Torino tornerà al centro del grande calcio europeo. Sarà infatti lo Juventus Stadium a ospitare la finale della Conference League del 2028. L’assegnazione è stata ufficializzata dal Comitato Esecutivo della Uefa, riunito oggi a Salonicco, in Grecia, che ha espresso una valutazione positiva sul dossier di candidatura presentato nel mese di giugno dalla Federazione italiana giuoco calcio.
La proposta è stata costruita dalla Figc con la collaborazione della Juventus e del Comune di Torino. Alla candidatura hanno partecipato anche la Regione Piemonte e Federalberghi Torino, quest’ultima coinvolta in particolare per gli aspetti legati alla capacità ricettiva del territorio. Un lavoro di squadra tra istituzioni, mondo sportivo e operatori economici che ha permesso al capoluogo piemontese di superare la concorrenza e ottenere uno degli appuntamenti più importanti del calendario calcistico continentale.
La finale della Conference League richiamerà a Torino tifosi, delegazioni, giornalisti e addetti ai lavori provenienti da tutta Europa. L’evento rappresenterà quindi non soltanto una prestigiosa vetrina sportiva, ma anche un’opportunità di promozione internazionale per la città e per l’intero Piemonte. Le ricadute riguarderanno in modo particolare alberghi, ristoranti, attività commerciali, trasporti e servizi turistici, con una presenza destinata a estendersi ben oltre la serata della partita.
La scelta dello Juventus Stadium conferma l’affidabilità di un impianto che ha già ospitato diversi appuntamenti organizzati dalla Uefa. Nel 2014 lo stadio torinese fu teatro della finale di Europa League tra Siviglia e Benfica, conclusa con la vittoria della formazione spagnola ai calci di rigore. Nel 2021 accolse due incontri delle Finals di Nations League: la semifinale tra Belgio e Francia e la finale per il terzo posto disputata da Italia e Belgio.
Nel 2022 fu invece la volta della finale della Women’s Champions League tra Lione e Barcellona, un appuntamento che portò a Torino il meglio del calcio femminile europeo. Esperienze che hanno consentito alla città, alla Juventus e alle istituzioni del territorio di consolidare competenze organizzative considerate decisive nella valutazione della candidatura per il 2028.
L’assegnazione si inserisce nella strategia della Figc per riportare stabilmente l’Italia al centro dell’organizzazione delle principali manifestazioni calcistiche internazionali. La finale torinese si aggiunge infatti ad altri due appuntamenti che il Paese è già certo di ospitare nei prossimi anni: la fase finale del Campionato europeo femminile Under 19 del 2029 ed Euro 2032, organizzato congiuntamente con la Turchia.
Per Torino si tratta di un nuovo riconoscimento della capacità di accogliere eventi sportivi di livello internazionale. Negli ultimi anni il capoluogo piemontese ha puntato con decisione su questo settore, trasformandolo in uno degli strumenti della propria promozione turistica. La finale del 2028 offrirà un’ulteriore occasione per consolidare questa vocazione e rafforzare l’immagine della città sui mercati europei.
«L’assegnazione della finale di Conference League 2028 a Torino è un’ottima notizia e conferma, ancora una volta, l’apprezzamento e la fiducia della Uefa nei confronti dell’Italia», ha dichiarato il presidente della Figc, Giovanni Malagò. «I grandi eventi internazionali sono una straordinaria occasione di promozione del nostro Paese e, soprattutto, rappresentano un investimento sul futuro dello sport italiano».
Secondo Malagò, Torino possiede tutte le caratteristiche necessarie per affermarsi come una grande capitale europea dello sport, mentre lo Juventus Stadium rappresenta una struttura pienamente adeguata a ospitare una finale organizzata dalla Uefa. L’assegnazione costituisce quindi un riconoscimento non soltanto per la città e per il club bianconero, ma per l’intero sistema sportivo nazionale.
«Ospitare grandi eventi significa creare valore, lasciare infrastrutture, competenze e una nuova cultura dell’organizzazione sportiva», ha aggiunto il presidente federale, sottolineando come l’Italia abbia già dimostrato in numerose occasioni di possedere le capacità necessarie per gestire manifestazioni di portata internazionale.
Nei prossimi mesi entrerà nel vivo la macchina organizzativa. La preparazione coinvolgerà la Figc, la Uefa, la Juventus, gli enti locali e le diverse realtà del territorio, chiamate a lavorare sugli aspetti logistici, sulla sicurezza, sulla mobilità, sull’accoglienza dei tifosi e sulla promozione della città. Un percorso complesso, destinato a svilupparsi nel corso dei prossimi due anni e a culminare con una serata che riporterà Torino sotto i riflettori del calcio europeo.
La Conference League, nata per allargare la partecipazione continentale e offrire maggiori opportunità internazionali alle società delle diverse federazioni, si è progressivamente ritagliata uno spazio importante tra le competizioni Uefa. Ospitarne la finale consentirà a Torino di entrare nuovamente nel circuito delle grandi città europee del calcio, confermando il ruolo dello Juventus Stadium tra gli impianti italiani maggiormente riconosciuti a livello internazionale.
La finale avrà inevitabilmente importanti ricadute anche sull’economia torinese. Sebbene sia ancora prematuro formulare una previsione ufficiale, i dati delle manifestazioni europee più recenti indicano un impatto potenziale nell’ordine delle decine di milioni di euro. La finale di Europa League disputata a Dublino nel 2024, per esempio, richiamò 25.400 visitatori internazionali, generando 10 milioni di euro di spesa turistica e 17 milioni di valore aggiunto. Anche le ultime finali di Conference League hanno portato nelle città ospitanti decine di migliaia di sostenitori, spesso in numero molto superiore ai posti disponibili negli stadi. Per Torino il beneficio riguarderà soprattutto alberghi, ristoranti, bar, commercio, trasporti e servizi turistici, ai quali si aggiungerà la visibilità internazionale assicurata dalle televisioni e dai media di tutta Europa. Molto dipenderà dalle squadre finaliste e dalla loro capacità di mobilitare tifosi, ma l’esperienza delle precedenti edizioni conferma che l’evento potrà produrre effetti economici ben oltre i confini dello Juventus Stadium.