Sversamento illecito di reflui zootecnici alle porte di Torino: scatta la denuncia. I Carabinieri Forestali del Nucleo di Torino hanno concluso un’operazione ambientale nel comune di La Loggia, facendo luce su un episodio che aveva sollevato preoccupazioni tra i residenti.
L’indagine è partita alla fine di febbraio dopo la segnalazione di un cittadino, che aveva notato movimenti sospetti e presunti sversamenti in un terreno agricolo vicino a un centro abitato. I successivi sopralluoghi, condotti anche con il supporto tecnico di Arpa Piemonte, hanno confermato i sospetti: su un’area di circa 3,5 ettari erano stati distribuiti circa 100 metri cubi di digestato, un materiale derivato da processi di biogas e considerato a tutti gli effetti un refluo zootecnico liquido.
Proprio per questa sua natura, il digestato è soggetto a una normativa stringente che ne regola l’utilizzo agronomico. In particolare, il regolamento regionale vieta espressamente lo spandimento su terreni per i quali non si possiede un titolo d’uso legittimo. Ed è qui che si è concentrata l’attività investigativa.
Grazie alle testimonianze raccolte e all’analisi dei mezzi agricoli impiegati, i militari sono riusciti a risalire rapidamente al responsabile dello sversamento. Le verifiche successive, effettuate attraverso le banche dati dell’Anagrafe Agricola, hanno fatto emergere l’irregolarità: il soggetto non risultava autorizzato a utilizzare quei terreni.
Alla luce degli elementi raccolti, l’uomo è stato denunciato all’Autorità giudiziaria per violazione delle norme ambientali previste dal Testo Unico Ambientale, in particolare per l’utilizzazione non consentita di effluenti zootecnici. Si tratta di un reato contravvenzionale che prevede sanzioni specifiche, con l’applicazione del meccanismo delle prescrizioni ambientali.
In questa fase, al responsabile è stata data la possibilità di regolarizzare la propria posizione attraverso il pagamento di una sanzione amministrativa pari a 2.500 euro, corrispondente a un quarto dell’ammenda massima prevista dalla legge.
L’operazione conferma l’attenzione crescente delle forze dell’ordine sul fronte della tutela ambientale, soprattutto in ambito agricolo, dove la gestione non corretta dei reflui può avere impatti rilevanti su suolo, acque e qualità della vita nei territori.