Le arance che per giorni trasformano Ivrea in un campo di battaglia ora diventeranno compost. Non rifiuti, non spreco: materia che torna alla terra. È la svolta contenuta nel Protocollo Arance Frigie, l’accordo siglato tra Comune di Ivrea, Prefettura di Torino, Fondazione dello Storico Carnevale, associazioni della Battaglia delle Arance, Libera Piemonte e Fondazione Benvenuti in Italia. Una scelta che segna un cambio di paradigma: anche il simbolo più spettacolare e discusso del Carnevale eporediese entra nell’economia circolare.
La sfida è enorme. Nel 2025, dopo la battaglia, sono state raccolte 731 mila chili di arance, costringendo a 27 viaggi verso quattro diversi impianti di recupero. Un fiume arancione difficile da gestire. Non solo per i volumi: il pH estremamente acido e la presenza di oli essenziali nella buccia obbligano a mescolare gli agrumi con grandi quantità di altri rifiuti organici per non compromettere il processo di compostaggio. Ora la gestione cambia: raccolta tracciata, conferimento controllato, trasformazione negli impianti industriali del gruppo Iren e restituzione del compost ai cittadini durante eventi e manifestazioni.
È una scelta ambientale, ma anche politica e culturale. In un’Italia dove la battaglia contro lo spreco alimentare è diventata prioritaria, Ivrea si inserisce in una tendenza sempre più forte. Secondo le ultime rilevazioni, nel 2026 otto italiani su dieci evitano di sprecare cibo anche al ristorante, consumando tutto o portando a casa gli avanzi, segno di un cambiamento culturale ormai radicato.
Il segnale arriva anche da Torino, dove la lotta allo spreco si è trasformata in un sistema strutturato. Nei mercati cittadini, grazie ai progetti RePoPP e Carovana Salvacibo, vengono recuperate ogni mese centinaia di tonnellate di ortofrutta e prodotti da forno, redistribuiti a migliaia di persone. Solo negli ultimi dati disponibili si parla di 221 tonnellate di ortofrutta recuperate e quasi due tonnellate di pane, con un impatto ambientale enorme in termini di CO2 e acqua risparmiate.
Nel cuore di Porta Palazzo, intanto, il recupero delle eccedenze è diventato quotidianità. Squadre di volontari intercettano il cibo invenduto e lo rimettono immediatamente in circolo, trasformando quello che prima era scarto in risorsa sociale.
Il Protocollo Arance Frigie arriva proprio in questo clima: un territorio che non accetta più che il cibo diventi rifiuto. Non è solo una questione ambientale. Nel mondo si spreca ancora circa un terzo del cibo prodotto, con costi economici e sociali giganteschi e conseguenze pesanti sul clima.
La battaglia di Ivrea resta uno spettacolo unico al mondo. Ma ora diventa anche laboratorio ambientale. Perché trasformare centinaia di tonnellate di arance in compost significa ridurre rifiuti, emissioni e costi pubblici. E soprattutto lanciare un messaggio chiaro: anche le tradizioni più spettacolari devono fare i conti con la sostenibilità.
Il futuro del Carnevale, insomma, potrebbe non essere solo fatto di storia, identità e folklore. Ma anche di economia circolare. E di una domanda sempre più inevitabile: quanto possiamo ancora permetterci di sprecare?