo pupazzo utilizzando i chicchi di ghiaccio. Un’immagine quasi invernale nel cuore di agosto, conseguenza però di un fenomeno tipicamente estivo legato alla forte attività temporalesca sulle Alpi.

I due episodi, pur differenti per caratteristiche ed effetti, sono infatti espressione della stessa fase di instabilità atmosferica che sta interessando soprattutto i rilievi. Nelle giornate più calde l’accumulo di energia e umidità può favorire lo sviluppo di celle temporalesche molto localizzate, capaci di scaricare in breve tempo grandi quantità di pioggia o grandine. È proprio la concentrazione delle precipitazioni in spazi e intervalli temporali ridotti a poter determinare allagamenti repentini nei centri montani.

Secondo le indicazioni meteorologiche riferite da Vuolo, l’instabilità potrebbe inoltre aumentare nei prossimi giorni, con la possibilità che rovesci e temporali non rimangano confinati esclusivamente alle zone alpine ma riescano progressivamente a raggiungere anche i settori di pianura.

A Cesana, intanto, l’emergenza è rimasta circoscritta alla fase più violenta del nubifragio. Dopo l’invasione delle strade l’acqua è defluita e la situazione è rapidamente tornata verso la normalità. Restano le immagini di un Ferragosto sulle montagne torinesi segnato da due volti estremi dell’estate alpina: l’acqua che corre per le vie dell’Alta Val di Susa e uno spesso strato di grandine a oltre 2.600 metri in Val di Viù. (Torino Cronaca)

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