Dal 9 aprile al 2 giugno scorso Torino si è presentata come un grande laboratorio visivo. Un osservatorio urbano sulla fotografia contemporanea, esteso e continuo, dove le immagini non hanno abitato solo le sale espositive ma anche strade, portici e spazi inattesi.
La terza edizione di Exposed Torino Photo Festival ha ridisegnato la geografia culturale della città, confermandone la vocazione fotografica.
Curato e realizzato da Camera – Centro Italiano per la Fotografia, sotto la direzione artistica di Walter Guadagnini, il festival ha riunito circa venti fotografi italiani e internazionali. Tra questi Paola Agosti, Dean Chalkley, Ralph Gibson, Karla Hiraldo Voleau, Diana Markosian e Paolo Ventura. Ne è nata una costellazione di linguaggi e visioni, costruita attorno al tema Mettersi a nudo, un invito a superare le superfici e interrogare il rapporto tra identità e rappresentazione, tra corpo e immagine, tra ciò che si mostra e ciò che resta in ombra.
Il programma ha articolato la città in un sistema diffuso di esperienze. Diciotto mostre tra indoor e outdoor, installazioni, progetti speciali e tredici passeggiate urbane hanno accompagnato il pubblico per cinquantacinque giorni. A queste si sono aggiunti quasi trenta appuntamenti tra incontri, proiezioni e letture portfolio, costruendo un calendario fitto, in cui il tempo dell’evento si è intrecciato con quello della fruizione quotidiana.
La partecipazione ha confermato la crescita del festival. Sono stati 12.600 i pass scaricati, con un incremento superiore al 50% rispetto al 2025. Le sedi espositive indoor hanno registrato 107mila presenze, mentre le installazioni all’aperto hanno intercettato migliaia di passanti, spesso in modo casuale, trasformando l’atto di attraversare la città in un’esperienza visiva imprevista.
Anche la dimensione digitale ha rafforzato la portata del progetto. Quasi 19mila follower su Instagram e una crescita superiore al 50% hanno accompagnato la narrazione del festival, sostenuta anche dal contributo di creator e content producer che hanno tradotto le mostre in linguaggi differenti, ampliandone la circolazione oltre i suoi confini fisici.
Promosso dalla Cabina di Regia composta da Città di Torino, Regione Piemonte, Camera di commercio di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Crt, in sinergia con Fondazione Arte Crt e Intesa Sanpaolo, e coordinato da Fondazione per la Cultura Torino, Exposed consolida la propria identità. Un modello di festival diffuso che intreccia istituzioni, artisti e pubblico, rafforzando il ruolo di Torino come città della fotografia.
«Desidero anzitutto ringraziare la Cabina di Regia per la fiducia e gli staff di Exposed, di Camera e di tutte le istituzioni e gli enti coinvolti» ha dichiarato Walter Guadagnini, sottolineando anche il contributo del pubblico, «che ci ha restituito impressioni e stimoli, aiutandoci a capire che la strada intrapresa è quella giusta». Una riflessione che guarda al futuro, con l’obiettivo di portare il festival su scala internazionale.
Tra i progetti più riconoscibili di questa edizione spicca ‘Esterno Notte’ un dispositivo di proiezioni diffuse che ha trasformato circa trenta luoghi della città in schermi a cielo aperto. Facciate, cortili e spazi pubblici hanno ospitato immagini in movimento, ridefinendo il rapporto tra fotografia e spazio urbano.
Accanto ai grandi nomi, il festival ha aperto uno spazio alla sperimentazione con Lavori in corso, dedicato ai giovani fotografi e alle nuove ricerche visive. Un contesto di confronto diretto con editori e curatori, in cui la fotografia è stata osservata anche come processo in divenire, più che come risultato compiuto.
Tra i progetti speciali si segnala ‘Metamorphosis’, realizzato con il supporto della piattaforma europea Futures, insieme a Exposed feat Witty Books Dummy Award, vinto da Giulia Fegez, e al Garesio Wine Prize for Documentary Photography assegnato a Daniel Chatard. Riconoscimenti che hanno rafforzato la dimensione internazionale e documentaria del festival.
Il cosiddetto ‘Miglio della Fotografia’ ha poi rappresentato la struttura portante dell’edizione. Un itinerario esteso che ha unito musei, archivi, gallerie, spazi indipendenti e luoghi non convenzionali come parcheggi, edicole e cancellate storiche. Un’unica narrazione urbana che ha coinvolto Camera Torino, Gallerie d’Italia Torino, Mrsn - Museo Regionale di Scienze Naturali, Archivio di Stato, Palazzo Carignano e numerosi spazi indipendenti.
A completare il percorso, la mostra ‘I Tuffatori’ ha portato la fotografia anche lungo le arterie principali della città attraverso ventisei ‘billboard’, ampliando ulteriormente la dimensione pubblica del festival.
La quarta edizione di Exposed Torino Photo Festival è già in calendario, dal 15 aprile al 6 giugno 2027. Un segnale di continuità che conferma la crescita di un progetto ormai stabile nel panorama culturale europeo.
Una città che osserva e si lascia osservare, senza soluzione di continuità. La fotografia come linguaggio diffuso, non più confinato ma attraversabile, tra istituzioni, strade e sguardi quotidiani.