Per cinque giorni Torino si racconterà attraverso i suoi sapori: quelli delle cucine stellate e quelli delle piole, delle osterie popolari e delle tavole di casa. Dal 21 al 25 ottobre torna Buonissima, il festival gastronomico che giunge alla sesta edizione con oltre 150 chef italiani e internazionali e più di 200 appuntamenti. Un calendario diffuso, quest’anno esteso per la prima volta dal mattino fino a notte, che intreccia alta cucina, tradizioni, arte e luoghi simbolo della città.
La manifestazione è ideata dai giornalisti Stefano Cavallito e Luca Iaccarino insieme allo chef Matteo Baronetto. «I numeri di quest’anno raccontano di una città che sa accogliere, sorprendere e fare sistema», spiegano gli organizzatori, indicando l’ambizione di consolidare il ruolo di Torino tra le capitali gastronomiche internazionali. Il festival invita a scoprire la città da prospettive diverse: tra palazzi sabaudi e musei, librerie e gallerie, tram storici e locali di quartiere.
Il programma si aprirà alla Nuvola Lavazza con il Premio Bob Noto, dedicato al fotografo e gourmet torinese scomparso nel 2017 e quest’anno ispirato al tema della «Passione». Seguirà l’Opening Dinner a Palazzo Madama, dove dieci chef firmeranno una cena nelle sale del palazzo. Tra i protagonisti annunciati ci sono Moreno Cedroni, Antonia Klugmann e Giuseppe Iannotti.
Alla Gam si incontreranno Niko Romito e Jeremy Chan, in un appuntamento che porterà la gastronomia negli spazi del museo per la prima volta dal 1959. Alle Gallerie d’Italia, invece, «Friday I’m in Love» unirà arte contemporanea e cucina in un percorso tra mostra, aperitivo e cena d’autore. In calendario anche la Notte del Fassone e una cena tra i libri della Libreria Luxemburg. Un tram storico attraverserà la città trasformandosi in uno spazio per degustazioni.
Accanto agli eventi d’autore, Buonissima riserva ampio spazio alla cucina torinese più popolare. Con Piolissima, oltre venti locali proporranno agnolotti, tomini, vitello tonnato, Barbera e acciughe al verde, insieme a bocce, canti e partite a scopone. Più di trenta ristoranti ospiteranno inoltre cuochi italiani e internazionali per pranzi e cene a quattro mani.
Il festival si concluderà domenica al Castello di Rivoli con un grande pranzo che metterà insieme chef stellati e interpreti della cucina popolare, rileggendo il rito conviviale della tavola. Un finale che riassume lo spirito della manifestazione: avvicinare mondi diversi e raccontare Torino attraverso le sue molte identità, dalla tradizione gastronomica alla contemporaneità, dai grandi palazzi alle osterie di quartiere.