Da luogo costruito per proteggere la popolazione durante la guerra a nuovo spazio culturale capace di produrre relazioni, conoscenza e opportunità per il territorio. A più di ottant’anni di distanza, il Rifugio Antiaereo situato nei sotterranei della Chiesa della Visitazione di Maria Vergine e San Barnaba, nel cuore dell’antica borgata di Mirafiori, torna ad accogliere la comunità grazie ad Antopia, installazione site-specific dell’artista Francesco Bertelé.
L’opera, che sarà inaugurata giovedì 17 settembre, rappresenta il primo dei tre progetti di residenza artistica previsti all’interno di altrettanti spazi di comunità del quartiere. L’intervento rientra nel programma “Mirafiori dopo il Mito”, avviato nel 2019 per mettere in relazione memoria industriale, paesaggio urbano e partecipazione degli abitanti, ed è promosso nell’ambito de “L’Oro di Mirafiori” dalla Fondazione della Comunità di Mirafiori, in collaborazione con il Tavolo delle Idee, comitato scientifico formato da esperte provenienti da enti culturali torinesi.
Il progetto assume un particolare valore anche dal punto di vista economico e sociale. Il recupero del rifugio mostra infatti come il patrimonio storico diffuso possa trasformarsi in una risorsa per la rigenerazione urbana, contribuendo a creare nuove occasioni culturali, attrarre visitatori e attivare collaborazioni tra associazioni, scuole, università e realtà del territorio. Un modello che non punta sulle grandi trasformazioni immobiliari, ma sulla capacità di riutilizzare spazi esistenti e restituirli alla collettività attraverso investimenti culturali e innovazione.
La Chiesa della Visitazione, fondata nel 1617 per iniziativa del duca Vittorio Amedeo I, costituisce uno dei nuclei storici della borgata. Durante la Seconda guerra mondiale nei suoi sotterranei venne realizzato un rifugio destinato alla popolazione di Mirafiori. È proprio questa stratificazione di funzioni e memorie ad aver orientato l’intervento artistico: non un semplice restauro o la riapertura occasionale di uno spazio, ma la costruzione di una nuova funzione pubblica per un luogo nato dalla necessità di proteggere una comunità.
Antopia è il risultato di un percorso di co-creazione intergenerazionale che ha coinvolto alcuni anziani del Comitato di Borgata di Mirafiori e diverse classi delle scuole dell’infanzia. La partecipazione diretta degli abitanti ha permesso di trasformare ricordi e testimonianze in materiale artistico, riconoscendo alla memoria locale un valore che non è soltanto storico, ma anche culturale ed economico. La capacità di un quartiere di raccontare la propria identità può infatti diventare un elemento di attrazione e una leva per sostenere attività educative, visite guidate e nuovi progetti.
Il titolo richiama la Vanessa Antiopa, farfalla appartenente alla famiglia delle Nymphalidae, e nasce da un gioco ortografico. Alla base della ricerca c’è la frase di Primo Levi «Che il silenzio non sia silenzio», particolarmente cara ad Aldo Ratto, abitante di Mirafiori scomparso nel 2023 che ha dedicato la propria vita alla conservazione della storia del quartiere. In occasione dell’inaugurazione il rifugio sarà intitolato proprio a Ratto.
Il progetto prende forma da una fiaba scritta da Francesco Bertelé insieme a Daniele Warm e successivamente sviluppata attraverso laboratori nelle scuole. Gli anziani hanno condiviso ricordi e racconti di Mirafiori Sud, mentre i bambini li hanno reinterpretati attraverso disegni successivamente trasferiti sulle pareti mediante pitture fotoluminescenti. Nel buio del rifugio, osservate da punti prestabiliti, le immagini costruiscono un ambiente immersivo nel quale la memoria della guerra incontra l’immaginazione delle nuove generazioni.
L’esperienza visiva è accompagnata da una componente sonora realizzata sulla musica composta da Gustaf Turmak. Il racconto di Antopia si intreccia con le voci degli anziani, materiali di repertorio e contributi vocali artificiali, facendo del rifugio uno spazio narrativo nel quale linguaggi artistici e strumenti tecnologici dialogano con la storia.
Accanto alla produzione dell’opera è stato effettuato dal Politecnico di Torino il rilevamento digitale degli ambienti sotterranei. Il lavoro consentirà di documentare con precisione la configurazione del rifugio e di realizzare un percorso virtuale accessibile alle persone con difficoltà motorie, a chi non riesce a frequentare spazi chiusi e nei periodi in cui il sito non sarà aperto. La digitalizzazione permette così di ampliare il pubblico potenziale e di rendere fruibile il patrimonio senza sottoporlo a un utilizzo continuo, conciliando accessibilità e conservazione.
È stata inoltre avviata una collaborazione con Astec, ente che conserva documenti e testimonianze sui rifugi antiaerei. L’organizzazione contribuirà alla ricostruzione storica del sito e alla formazione delle guide volontarie che accompagneranno il pubblico durante le visite su prenotazione. La combinazione tra competenze artistiche, ricerca universitaria, documentazione storica e volontariato rappresenta uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa: risorse diverse vengono messe in rete per generare un servizio culturale stabile, evitando che il recupero si esaurisca con l’inaugurazione.
Il programma del 17 settembre al CineTeatro San Barnaba, in strada Castello di Mirafiori 42, inizierà alle 17 con il laboratorio “Sulle Ali di Antiopa”, dedicato al mondo delle farfalle. Alle 18 Gianni Oliva terrà la lezione “Torino sotto le bombe, 1940-45”, seguita dalla presentazione dell’opera e dell’artista. Dalle 19.30 partiranno le visite al rifugio per piccoli gruppi, seguite da un momento conviviale curato dagli Alpini di Mirafiori.
Antopia consegna così al quartiere non soltanto un’opera contemporanea, ma una nuova infrastruttura culturale di prossimità. Un investimento sul capitale sociale di Mirafiori che restituisce valore a uno spazio inutilizzato, rafforza l’identità della borgata e dimostra come cultura, memoria e innovazione possano diventare strumenti concreti di sviluppo locale.