Quasi sei milioni di euro in più per rafforzare la formazione tecnica superiore e provare a ridurre quella distanza tra competenze richieste dalle imprese e professionalità disponibili che rappresenta ormai uno dei principali problemi del mercato del lavoro. La Regione Piemonte aumenta le risorse destinate alla programmazione 2026-2029 di Its Academy e percorsi Ifts, portando l’investimento complessivo da 42,31 a 48,25 milioni di euro.
Lo prevede la delibera approvata dalla Giunta regionale che integra con 5,94 milioni le risorse già stanziate per il Sistema di Formazione Tecnica Superiore. La parte più consistente, 40,57 milioni, sarà destinata agli Its Academy, mentre altri 7,68 milioni finanzieranno i percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (Ifts).
Le nuove risorse arrivano dal Ministero dell’Istruzione e del Merito attraverso il Fondo per l’istruzione tecnologica superiore. Dei quasi sei milioni aggiuntivi, 3,45 saranno utilizzati per potenziare direttamente l’offerta formativa degli Its Academy, mentre 2,49 milioni, assegnati come risorse premiali, serviranno a sostenere gestione, funzionamento e sostenibilità delle Fondazioni piemontesi.
Dietro ai numeri c’è una scelta che punta a consolidare un canale formativo alternativo e complementare all’università, costruito in stretto rapporto con le imprese. Gli Its propongono infatti percorsi post diploma altamente professionalizzanti, con una forte componente di attività pratica e formazione in azienda, indirizzati verso settori nei quali la richiesta di tecnici specializzati è particolarmente elevata.
E i dati nazionali mostrano come il collegamento con il mercato del lavoro produca risultati significativi. Secondo l’ultimo monitoraggio Indire, relativo ai percorsi conclusi nel 2024, su 13.195 iscritti sono stati 9.991 i diplomati, pari al 75,7%. A un anno dal conseguimento del titolo circa l’80% risulta occupato e, soprattutto, nel 92,8% dei casi il lavoro trovato è coerente con il percorso di studi seguito.
Un risultato che conferma una tendenza ormai consolidata. Nel monitoraggio precedente il tasso di occupazione a dodici mesi raggiungeva infatti l’84%, con il 93% degli occupati inserito in un settore coerente con la formazione ricevuta. Numeri particolarmente rilevanti in un Paese nel quale continua a pesare il disallineamento tra le competenze disponibili e quelle ricercate dal sistema produttivo.
Il confronto internazionale, però, mostra anche quanto spazio ci sia ancora per crescere. L’Ocse sottolinea come in Italia la formazione terziaria professionalizzante rimanga molto meno diffusa rispetto ad altri Paesi europei. In Francia, Germania, Spagna e Svizzera questo tipo di istruzione rappresenta oltre il 30% della formazione terziaria, mentre il sistema italiano parte da dimensioni decisamente inferiori. Proprio per questo l’Ocse considera positivamente l’espansione degli Its e indica nella stabilità dei finanziamenti pluriennali e nell’ulteriore crescita dell’offerta due elementi decisivi per consolidarne i risultati.
Il sistema, del resto, sta aumentando rapidamente le proprie dimensioni. Secondo INDIRE, a febbraio 2026 in Italia si contavano 149 Its Academy e oltre 40 mila studenti iscritti ai percorsi attivi, con una rete che coinvolge più di 5.400 soggetti partner, tra i quali oltre 2.500 imprese.
È in questo scenario che si inserisce l’investimento piemontese. Its Academy e IFTS hanno durata, caratteristiche e livelli di specializzazione differenti, ma la Regione vuole considerarli parti della stessa filiera, con l’obiettivo di accompagnare i giovani dal diploma all’acquisizione di competenze immediatamente spendibili nelle aziende.
«Vogliamo costruire in Piemonte una filiera della formazione tecnica sempre più forte e riconoscibile, capace di accompagnare i nostri ragazzi dalla formazione alle competenze e dalle competenze al lavoro», spiega l’assessore regionale all’Istruzione e Merito, Formazione professionale e Diritto allo Studio universitario Daniela Cameroni. «Its Academy e Ifts sono due strumenti diversi, ma fanno parte della stessa visione: offrire percorsi di qualità, vicini alle esigenze delle imprese e capaci di creare opportunità concrete per i giovani».
Una scelta che assume un peso particolare in una regione dalla forte tradizione industriale e oggi impegnata nella trasformazione tecnologica di settori che vanno dalla manifattura alla mobilità, dalla meccatronica al digitale.
«Portare l’investimento complessivo a oltre 48 milioni di euro conferma quanto crediamo in questa direzione», aggiunge Cameroni. «Il Piemonte è una terra che produce e innova e per questo ha bisogno di competenze tecniche sempre più qualificate. Il nostro compito è fare in modo che formazione e lavoro continuino ad avvicinarsi, dando ai ragazzi la possibilità di scegliere percorsi validi e alle nostre imprese le professionalità necessarie per continuare a crescere».
La sfida sarà adesso trasformare l’aumento delle risorse in una crescita altrettanto significativa degli studenti e dei percorsi, facendo conoscere maggiormente un sistema che, almeno sul fronte dell’ingresso nel mercato del lavoro, ha già dimostrato di poter rappresentare una delle alternative più efficaci dopo il diploma.