Quasi 1,9 milioni di euro per sostenere l’intera filiera piemontese del libro, dai festival alle librerie indipendenti, passando per le piccole case editrici e arrivando alla conservazione e digitalizzazione di archivi e fondi storici. La Regione Piemonte mette sul tavolo complessivamente 1.834.394 euro attraverso cinque nuovi bandi che resteranno accessibili fino al 5 ottobre.
Il pacchetto prova a intervenire contemporaneamente sulla produzione culturale e sulla tutela della memoria: da una parte risorse per portare i libri tra il pubblico, organizzare incontri con gli autori, sostenere premi letterari e aiutare le imprese editoriali a crescere; dall’altra finanziamenti destinati a salvare, catalogare e rendere digitalmente accessibile il patrimonio librario e documentale conservato sul territorio piemontese.
La fetta più consistente, oltre 937 mila euro, va alla promozione del libro e della lettura e all’organizzazione di premi e concorsi letterari. Potranno essere sostenuti festival, rassegne, manifestazioni, incontri con scrittori, letture ad alta voce, mostre mercato e altri progetti capaci di avvicinare nuovi pubblici ai libri.
Una seconda linea riguarda invece premi e concorsi destinati a valorizzare autori e opere e, contemporaneamente, a incoraggiare lettura e scrittura. Nella valutazione peseranno la qualità e l’innovazione delle proposte, ma anche la capacità di coinvolgere giovani, scuole e famiglie, creare reti sul territorio e favorire l’inclusione sociale.
La Regione potrà finanziare fino alla metà delle spese: per le iniziative di promozione della lettura il contributo varierà da 5 mila a 35 mila euro, mentre per premi e concorsi il tetto massimo sarà di 25 mila euro.
Un capitolo specifico guarda invece alla parte imprenditoriale della filiera. Duecentomila euro sono destinati alle case editrici e alle librerie indipendenti piemontesi, considerate non soltanto attività economiche ma anche presidi culturali sul territorio. I contributi potranno essere utilizzati per presentazioni ed eventi, campagne pubblicitarie, uffici stampa, siti internet e social network, video e podcast, marketing, distribuzione, formazione e progetti di internazionalizzazione.
Anche in questo caso il finanziamento sarà a fondo perduto e potrà raggiungere il 50% delle spese, con un minimo di mille e un massimo di 6.500 euro per ciascun progetto.
Altri 100 mila euro vengono messi a disposizione con i ‘Voucher Fiere’, pensati per aiutare le micro e piccole imprese editoriali a presentare i propri cataloghi nelle manifestazioni di settore. Metà delle risorse, 50 mila euro, è riservata alla partecipazione al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026, con voucher fino a 1.200 euro per editore. Gli altri 50 mila euro riguardano fiere regionali, nazionali e internazionali, per le quali il sostegno potrà arrivare a 2.300 euro. Cumulando i due strumenti, ogni editore potrà ottenere fino a 3.500 euro.
Ma quasi 600 mila euro del pacchetto guardano anche al patrimonio storico piemontese. Sono 199 mila gli euro destinati alla conservazione, catalogazione e digitalizzazione dei beni librari di interesse culturale. In questo caso il contributo pubblico potrà coprire fino all’80% dei costi, da un minimo di 5 mila a un massimo di 20 mila euro per intervento.
Ancora più consistente, 398 mila euro, è lo stanziamento per archivi e patrimonio documentale. Le risorse potranno finanziare operazioni spesso poco visibili al grande pubblico ma decisive per impedire la perdita di documenti e testimonianze: censimento e schedatura dei fondi, riordino e inventariazione, restauro e digitalizzazione, recupero di vecchie banche dati, ma anche interventi di pulizia, disinfezione e conservazione.
Condizione essenziale è che il patrimonio si trovi in Piemonte e sia disponibile alla consultazione pubblica. Il finanziamento regionale arriverà anche qui fino all’80% delle spese, con una quota minima del 20% che dovrà essere garantita dal beneficiario.
«Dietro una libreria, una casa editrice, un festival o un progetto culturale ci sono persone, professionalità e lavoro. E dietro un archivio o un fondo librario ci sono pezzi della storia del Piemonte che abbiamo il compito di conservare e rendere accessibili», sottolinea l’assessore regionale alla Cultura Marina Chiarelli.
L’obiettivo, aggiunge, è fare in modo «che le risorse regionali arrivino a chi la cultura la fa davvero, ogni giorno, in tutto il Piemonte». Una strategia che mette quindi insieme due esigenze: sostenere un settore composto anche da molte piccole realtà economiche e associative e, allo stesso tempo, investire sulla conservazione di libri e documenti destinati altrimenti a rischiare il deterioramento o a rimanere difficilmente accessibili.
La corsa ai finanziamenti parte oggi. Per tutti e cinque i bandi ci sarà tempo fino alle 12 del 5 ottobre: le domande dovranno essere presentate esclusivamente attraverso il sistema regionale Finanziamenti Domande di Sistema Piemonte.