Ancora ore di forte tensione alla casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino, dove nel giro di meno di ventiquattro ore si sono verificati un incendio all’interno di una cella e due aggressioni ai danni del personale della polizia penitenziaria. A denunciare gli episodi è l’Osapp, che torna a lanciare l’allarme sulle condizioni di sicurezza dell’istituto.
Il primo episodio risale alla serata di martedì 8 luglio. Secondo il sindacato, un detenuto italiano avrebbe dato alle fiamme la propria cella nell’undicesima sezione del padiglione C dopo il sequestro di due contenitori di alcol artigianale. L’incendio ha completamente distrutto il locale e il denso fumo sviluppatosi ha reso necessaria l’evacuazione dell’intera sezione nell’area passeggi, consentendo al personale di mettere in sicurezza gli altri detenuti.
La giornata successiva è stata segnata da altre due aggressioni. La prima si è verificata al termine di un colloquio con il proprio avvocato, quando un detenuto italiano avrebbe sferrato un pugno a un addetto in servizio nella sala riservata ad avvocati e magistrati. Il dipendente è stato trasportato all’ospedale Maria Vittoria, dove i medici gli hanno diagnosticato lesioni giudicate guaribili in cinque giorni.
Poche ore dopo, nell’undicesima sezione del padiglione B, un detenuto straniero sottoposto a isolamento disciplinare avrebbe aggredito un agente della polizia penitenziaria, ferendolo al collo. Anche il poliziotto è stato accompagnato in ospedale e dimesso con una prognosi di tre giorni.
«Il carcere di Torino è ormai precipitato in una condizione di totale anarchia», denuncia il segretario generale dell’Osapp, Leo Beneduci. «Non servono più rassicurazioni di circostanza né annunci. Servono interventi immediati e concreti. Il carcere di Torino è diventato una polveriera, dove basta una scintilla per provocare una tragedia», conclude il sindacalista, chiedendo un rafforzamento delle misure di sicurezza e maggiori tutele per il personale penitenziario.