Nel pieno di una fase di transizione economica e tecnologica, il Piemonte accelera sulla trasformazione digitale e sull’adozione dell’Intelligenza artificiale. Software, piattaforme digitali, cybersecurity, ricerca e sviluppo, insieme a infrastrutture come server e cloud, rappresentano i principali ambiti di investimento delle imprese regionali nel 2025, una traiettoria che prosegue anche nel 2026. Non sorprende, dunque, che il 59% delle aziende piemontesi abbia già avviato o stia per intraprendere un percorso legato all’IA.
A delineare questo scenario sono due studi presentati da Unioncamere Piemonte e dal Centro Studi di Confindustria Piemonte insieme all’Unione Industriali Torino. Il quadro che emerge va oltre una semplice ripresa economica: racconta una trasformazione strutturale del tessuto produttivo.
«La nostra analisi non restituisce solo una fotografia congiunturale positiva, ma delinea una vera e propria metamorfosi dell’identità industriale piemontese», spiega Massimiliano Cipolletta. «La ripresa osservata non è un semplice rimbalzo statistico, bensì l’esito di una scelta strategica: il passaggio da un’economia di resistenza a una di visione». Secondo Cipolletta, il fatto che circa un terzo delle imprese abbia investito in un anno ancora complesso dimostra come «l’innovazione sia ormai percepita non più come un’opzione, ma come il prerequisito per restare nei mercati globali».
Il 2025, infatti, ha segnato un’inversione di tendenza: il 30% delle imprese ha effettuato investimenti, con una maggiore concentrazione nei settori chimico, alimentare, elettrico ed elettronico. Cresce anche la diffusione di tecnologie legate a Industria 4.0, come i macchinari interconnessi, sostenuti dagli incentivi conclusi a fine anno, e si rafforza l’attenzione verso le energie rinnovabili e la sostenibilità ambientale. La spesa in innovazione ha raggiunto in media il 7,4% del fatturato, coinvolgendo processi, organizzazione e sviluppo di prodotto, con un focus su efficienza energetica e riduzione dell’impatto ambientale.
In questo contesto, emergono anche differenze territoriali e dimensionali. Asti guida la classifica delle province più dinamiche per propensione agli investimenti, seguita da Cuneo, Vercelli e Torino, mentre resta marcato il divario tra grandi e piccole imprese: le prime superano in alcuni casi l’80% di partecipazione agli investimenti, evidenziando una maggiore capacità di innovazione.
Parallelamente, l’adozione dell’Intelligenza artificiale si sta diffondendo in modo significativo, soprattutto nel terziario, dove oltre il 60% delle imprese ha già integrato queste tecnologie. L’IA viene impiegata principalmente nell’analisi dei dati aziendali, nell’automazione dei processi produttivi e nel servizio clienti, ma trova applicazione anche nel controllo qualità, nella manutenzione predittiva, nel marketing e nella ricerca e sviluppo.
«Le imprese piemontesi si collocano in una posizione di relativa forza nell’ecosistema italiano dell’intelligenza artificiale», sottolinea Andrea Amalberto. «Possiamo contare su una base di ricerca eccellente, sulla presenza di grandi player industriali e su un sistema di supporto strutturato, che vale oltre cento milioni di euro tra investimenti pubblici e privati». Amalberto evidenzia inoltre il ruolo strategico del centro AI4I, con sede a Torino, «elemento cruciale per accrescere la consapevolezza sull’importanza degli investimenti concreti in IA».
Gli effetti dell’adozione dell’Intelligenza artificiale sono già visibili: nel 23% dei casi si registra un’automazione delle attività ripetitive, seguita dalla riduzione dei costi (18%) e dal miglioramento della qualità e personalizzazione dei prodotti e servizi (14%). Le aspettative per il futuro sono ancora più alte, con una quota tra il 55% e il 68% delle imprese che prevede benefici significativi.
Restano tuttavia alcune criticità. La principale riguarda la carenza di competenze interne, segnalata dal 43% delle aziende, mentre circa un terzo evidenzia i costi elevati delle tecnologie. Tra gli strumenti più utilizzati figurano le piattaforme di IA generativa come ChatGPT, ma cresce anche il ricorso a soluzioni sviluppate internamente o integrate nei servizi cloud.
Il sostegno del sistema bancario si conferma decisivo per accompagnare questa trasformazione. «Investimenti in innovazione, digitale e Intelligenza artificiale rappresentano una condizione necessaria per la crescita e la competitività», afferma Paola Garibotti. «Le imprese sono consapevoli del valore strategico della tecnologia, ma necessitano di supporto sia in termini di competenze sia di accesso agli investimenti».
Sulla stessa linea Paolo Melone, che sottolinea come «le PMI stiano affrontando un contesto veloce, incerto e in continua trasformazione». Nel 2025 Intesa Sanpaolo ha erogato 3,2 miliardi di euro di credito a medio-lungo termine in Piemonte, in crescita del 22% rispetto all’anno precedente. «Continuiamo a puntare su accesso al credito, innovazione e internazionalizzazione, offrendo strumenti adeguati alle sfide attuali», aggiunge.
Nel complesso, i dati confermano come il Piemonte stia evolvendo verso un modello produttivo sempre più orientato alla tecnologia, alla sostenibilità e all’integrazione tra innovazione e competitività. Una trasformazione che, pur tra difficoltà e disuguaglianze, appare ormai strutturale e destinata a ridefinire il ruolo della regione nello scenario industriale nazionale ed europeo.