Credito ancora caro per le piccole e medie imprese

Secondo Cna Piemonte i tassi d’interesse restano troppo elevati anche sui prestiti di importo ridotto

Loredana Polito 14/07/2026
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Il costo del credito continua a pesare sulle micro e piccole imprese piemontesi, nonostante il progressivo calo dei tassi d'interesse seguito alla stretta monetaria degli ultimi anni.

A lanciare l'allarme è Cna Piemonte, che evidenzia come i finanziamenti di importo contenuto, quelli più richiesti da artigiani e piccoli imprenditori, continuino a essere gravati da condizioni economiche decisamente più onerose rispetto ai prestiti di maggiore entità.

L'associazione ricorre a un'immagine efficace per descrivere il fenomeno: proprio come accade con il prezzo dei carburanti, i tassi salgono rapidamente quando le condizioni di mercato peggiorano, ma impiegano molto più tempo a diminuire quando la situazione migliora. Un meccanismo che continua a penalizzare chi ha bisogno di liquidità per sostenere investimenti, acquistare nuovi macchinari, innovare la produzione o semplicemente garantire la continuità dell'attività.

L'analisi elaborata sui dati relativi ai finanziamenti concessi alle imprese al 31 dicembre 2025 fotografa una situazione che, secondo Cna Piemonte, merita attenzione. Se il Taeg medio nazionale applicato ai finanziamenti destinati agli investimenti si attesta al 3,96 per cento, per le operazioni fino a 50 mila euro sale al 6,08 per cento.

Ancora più marcato è il divario per i prestiti destinati alla liquidità: a fronte di un tasso medio del 4,95 per cento, i finanziamenti fino a 50 mila euro arrivano a un Taeg medio dell'8,73 per cento.

E le imprese più piccole, che rappresentano una parte fondamentale del tessuto economico piemontese e nazionale, si trovano a sostenere costi troppo elevati quando chiedono importi limitati.

Una condizione che rischia di rallentare gli investimenti e di ridurre la capacità competitiva delle aziende artigiane del territorio. «Le imprese artigiane e le piccole aziende del Piemonte stanno affrontando una fase di grande trasformazione, tra transizione digitale, sostenibilità, innovazione e aumento dei costi operativi», dichiara il presidente di Cna Piemonte, Giovanni Genovesio. «In questo contesto – spiega – l’accesso al credito non può diventare un ulteriore ostacolo. È paradossale che proprio chi richiede importi limitati per investire o mantenere la propria attività debba sostenere condizioni economiche molto più onerose rispetto ai finanziamenti di importo elevato. Il rischio è quello di rallentare gli investimenti e frenare la competitività delle nostre imprese».

Per l'associazione di categoria è quindi necessario fare in modo che la riduzione dei tassi decisa dalla Bce - Banca centrale europea produca effetti concreti anche per le micro e piccole imprese, evitando che i benefici restino confinati ai finanziamenti di maggiore importo.

Tra le richieste avanzate da Cna Piemonte c'è il rafforzamento degli strumenti che favoriscono l'accesso al credito, a partire dal ruolo dei Confidi, considerati un elemento strategico per facilitare i rapporti tra imprese e sistema bancario.

«Occorre rafforzare tutti gli strumenti che facilitano l'accesso al credito», afferma il segretario regionale di Cna Piemonte, Delio Zanzottera. «È fondamentale – precisa – valorizzare ulteriormente il ruolo dei Confidi, rendere più efficaci le garanzie pubbliche, semplificare le procedure e accelerare i tempi di risposta degli istituti di credito. Le banche devono valutare sempre di più la qualità dell'impresa, la sua storia e la sua capacità di creare valore sul territorio, non limitandosi esclusivamente agli algoritmi e agli indicatori finanziari».

Secondo Cna Piemonte il graduale ridimensionamento dei tassi rispetto ai livelli record raggiunti nel 2023 rappresenta certamente un segnale incoraggiante, ma non basta ancora per restituire condizioni realmente favorevoli al mondo dell'artigianato e delle piccole imprese. Il credito continua infatti ad avere un costo superiore rispetto al periodo precedente alla stretta monetaria e permane una marcata differenza proprio sui prestiti di importo ridotto, quelli maggiormente utilizzati dall'economia diffusa.

Da qui l'appello a costruire un sistema creditizio più equilibrato e vicino alle esigenze del territorio. «Se vogliamo sostenere davvero la crescita, gli investimenti e la competitività del nostro sistema produttivo – concludono Genovesio e Zanzottera – è indispensabile costruire un sistema del credito più equo, capace di accompagnare lo sviluppo delle micro e piccole imprese. Senza un accesso al credito realmente sostenibile, il rischio è che la riduzione dei tassi resti un beneficio percepito solo sulla carta e non raggiunga l'economia reale».

Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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