BYD rafforza la propria presenza nel Nord-Ovest e sceglie il territorio simbolo dell’industria automobilistica italiana per aprire il nuovo showroom di Denza, il marchio premium del gruppo cinese dedicato ai veicoli elettrici e ibridi di nuova generazione.
Il punto vendita, inaugurato in corso Giuseppe Garibaldi 187 a Venaria Reale, nasce dalla collaborazione con ForZa, concessionaria attiva dal 1993 nel mercato delle automobili di fascia alta in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. È un’apertura commerciale, ma anche un segnale della crescente attenzione dei costruttori cinesi verso Torino, il suo mercato e le competenze maturate dalla filiera locale.
«Il mercato ci sta dando buone soddisfazioni sia in Italia sia in Europa», ha spiegato Alfredo Altavilla, special advisor di BYD per l’Europa. «La gamma è ormai completa e siamo presenti in tutti i segmenti. Non abbiamo più scuse per non performare. Il nostro obiettivo è diventare uno dei primi tre operatori in Italia e negli altri Paesi».
Per Denza il 2027 sarà soprattutto l’anno del consolidamento della rete commerciale. BYD punta a raggiungere 350 concessionari in Europa entro la fine dell’anno, creando una presenza capillare capace di sostenere vendite, assistenza e conoscenza del marchio. Nel segmento premium, tuttavia, l’obiettivo non è inseguire immediatamente grandi volumi.
«Saremmo irrealistici se pensassimo di sfidare le grandi supercar», ha precisato Altavilla. «Non facciamo la guerra a Ferrari, Lamborghini e Aston Martin». Denza punta piuttosto a ritagliarsi uno spazio tra i clienti interessati a tecnologia, prestazioni, comfort e mobilità elettrificata, confrontandosi soprattutto con i marchi premium tedeschi.
Durante l’inaugurazione sono state presentate la Denza D9 e la Z9GT, una shooting brake disponibile in versione completamente elettrica e con il sistema ibrido Super Hybrid DM-i. Tra gli elementi maggiormente valorizzati dal gruppo figura la tecnologia di ricarica ultraveloce, sintetizzata dalla promessa commerciale ‘Pronta in 5, completa in 9, con il freddo aggiungi 3’.
L’arrivo a Venaria assume però un significato particolare perché avviene mentre BYD sta definendo la propria futura struttura produttiva europea. Il primo stabilimento continentale del gruppo si trova in Ungheria, mentre per il secondo impianto Francia e Spagna risultano al momento in vantaggio. L’Italia resta una possibile alternativa, ma parte in seconda fila.
«Francia e Spagna sono nella short list», ha confermato Altavilla. «Sono avanti perché l’ammontare degli investimenti necessari per la riconversione degli stabilimenti è inferiore. L’Italia resta il piano B».
La strategia del gruppo sarebbe orientata verso l’acquisizione e la riconversione di un impianto già esistente, soluzione considerata più rapida e meno onerosa rispetto alla costruzione di una fabbrica da zero. Nel lungo periodo, BYD ritiene necessaria una rete europea composta da tre stabilimenti di assemblaggio e da un impianto per le batterie, anche per aumentare la quota di produzione locale e rispondere alle nuove regole comunitarie.
Per Torino, dunque, lo showroom non annuncia automaticamente l’arrivo di una fabbrica. Sarebbe prematuro attribuire all’investimento commerciale un significato industriale che oggi non possiede. Rappresenta però un primo presidio all’interno di un territorio che conserva competenze difficilmente replicabili, nonostante la crisi produttiva e occupazionale degli ultimi anni.
Il Piemonte conta 717 imprese della componentistica e dei servizi per la mobilità, oltre 59.600 addetti e il 35,8% del fatturato nazionale del comparto. È un patrimonio che comprende progettazione, meccatronica, elettronica, design, prototipazione, lavorazioni specialistiche e servizi di ingegneria.
Le possibili ricadute non si misurano quindi soltanto nella speranza di ospitare un futuro stabilimento. Il primo terreno concreto è quello dei rapporti tra BYD e i fornitori piemontesi. Il gruppo ha già manifestato interesse verso la componentistica italiana per sostenere la propria produzione europea, riconoscendole competenze maturate anche nei segmenti premium.
Torino potrebbe giocare una partita da piattaforma tecnologica e progettuale anche qualora l’assemblaggio fosse localizzato altrove. Le opportunità riguardano la fornitura di componenti, lo sviluppo del software, i sistemi di bordo, la progettazione, la sperimentazione e la formazione del personale chiamato a vendere e assistere automobili sempre più complesse.
Anche l’apertura dello showroom produce ricadute più immediate, seppure limitate: occupazione nella vendita e nell’assistenza, formazione di tecnici specializzati e ampliamento dell’offerta di veicoli elettrificati nel Nord-Ovest. Il vero banco di prova sarà però la capacità delle istituzioni e del sistema produttivo di trasformare una presenza commerciale in relazioni industriali stabili.
Alla serata inaugurale hanno partecipato Altavilla, il country manager di BYD e Denza Italia Alessandro Grosso e l’amministratore delegato di ForZa Luca Di Tanno, insieme a operatori del settore, clienti e rappresentanti del mondo automobilistico.
Denza arriva così a Torino come nuovo concorrente nel mercato premium. La fabbrica, per ora, guarda soprattutto a Francia e Spagna. Ma in una fase nella quale BYD sta costruendo la propria rete europea, il territorio torinese ha ancora competenze e fornitori per provare a entrare nella nuova catena del valore. La sfida sarà non limitarsi a vendere automobili progettate e prodotte altrove, ma riuscire a portare una parte crescente di quella produzione e di quella tecnologia dentro la filiera piemontese.