Piemonte, il modello delle sinergie

Politecnico e Confindustria insieme fino al 2031

Loredana Polito 05/02/2026
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Fare sistema non è più solo uno slogan, ma una necessità competitiva. E il Piemonte prova a dimostrarlo con un modello che punta sulla contaminazione tra sapere accademico e capacità produttiva. Il rinnovo fino al 2031 dell’accordo tra Politecnico di Torino e Confindustria Piemonte rappresenta infatti molto più di una collaborazione istituzionale: è il tentativo concreto di rafforzare una filiera territoriale in cui ricerca, industria e formazione si alimentano reciprocamente per generare valore economico stabile e innovazione diffusa.

L’intesa conferma una strategia che mira a collegare strettamente ricerca scientifica, innovazione tecnologica e fabbisogni reali del sistema produttivo locale, attraverso progetti condivisi e un coordinamento operativo strutturato. 

Il rinnovo, firmato dal rettore Stefano Corgnati e dal presidente di Confindustria Piemonte Andrea Amalberto, consolida un percorso avviato oltre quindici anni fa e rafforzato nel tempo attraverso rinnovi progressivi e ampliamento delle aree di intervento. 

Il cuore dell’accordo è rappresentato da cinque direttrici strategiche: ricerca e trasferimento tecnologico, internazionalizzazione e attrazione di investimenti, didattica e formazione continua, sviluppo territoriale e infrastrutturale, e filiera del turismo. Un perimetro ampio che evidenzia come la competitività territoriale passi oggi dalla capacità di integrare conoscenza scientifica, capitale umano e visione industriale. 

Il Politecnico di Torino considera il dialogo con le imprese un elemento identitario. L’obiettivo dichiarato è costruire una relazione università-industria che diventi uno dei principali asset di sviluppo territoriale nel lungo periodo, in coerenza con il piano strategico dell’ateneo. 

Dal lato industriale, Confindustria punta invece su una struttura ancora più operativa, con la possibilità di attivare accordi specifici con le otto associazioni territoriali del sistema, così da intercettare bisogni produttivi concreti e tradurli in progetti di innovazione applicata. 

Il valore aggiunto del modello piemontese sta soprattutto nella dimensione operativa. L’accordo prevede infatti attività di orientamento, testimonianze aziendali nei corsi universitari, visite in impresa, seminari e programmi di formazione congiunti, oltre al finanziamento di borse di studio e assegni di ricerca. 

Un ruolo chiave sarà svolto dal comitato guida con rappresentanti di entrambe le istituzioni, chiamato a trasformare gli obiettivi strategici in progetti concreti. Tra le iniziative già previste figura anche un Open Day rivolto agli studenti per facilitare l’incontro diretto con le imprese del territorio. 

Questa alleanza si inserisce in un contesto economico più ampio in cui il sistema produttivo italiano sta evolvendo verso modelli basati su reti collaborative, innovazione sostenibile e capitale umano qualificato. La stessa Confindustria sottolinea come la trasformazione delle catene globali del valore richieda nuove competenze e un lavoro coordinato tra istituzioni, imprese e formazione. 

In questa prospettiva, il Piemonte si candida a laboratorio nazionale di integrazione tra università e industria. Il modello proposto non si limita a formare competenze, ma mira a trattenere talenti, attrarre investimenti e accelerare l’innovazione industriale, con ricadute dirette sulla competitività del territorio.

Se il sistema riuscirà a trasformare questa collaborazione in risultati concreti – startup deep tech, trasferimento tecnologico reale, filiere industriali evolute – il Piemonte potrebbe diventare un benchmark europeo di cooperazione tra accademia e impresa.

La sfida dei prossimi anni sarà proprio questa: trasformare la sinergia in vantaggio competitivo strutturale. E in un’economia sempre più fondata su conoscenza, tecnologia e capitale umano, il successo dei territori passerà inevitabilmente dalla capacità di costruire alleanze solide tra chi produce sapere e chi produce valore.

Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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