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Dalla fabbrica alla fonderia culturale: via libera all’ex Nebiolo

In via Bologna sorgeranno una moschea, uno studentato con alloggi calmierati, una biblioteca e spazi per le attività culturali

Felicia Bello 05/10/2026
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Dopo un iter amministrativo definito «articolato» dalla Confederazione islamica italiana (Cii), è stato rilasciato il permesso di costruire per la riqualificazione dell’ex Fonderia Nebiolo, in via Bologna, tra il quartiere Aurora e corso Novara. A comunicarlo è la stessa Confederazione, che ora sta lavorando al progetto esecutivo e indica come obiettivo l’avvio dei lavori entro la fine del 2026.

Il complesso ospiterà una moschea, ma il progetto prevede anche funzioni universitarie, culturali e sociali. Secondo la Cii, circa l’80% degli spazi sarà destinato ad attività diverse dal culto: uno studentato con alloggi a prezzi calmierati, da convenzionare con Edisu, una biblioteca, sale studio e ambienti per iniziative culturali e formative. Sono inoltre previsti spazi dedicati al dialogo interreligioso e interculturale. L’obiettivo dichiarato è fare dell’ex stabilimento un luogo aperto a pubblici e attività differenti, inserito nella vita del quartiere e della città.

La percentuale indicata dalla Confederazione trova un precedente nella distribuzione funzionale presentata dal Comune nel 2022. In quella fase, il progetto attribuiva circa il 60% della superficie allo studentato, il 17% a servizi pubblici e spazi a disposizione della Città e della Circoscrizione e circa il 16% al luogo di culto, oltre agli ambienti multifunzionali e ai servizi annessi. La presentazione comunale prevedeva inoltre che il 70% dei posti letto fosse riservato a studenti inseriti nelle graduatorie Edisu. La nota diffusa ora dalla Cii parla invece di un futuro convenzionamento con l’ente per gli alloggi a prezzi calmierati. 

L’intervento riguarda uno degli edifici industriali storici di Torino. La costruzione dello stabilimento iniziò nel 1907; nel corso del Novecento il complesso si ampliò fino a occupare un intero isolato. La fabbrica, legata alla produzione di caratteri tipografici e macchine per la stampa, entrò in declino negli anni Settanta e chiuse nel 1982. La Città ne divenne proprietaria nello stesso anno; la porzione oggetto della riqualificazione si estende lungo via Bologna e corso Novara e comprende circa 4.300 metri quadrati secondo la scheda patrimoniale comunale. 

Il recupero dovrà rispettare il valore storico e architettonico dell’immobile. La Soprintendenza ha autorizzato l’intervento di restauro e rifunzionalizzazione nell’aprile 2026. La tutela degli elementi caratteristici dell’ex fabbrica era già stata indicata tra i criteri del progetto illustrato dal Comune, insieme alla necessità di riconvertire un edificio da tempo inutilizzato e in condizioni di degrado. 

Il permesso di costruire rappresenta un passaggio decisivo di un percorso avviato da anni. La Giunta comunale aveva dato il via libera al progetto di fattibilità nel dicembre 2022; la domanda per il titolo edilizio, secondo le ricostruzioni pubblicate, era stata presentata nel luglio 2024. Nel marzo 2025 il progetto era stato descritto come un intervento da circa 17 milioni di euro su una superficie di circa 6.000 metri quadrati, con una sala di preghiera prevista per circa mille fedeli. Sono elementi riferiti alle presentazioni precedenti: la fase esecutiva dovrà ora definire nel dettaglio l’organizzazione degli spazi e i tempi del cantiere. 

La Cii riferisce che la progettazione è stata accompagnata da uno studio sugli scenari di fruizione, per approfondire le modalità d’uso degli ambienti e la loro apertura a destinatari diversi. L’idea di una «fonderia culturale» e di un centro polifunzionale era già stata presentata dal Comune nel 2022, con il coinvolgimento del Politecnico di Torino e del Comitato Interfedi cittadino. La Confederazione dichiara ora di voler proseguire il confronto con Comune, Regione, istituzioni e realtà associative, culturali e religiose del territorio. 

Con il rilascio del titolo edilizio si chiude dunque una fase autorizzativa lunga e complessa; si apre quella della progettazione esecutiva e della realizzazione. La sfida sarà trasformare gli impegni annunciati — studentato accessibile, spazi culturali e apertura alla città — in attività concrete e fruibili, restituendo al quartiere un edificio industriale rimasto a lungo inutilizzato. La Cii punta a far partire i lavori entro la fine dell’anno. I prossimi passaggi permetteranno di verificare tempi, costi e modalità di gestione del nuovo complesso. 

Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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