Il circo contemporaneo torna protagonista a Settimo Torinese con la quinta edizione del Nice Festival, in programma dal 30 aprile al 10 maggio 2026. Undici giorni di spettacoli, laboratori e performance che trasformano la città in un grande palcoscenico diffuso, capace di intrecciare linguaggi artistici, spazi urbani e comunità.
Cuore della manifestazione saranno lo Chapiteau allestito al Parco Lama e il Teatro Garybaldi, all’interno della Suoneria, recentemente affidata alla gestione della Fondazione blucinQue. Un passaggio che segna un ulteriore consolidamento del progetto culturale cittadino e rafforza il legame tra produzione artistica e territorio.
Ideato dal Centro Nazionale di Produzione blucinQue Nice e realizzato in collaborazione con la Città di Settimo Torinese, la Fondazione Cirko Vertigo e la Fondazione Piemonte dal Vivo, il festival si è progressivamente affermato come uno degli appuntamenti di riferimento per il circo contemporaneo in Italia e in Europa. Un progetto che mette in relazione creazione, formazione e partecipazione, favorendo l’incontro tra artisti emergenti e compagnie affermate.
«Anche quest’anno accogliamo con soddisfazione il Nice Festival a Settimo Torinese: un appuntamento che valorizza il territorio attraverso il linguaggio del circo contemporaneo e che, nel tempo, ha saputo coinvolgere un pubblico sempre più numeroso», sottolinea la sindaca Elena Piastra. Il festival, aggiunge, «non si limita a occupare uno spazio, ma attraversa la città», coinvolgendo quartieri e luoghi diversi tra Chapiteau, Parco Lama, Teatro Garybaldi e Suoneria.
La dimensione diffusa è uno dei tratti distintivi della manifestazione, che si inserisce stabilmente nella programmazione culturale cittadina. «Giunto alla sua quinta edizione, il Nice Festival si è ormai consolidato come parte integrante dell’offerta culturale di Settimo Torinese», evidenzia Silvano Rissio, presidente della Fondazione ECM. «Un evento capace di coinvolgere pubblici eterogenei, dalle famiglie alle scuole, fino agli appassionati delle arti performative», grazie a un calendario che «intreccia espressività corporea, emozione e interazione».
Il festival si inserisce anche in una strategia più ampia di valorizzazione del circo contemporaneo come linguaggio artistico capace di dialogare con il presente. «Il circo contemporaneo rappresenta oggi una delle espressioni più vitali e innovative della scena dal vivo», afferma Matteo Negrin, direttore di Piemonte dal Vivo. «Portarlo nei territori significa sostenere proposte di respiro internazionale e favorire l’accesso del pubblico a esperienze culturali diversificate».
Una visione condivisa dal direttore artistico Paolo Stratta, che definisce il Nice Festival «molto più di una rassegna: è un dispositivo culturale che mette in relazione artisti, pubblico e territorio attraverso il linguaggio universale del corpo». In questa edizione, spiega, «si rafforza ulteriormente il dialogo tra creazione e comunità», con una programmazione che valorizza sia grandi artisti internazionali sia le nuove generazioni in formazione.
Tra le novità più significative c’è l’ingresso del Teatro Garybaldi nel progetto: «Costruire una continuità tra lo spazio dello Chapiteau e quello teatrale significa ampliare le possibilità espressive e rendere ancora più solido il legame con la città», sottolinea Stratta. Il festival si configura così «come un sistema aperto, capace di abitare luoghi diversi e intercettare pubblici differenti».
Il programma 2026 si distingue per varietà e qualità delle proposte. In cartellone artisti provenienti da diversi Paesi e linguaggi che spaziano dal teatro comico alla danza, dalla magia contemporanea al circo di ricerca. Tra i protagonisti Leo Bassi con «Io, Mussolini», il duo Scott & Muriel con «La Boîte Magique», Stéphane Delvaux - Elastic con Françoise Rochais in «El Spectacolo!», oltre alla Compagnia blucinQue e agli artisti dell’Accademia Cirko Vertigo.
Ad aprire il festival, il 30 aprile, sarà «La danza dei tamburi» dell’Associazione Drum Theatre, evento gratuito nello spazio urbano che incarna lo spirito inclusivo della manifestazione. In serata, al Teatro Garybaldi, andrà in scena lo spettacolo di Leo Bassi. Il programma proseguirà con «Carena» della compagnia La Corcoles, le creazioni degli allievi di Cirko Vertigo, «La Boîte Magique», «El Spectacolo!» e il dittico «Finzioni» e «Solo Due», fino al gran finale con «Vertigine di Giulietta» della Compagnia blucinQue, il 9 e 10 maggio sotto lo Chapiteau.
Accanto agli spettacoli serali, ampio spazio è dedicato al rapporto con il territorio e alla formazione. Lo Chapiteau ospiterà attività per le scuole come «ABCircus» e «Terra Pura», mentre per la cittadinanza è previsto un laboratorio di circo sociale condotto da Francesca Casassa Vigna.
«Il circo contemporaneo, nella sua dimensione poetica e fisica, è uno strumento straordinario per leggere il presente», conclude Stratta. «Un linguaggio che parla a tutti, senza barriere, capace di unire stupore e pensiero critico». In questa prospettiva, il Nice Festival si conferma non solo come un evento culturale, ma come un’esperienza collettiva che mette al centro la relazione tra arte e comunità, contribuendo a rafforzare il ruolo di Settimo Torinese nel panorama della creazione contemporanea.