Acqua pubblica e lotta agli sprechi, Torino rafforza il controllo su Smat

Il Consiglio comunale chiede più investimenti contro le perdite della rete, maggiore trasparenza e nuovi monitoraggi sui Pfas

Felicia Bello 15/09/2026
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Difendere la gestione pubblica dell’acqua, ridurre le perdite della rete e garantire maggiore trasparenza nei confronti dei cittadini. Sono gli obiettivi dell’atto presentato dalla consigliera Anna Borasi del Partito democratico e approvato dal Consiglio comunale di Torino.

Il documento impegna l’amministrazione a rappresentare, nelle sedi della Conferenza dei sindaci dell’Ato3 Torinese e dell’Assemblea dei Comuni soci di Smat, la necessità di salvaguardare «la natura pubblica del servizio idrico integrato, la titolarità pubblica e inalienabile delle reti e delle infrastrutture e la gestione del servizio idrico senza scopo di lucro».

Il provvedimento interviene anche sul rapporto tra il gestore e gli utenti, chiedendo alla Giunta di sollecitare Smat alla predisposizione di un rapporto annuale. Il documento dovrà illustrare le politiche adottate per garantire l’accesso all’acqua come bene primario universale, l’andamento complessivo della morosità e le attività avviate per il recupero dei crediti.

Nel rapporto dovranno inoltre essere indicati il numero e il valore dei piani di rientro concessi, l’efficacia delle misure contro le insolvenze e gli interventi di sostegno destinati alle famiglie in difficoltà economica. L’obiettivo è distinguere le situazioni di disagio reale dai comportamenti elusivi, tutelando il diritto all’acqua senza rinunciare alla sostenibilità economica del servizio. Il bonus sociale idrico nazionale garantisce agli aventi diritto la copertura di 50 litri d’acqua al giorno per ciascun componente del nucleo familiare.

Uno dei punti centrali dell’atto riguarda la destinazione dell’80 per cento degli utili di Smat a investimenti. Le risorse dovranno essere impiegate principalmente nella riduzione delle perdite idriche, nell’efficientamento energetico degli impianti, nella digitalizzazione degli acquedotti e nel mantenimento della qualità dell’acqua distribuita.

Particolare attenzione viene riservata ai nuovi contaminanti, a cominciare dai Pfas, le sostanze chimiche persistenti che possono accumularsi nell’ambiente e negli organismi. Smat serve 293 Comuni e i suoi laboratori accreditati effettuano ogni anno circa 800 mila analisi sulla qualità e sulla potabilità dell’acqua. Nella campagna dedicata ai Pfas del 2023 sono stati esaminati oltre 25 mila parametri specifici. I risultati, pubblicati dal gestore, hanno evidenziato il rispetto del limite di 0,1 microgrammi per litro previsto dalla normativa per la somma di 24 composti. I nuovi valori sono entrati pienamente in vigore nel gennaio 2026.

Il Consiglio comunale segnala infine l’opportunità di predisporre analisi tecniche sulle modalità attraverso le quali applicare il principio ‘chi inquina paga’. Un passaggio che punta a evitare che i costi della contaminazione, della depurazione e degli interventi necessari a ripristinare la qualità delle risorse idriche ricadano esclusivamente sulle bollette dei cittadini.

Con l’approvazione dell’atto, Palazzo Civico riafferma così il carattere pubblico dell’acqua e chiede che gli utili prodotti dalla gestione siano reinvestiti nella sicurezza delle infrastrutture, nella qualità del servizio e nella tutela delle fasce economicamente più fragili. Una linea che lega il diritto universale all’accesso all’acqua alla responsabilità ambientale e alla necessità di preparare la rete torinese alle conseguenze del cambiamento climatico.

I dati aggiuntivi sui controlli e sui Pfas provengono dalle pagine ufficiali dedicate al monitoraggio delle acque⁠ e alla qualità dell’acqua di Smat⁠.

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AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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