Prosegue tra Torino e Milano, fino al 20 settembre, la ventesima edizione di MiTo SettembreMusica. Per il suo debutto alla direzione artistica, Speranza Scappucci ha scelto il tema ‘Harmonia’, intesa non come semplice assenza di contrasti, ma come capacità della musica di mettere in relazione diversità, generazioni, repertori, luoghi e persone.
«In un tempo segnato da fratture e polarizzazioni, l’armonia mi sembra uno dei valori più necessari e forse anche uno dei più fraintesi», spiega Scappucci. «In musica l’armonia non è assenza di tensione: è la relazione tra voci diverse, un equilibrio costruito attraverso l’ascolto, l’attrito e il movimento». Un principio che attraversa l’intero cartellone, facendo dialogare musica antica e contemporanea, grandi orchestre e giovani interpreti, capolavori del repertorio e nuove commissioni.
La musica antica è protagonista oggi al Tempio Valdese di Torino con Il Pomo d’Oro, formazione italiana affermatasi sulla scena internazionale, impegnata in un programma dedicato a Claudio Monteverdi. Il concerto ribadisce la centralità assegnata in questa edizione alla voce, considerata strumento di memoria, racconto, teatro e identità.
Uno dei momenti maggiormente attesi è in programma sabato 12 settembre alle 20 all’Auditorium Rai Arturo Toscanini. L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, diretta da Michele Mariotti, presenterà in prima esecuzione ‘Kaos’, trittico orchestrale commissionato da MiTo a Paola Prestini, compositrice italiana naturalizzata statunitense e fondatrice del National Sawdust di New York. Ispirata ad alcune novelle di Luigi Pirandello, l’opera trasforma la materia letteraria in una riflessione sul conflitto interiore, l’isolamento e la dignità. La serata sarà completata dai ‘Four Sea Interludes’ di Benjamin Britten e dalla Sinfonia n. 4 ‘Italiana’ di Felix Mendelssohn.
Il presente entra nel festival anche domenica 13 settembre al Conservatorio Giuseppe Verdi con ‘Il canto del silenzio’. L’Orchestra I Pomeriggi Musicali, diretta da Natalia Ponomarchuk, accompagnerà Simonide Braconi, viola solista e autore del brano che dà il titolo al concerto, composto durante la pandemia. In programma anche il ‘Siegfried-Idyll’ di Wagner, la ‘Romanza’ di Bruch, la Chamber Symphony n. 2 ‘Meditation’ dell’ucraino Yevhen Stankovych e la Sinfonia n. 35 ‘Haffner’ di Mozart. Un percorso che accosta memoria, sospensione e resistenza interiore alla luminosità mozartiana.
Particolarmente significativo sarà il concerto offerto alle due città dalla stessa Scappucci, sul podio dell’Orchestra formata dagli studenti dei Conservatori di Torino e Milano. Dopo l’esecuzione milanese, lo ‘Stabat Mater’ di Gioachino Rossini arriverà giovedì 17 settembre, alle 20, nella chiesa torinese di San Filippo Neri, con ingresso gratuito. Accanto ai giovani musicisti ci saranno il Coro Maghini preparato da Claudio Chiavazza e un cast composto da Maria Grazia Schiavo, José Maria Lo Monaco, Levy Sekgapane e Andrea Pellegrini. Il progetto unisce il valore artistico della pagina rossiniana a un investimento concreto sulla formazione delle nuove generazioni.
Il cinquantesimo anniversario della morte di Benjamin Britten rappresenta un altro asse portante del programma. Lunedì 14 settembre, al Piccolo Regio, l’Ensemble I Pomeriggi Musicali eseguirà il ‘Phantasy Quartet’ per oboe e trio d’archi e il Quartetto per archi n. 2. Sabato 19, al Conservatorio, Matthew Swensen, Kelsey Lauritano, Debora Maffeis e Brian Zeger proporranno i ‘Canticles’ e alcuni ‘Folk Songs’. La stessa sera, all’Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto, l’Orchestra Sinfonica di Milano presenterà ‘Benjamin Britten | In memoriam’, accostando pagine del compositore inglese a musiche di Arvo Pärt e Kurt Weill, con Levy Sekgapane tenore e Alessio Allegrini al corno e sul podio.
Non mancano gli itinerari attraverso identità musicali e linguaggi differenti. Martedì 15 settembre, nell’Auditorium del grattacielo Intesa Sanpaolo, la chitarrista Gaëlle Solal proporrà il recital ‘Da Granada a Montmartre’. Il 16 settembre il Tempio Valdese ospiterà l’Italian Clarinet Quartet, con un percorso che da Vivaldi e Puccini raggiunge Falla, Granados, Albéniz, Debussy ed Escaich. Il giorno successivo, al Piccolo Regio, il duo formato dal chitarrista Pietro Maria Cintura e dal fisarmonicista Marco Gerolin attraverserà nuove scritture e trascrizioni, fino a Piazzolla.
La musica da camera occupa uno spazio centrale. Il vincitore del Concorso Busoni 2025, Yifan Wu, presenterà martedì 15 settembre al Conservatorio un programma interamente dedicato a Schumann. Il Trio Rinaldo, il 18 settembre al Teatro Vittoria, accosterà Krein, Takemitsu, Henze e Šostakovič. La conclusione torinese del festival sarà affidata domenica 20 settembre a tre appuntamenti: i Bamberger Symphoniker diretti da Jakub Hrůša al Lingotto, lo spettacolo per famiglie ‘L’usignolo’ alla Casa Teatro Ragazzi e Giovani e, in serata, David Fray con le ‘Variazioni Goldberg’ di Bach al Conservatorio, concerto che ha già registrato il tutto esaurito.
Proprio i progetti rivolti ai più giovani mostrano la volontà di rendere l’ascolto accessibile senza impoverire i contenuti. ‘Un tè con Beethoven’, in programma sabato 12 settembre alla Casa Teatro Ragazzi e Giovani, racconta i Quartetti d’archi e la vita del compositore attraverso lo sguardo del nipote Karl. ‘L’usignolo’ di Hans Christian Andersen viene invece trasportato in una «digitopia» popolata da gadget, smartphone e intelligenze artificiali, dove la voce autentica dell’uccello ricorda che nessuna macchina può sostituire la bellezza della natura, della libertà e della verità.
MiTo SettembreMusica è promosso dalle Città di Torino e Milano con il contributo del ministero della Cultura ed è realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino e dalla Fondazione I Pomeriggi Musicali. Intesa Sanpaolo sostiene il progetto sin dalla prima edizione. «Il legame con Milano e Torino rafforza un impegno che da sempre unisce cultura e sviluppo», sottolinea Paola Musso, executive director Comunicazione e Immagine della banca. «Sostenere iniziative di eccellenza come MiTo significa contribuire concretamente alla diffusione dell’arte e alla crescita sociale ed economica dei territori».