Torino rende omaggio a Susanna Egri tra storia, danza e nuove creazioni

La città celebra la maestra il 16 luglio con una serata tra memoria, suggestioni e visioni artistiche

Elena Marchisio 10/07/2026
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Torino si prepara a rendere omaggio a una delle figure più autorevoli della danza italiana. Giovedì 16 luglio il Teatro Carignano ospiterà l'appuntamento centrale di «Susanna Egri: il Centenario», progetto che celebra i cento anni della coreografa, docente e pioniera della danza moderna nel nostro Paese.

L'evento si inserisce nel cartellone di Torinodanza Extra, il percorso dedicato alla danza e al teatro performativo della stagione del Teatro Stabile di Torino, e rappresenta il momento simbolicamente più significativo di un anno di iniziative dedicate a un'artista che continua ancora oggi a trasmettere la propria esperienza alle nuove generazioni.

Le celebrazioni erano iniziate il 18 febbraio scorso al Teatro Il Maggiore di Verbania, proprio nel giorno del centesimo compleanno di Susanna Egri. Da allora il progetto ha raccolto interesse ben oltre il mondo della danza, coinvolgendo un pubblico sempre più ampio attratto dalla straordinaria vicenda umana e artistica di una donna che attraversa un intero secolo di storia europea senza smettere di guardare avanti.

La serata torinese sarà costruita come un viaggio. Un percorso nel quale memoria e contemporaneità si incontrano, facendo convivere pagine fondamentali della produzione di Susanna Egri con nuove creazioni firmate da Raphael Bianco e con l'anteprima di un'opera audiovisiva destinata a diventare il suo ultimo grande lavoro artistico.

Al centro del programma tornerà in scena ‘Istantanee’, coreografia realizzata nel 1953 sulla musica di Paul Arma. Si tratta di una delle opere che meglio raccontano la nascita della poetica di Susanna Egri, presentata per la prima volta al Teatro Alfieri di Torino e successivamente trasmessa dalla Rai negli anni pionieristici della televisione italiana. Un lavoro che, nonostante siano trascorsi oltre settant'anni dalla sua creazione, conserva intatta la capacità di parlare al presente grazie a un linguaggio essenziale, rigoroso e sorprendentemente moderno.

Accanto a questa pagina storica sarà riproposta ‘Cantata Profana: Il Cervo Fatato’, coreografia di Raphael Bianco nata come omaggio alla maestra e presentata in prima assoluta lo scorso febbraio durante le celebrazioni del compleanno. L'opera prende ispirazione dalla celebre composizione di Béla Bartók e rilegge il mito dei nove cervi fatati trasformandolo in una riflessione sul desiderio di libertà, sul difficile rapporto tra padri e figli e sulla necessità di emanciparsi da ogni schema imposto dalla società.

Il dialogo tra maestro e allievo sarà il filo conduttore dell'intera serata, con Raphael Bianco che raccoglie l'eredità culturale e artistica di Susanna Egri senza però limitarsi a conservarla, ma reinterpretandola attraverso uno sguardo contemporaneo capace di aprire nuovi percorsi creativi.

La serata sarà anche l'occasione per assistere alla prima assoluta di ‘Brides of God’, nuova produzione della Compagnia EgriBiancoDanza nata da un articolato percorso di ricerca sviluppato tra India e Italia. Il progetto prende forma dopo un periodo di residenza artistica e una recente tournée internazionale che ha portato la compagnia tra Bangalore e Kochi, favorendo un confronto diretto con la tradizione coreutica indiana e con il suo straordinario patrimonio culturale.

La nuova creazione affonda le proprie radici nella figura delle Devadasi, le antiche danzatrici consacrate al culto divino, donne che dedicavano la propria vita alla danza, alla spiritualità e al servizio nei templi. Raphael Bianco parte da questa storia per costruire una riflessione che supera il semplice racconto storico e si concentra sul rapporto tra disciplina, devozione, identità femminile e desiderio di emancipazione.

Il risultato è una coreografia che alterna tensione e leggerezza, forza e contemplazione. I corpi attraversano uno spazio sospeso nel quale il rito diventa occasione di trasformazione personale, mentre la danza assume il valore di un linguaggio universale capace di raccontare paure, speranze e aspirazioni profonde. Il gesto si libera progressivamente dalle costrizioni iniziali fino a trasformarsi in una potente affermazione di libertà.

Un contributo determinante alla costruzione dello spettacolo arriva dalla consulenza drammaturgica di Antonella Usai, esperta di danza classica indiana bharatanatyam, che ha accompagnato il dialogo tra il linguaggio contemporaneo della compagnia e gli elementi simbolici e rituali della tradizione orientale. Fondamentale sarà anche la presenza in scena della musicista Cristina Mercuri, interprete di una partitura eseguita dal vivo che accompagnerà l'intera performance amplificandone il carattere evocativo e immersivo.

Per ulteriori informazioni: www.egribiancodanza.com.

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