Carmagnola custodisce la peonia senza nome nata a Torino

Dall’Orto Botanico sabaudo ai vivai del Torinese: parte il progetto per moltiplicare e registrare la nuova varietà

Felicia Bello 13/05/2026
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C’è un fiore che, almeno per ora, non ha ancora un nome. Ma ha già una storia, un’identità botanica rara e un futuro che passa da Carmagnola. È qui, tra i campi e le serre dei Vivai delle Commande, che da mesi è custodito uno degli esemplari botanicamente più curiosi emersi negli ultimi anni in Piemonte: un nuovo ibrido naturale di peonia, nato spontaneamente all’interno dell’Orto Botanico dell’Università di Torino e oggi affidato agli specialisti carmagnolesi per essere moltiplicato, studiato e, in prospettiva, registrato a livello internazionale.

Il debutto pubblico della nuova varietà coinciderà con la XIII edizione di Peonie in Fiore, la manifestazione che dal 16 al 17 maggio trasformerà ancora una volta i Vivai delle Commande in un grande giardino a cielo aperto, con oltre quattromila esemplari in piena fioritura e più di duecento varietà coltivate. Ma quest’anno, accanto allo spettacolo ormai consolidato, ci sarà un’attrazione in più: una peonia unica, comparsa in modo spontaneo e destinata, secondo i botanici, a entrare nella storia florovivaistica piemontese.

A raccontarlo con entusiasmo è Carlo Salvi Del Pero, proprietario del vivaio che da anni rappresenta uno dei punti di riferimento italiani per la selezione di peonie erbacee e arbustive.

«È per noi un grande onore poter accudire questa nuova varietà», spiega. «Quando dall’Orto Botanico di Torino ci hanno proposto questa collaborazione abbiamo capito subito di trovarci davanti a qualcosa di speciale. I visitatori potranno ammirarla gratuitamente durante Peonie in Fiore e poi dovranno attendere la prossima primavera per rivederla in tutta la sua bellezza».

La nuova peonia, ancora priva di denominazione ufficiale, si distingue per caratteristiche decisamente inconsuete rispetto alle comuni varietà ornamentali. Fiorisce in primavera, soprattutto nel mese di aprile, raggiunge un’altezza compresa tra i cinquanta e i settanta centimetri e presenta grandi fiori di un intenso rosa fucsia, con un centro giallo dorato che ne accentua l’impatto visivo. Un contrasto cromatico raro, che ha immediatamente colpito botanici e studiosi.

Dietro la scoperta c’è il lavoro di Loïc Maurice Mingozzi, curatore dell’Orto Botanico torinese, che insieme alla direttrice Consolata Siniscalco ha deciso fin da subito di valorizzare la pianta.

«Quando ci siamo accorti delle sue caratteristiche uniche abbiamo capito che non poteva restare semplicemente un’anomalia botanica», racconta Mingozzi. «Con la professoressa Siniscalco abbiamo deciso di farne il nuovo simbolo dell’Orto Botanico, tanto da sceglierla come nuovo logo. Il passo successivo è stato individuare chi potesse accompagnarci in un percorso delicato come quello della moltiplicazione».

La scelta è caduta naturalmente sui Vivai delle Commande, realtà conosciuta anche all’estero dagli appassionati del settore per il lavoro di ibridazione iniziato oltre vent’anni fa. Nel settembre 2025 dall’Orto Botanico sono partiti i primi, preziosissimi rizomi: pochissimo materiale vegetale, sufficiente però per avviare un percorso di propagazione che richiederà tempo, precisione e pazienza.

«Abbiamo consegnato a Carlo Salvi Del Pero gli unici rizomi disponibili della pianta originaria», spiega ancora Mingozzi. «L’obiettivo è avere entro due o tre anni un numero sufficiente di nuovi esemplari per poter procedere alla registrazione ufficiale presso l’American Peony Society, l’ente che dal 1903 cataloga e certifica tutte le nuove varietà di peonie nel mondo».

Resta aperto il capitolo più romantico, ma forse anche il più complesso: il nome. «Il grande dilemma adesso», sorride il botanico, «sarà proprio scegliere come chiamarla. Un nome capace di raccontare le sue origini torinesi, la sua unicità e il percorso scientifico che l’ha portata fino a qui».

Fondata nel 1729 come Hortus Taurinensis, la collezione botanica dell’Università di Torino è tra le più antiche d’Italia e custodisce migliaia di specie vegetali provenienti da tutto il mondo. Proprio tra quei viali storici, a pochi passi dal centro cittadino, è comparsa la pianta madre da cui oggi potrebbe nascere una nuova linea genetica destinata al mercato internazionale.

Nel frattempo Carmagnola si prepara all’invasione degli appassionati. Nei due giorni di Peonie in Fiore, oltre allo spettacolo delle quattromila fioriture, il pubblico potrà acquistare piante in vaso, prenotare esemplari a radice nuda per l’autunno e, soprattutto, osservare da vicino quella che oggi è ancora soltanto “la peonia senza nome”.

Ma che, nel giro di pochi anni, potrebbe diventare una delle nuove ambasciatrici botaniche del Piemonte nel mondo.

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