C’è un debutto che, nell’edizione 2026 del Salone Internazionale del Libro di Torino, va oltre la dimensione letteraria e assume il valore di una pagina simbolica nella storia della manifestazione. Per la prima volta, infatti, a presentare un proprio romanzo tra gli stand del Lingotto sarà un autore con sordocecità: Francesco Mercurio, presidente del Comitato delle persone sordocieche della Fondazione Lega del Filo d’Oro.
Non vedente dalla nascita, Mercurio ha iniziato a perdere progressivamente anche l’udito dall’età di dieci anni. Oggi, dopo anni di impegno nella tutela dei diritti delle persone con disabilità sensoriali, arriva al più importante appuntamento italiano dedicato all’editoria con il suo romanzo d’esordio, Boris Giuliano, un poliziotto del XXIII secolo, pubblicato da Accornero Edizioni.
Un ingresso che segna un piccolo primato nella lunga storia del Salone torinese, nato nel 1988 e diventato negli anni uno dei principali laboratori culturali europei, con oltre 230 mila visitatori nell’ultima edizione. La presenza di Mercurio rappresenta però qualcosa di più di una semplice novità editoriale: è un messaggio di accessibilità, rappresentanza e autodeterminazione.
«Essere al Salone Internazionale del Libro rappresenta per me molto più della presentazione di un romanzo: è un messaggio potente di inclusione e autodeterminazione per tutte le persone sordocieche», racconta Mercurio. «La mancanza della vista dalla nascita e dell’udito nel corso della vita non sono un freno alla volontà, alla passione e alla fantasia. Con passione e il giusto supporto, anche i sogni che sembrano più lontani possono diventare realtà».
Il libro inaugura una saga ambientata in un futuro lontano, in un’epoca in cui tutti i Paesi della Terra si sono federati sotto l’egida dell’“Unione Umana”. La crisi climatica è stata superata, l’umanità ha colonizzato lo spazio fino a mille anni luce dal pianeta d’origine, ma i conflitti morali, le ambiguità del potere e il lato oscuro dell’uomo restano immutati. È qui che si muove Boris Giuliano, protagonista di una narrazione che mescola indagine, tecnologia, politica e introspezione.
Mercurio definisce il suo genere “fantanoir”: una fusione tra fantascienza e noir, costruita su atmosfere dense, suspense e interrogativi etici. «Mi interessava raccontare un futuro apparentemente perfetto, dove però l’essere umano continua a confrontarsi con le stesse domande di sempre: verità, giustizia, responsabilità».
Non è, in realtà, il primo contatto di Mercurio con la scrittura. Da anni collabora come sceneggiatore con il Cantiere dei Sogni, compagnia teatrale della Lega del Filo d’Oro composta da persone con sordocecità, volontari e attori amatoriali. Un percorso artistico che ora approda alla narrativa e che, proprio a Torino, trova la sua consacrazione pubblica.
Il Salone del Libro, negli anni, ha ospitato autori e intellettuali con differenti disabilità — da scrittori ciechi a testimonial della comunicazione aumentativa, fino ad autori con disabilità motorie protagonisti di incontri sull’editoria accessibile — ma, secondo quanto confermato dagli organizzatori e dalla Lega del Filo d’Oro, quella di Mercurio rappresenta la prima partecipazione ufficiale come autore di una persona con sordocecità.
Un dettaglio non secondario in un contesto culturale che negli ultimi anni ha moltiplicato i progetti dedicati all’accessibilità, dagli incontri in LIS ai percorsi assistiti, passando per audiodescrizioni e iniziative rivolte al pubblico con disabilità sensoriali.
Dal 15 al 17 maggio, nello stand di Accornero Edizioni, Mercurio incontrerà i lettori, firmerà copie e racconterà la genesi del suo universo narrativo. Ma soprattutto porterà al Lingotto una storia che inizia ben prima del romanzo.
«Ogni barriera può essere superata quando ci sono strumenti, persone e fiducia. Questo libro parla del futuro, ma il messaggio è profondamente attuale». E al Salone, quest’anno, quel futuro ha anche la sua voce.