L’Italia prepara il ritorno sulla Stazione spaziale con Axiom Ax-5

Oltre trenta esperimenti candidati e fino a due astronauti italiani per la missione commerciale prevista nel 2027

Loredana Polito 11/09/2026
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L’Agenzia Spaziale Italiana prepara la partecipazione nazionale alla missione commerciale Axiom Ax-5, destinata a raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale nel 2027. Il programma italiano comincerà a prendere forma lunedì 14 e martedì 15 settembre, quando la sede romana dell’Asi ospiterà il workshop «Missione Axiom-5: proposte di esperimenti e payload».

L’appuntamento segue un primo incontro online convocato nel luglio scorso e servirà a esaminare le proposte avanzate dalla comunità scientifica e industriale. L’obiettivo è selezionare una serie di esperimenti da condurre in orbita, sfruttando le particolari condizioni di microgravità offerte dalla Stazione spaziale.

La missione Ax-5 è stata assegnata dalla Nasa alla società texana Axiom Space nel febbraio scorso. Il lancio è previsto nella seconda metà del 2027 dal Kennedy Space Center, in Florida: una capsula Crew Dragon di SpaceX raggiungerà l’orbita spinta da un razzo Falcon 9. L’equipaggio dovrebbe rimanere sulla Stazione Spaziale Internazionale per circa due settimane.

La partecipazione italiana potrebbe essere particolarmente significativa, con la presenza di uno o forse due astronauti. Le indicazioni sui componenti dell’equipaggio non sono ancora ufficiali, ma secondo quanto riferito da AGEEI/Aerospazionews i candidati italiani più probabili sarebbero tre.

Il primo è il colonnello Walter Villadei, capo dell’Ufficio dell’Aeronautica Militare per i Voli Spaziali Commerciali presso Axiom Space a Houston. Villadei possiede già un’importante esperienza operativa: nel gennaio 2024 ha partecipato alla missione Axiom Ax-3, trascorrendo circa tre settimane nello spazio. In prospettiva potrebbe assumere il comando di una Crew Dragon per conto della società statunitense.

Gli altri due nomi sono quelli di Anthea Comellini e Andrea Patassa, entrambi appartenenti alla riserva degli astronauti dell’Agenzia Spaziale Europea. Comellini è un’ingegnera aerospaziale e lavora nello stabilimento torinese di Thales Alenia Space Italia. Patassa, maggiore dell’Aeronautica Militare, è invece pilota collaudatore presso il Reparto Sperimentale di Volo dell’aeroporto di Pratica di Mare, vicino a Roma.

A rafforzare l’ipotesi di una doppia presenza italiana sono state le parole pubblicate sui social da Nicola «Stick» Pecile, già pilota militare dell’Aeronautica e oggi experimental test pilot per Virgin Galactic: «Ce ne saranno due, molto probabilmente. Villadei al comando, più una riserva ESA». Si tratta, tuttavia, di una previsione e non di una designazione ufficiale: composizione dell’equipaggio e ruoli dovranno essere confermati dagli organismi coinvolti nella missione.

Intanto il workshop dell’Asi consentirà di valutare il possibile contenuto scientifico del volo. Il programma, consultato da Ageei/Aerospazionews, comprende la presentazione di oltre trenta proposte di esperimenti e payload. Le discipline interessate spaziano dalla medicina alla biologia, dalla neurologia alla farmaceutica, fino a psicologia, botanica, meccanica, alimentazione e abbigliamento progettato per l’ambiente spaziale.

La varietà delle candidature restituisce l’ampiezza dell’ecosistema italiano della ricerca e della Space Economy. Presenteranno le proprie proposte ricercatori delle università di Milano-Bicocca, Torino, Padova, Tuscia, Roma Sapienza, Roma Tor Vergata e dell’Università Politecnica delle Marche. Saranno inoltre coinvolti il Policlinico di Milano, l’Istituto di Medicina Aerospaziale dell’Aeronautica Militare e l’Istituto Italiano di Tecnologia.

Alla componente accademica e sanitaria si affiancherà quella industriale. Tra le aziende indicate nel programma figurano Andremacon, Lazzero Tecnologie, Spacewear, Rea Space, EcoAida, Miprons e Dallara Automobili. Una presenza che evidenzia come l’attività in microgravità non venga considerata soltanto uno strumento per la ricerca di base, ma anche un banco di prova per materiali, tecnologie e prodotti potenzialmente destinati al mercato.

«La missione commerciale con astronauti Axiom-5, prevista per la seconda metà del 2027 – si legge in un documento interno dell’ASI – offre alla comunità scientifica e industriale italiana un’opportunità strategica per sviluppare ricerca avanzata, generare soluzioni e prodotti innovativi e validare tecnologie in condizioni di microgravità».

Le proposte saranno valutate considerando gli obiettivi scientifici, la fattibilità tecnica, i tempi necessari alla realizzazione e il possibile ritorno per la Space Economy nazionale. Il workshop dovrà quindi trasformare una prima raccolta di idee in un programma concretamente compatibile con gli spazi disponibili, i requisiti di sicurezza della Stazione e la durata della missione.

Ax-5 potrebbe così diventare una nuova tappa nella strategia italiana per i voli spaziali commerciali. La presenza di uno o due astronauti offrirebbe non soltanto una vetrina internazionale, ma soprattutto la possibilità di mettere in orbita competenze sviluppate da università, centri di ricerca, Forze armate e imprese. Per Torino, in particolare, assumono rilievo sia la partecipazione dell’Università sia la possibile candidatura di Comellini, espressione di quella filiera aerospaziale piemontese che ha in Thales Alenia Space uno dei suoi principali poli industriali.

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