Torino laboratorio di democrazia

In piazza esperienza e progetti per una cittadinanza attiva

Carlo Santori 20/04/2026
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Si è svolta a Torino la manifestazione “Democrazia. Il coraggio della partecipazione”, promossa dalla Pastorale Sociale e del Lavoro di Piemonte e Valle d’Aosta in continuità con il percorso delle Settimane Sociali di Trieste. Un appuntamento che ha riunito istituzioni, mondo ecclesiale, accademico e realtà del territorio per riflettere sul valore della partecipazione democratica in una fase storica complessa.

A chiudere i lavori è stata la sintesi di Gaetano Quadrelli, coordinatore della Pastorale regionale, che ha rilanciato il cammino intrapreso dalla Chiesa piemontese come impegno duraturo. Al centro, le tre immagini proposte da padre Giuseppe Riggio: la sentinella, chiamata alla vigilanza e alla responsabilità; il seminatore, che genera futuro diffondendo la Parola; e il buon samaritano, simbolo di una cura concreta delle ferite sociali. Un invito a “prendersi cura” della democrazia, a partire dalla qualità delle relazioni e dal modo di abitare gli spazi comuni.

Tra gli interventi più significativi, quello della biblista Rosanna Virgili, che ha richiamato la politica come «la più alta forma di carità», riprendendo le parole di Paolo VI. Un concetto che, ha spiegato, affonda le radici nella tradizione biblica e trova nel dialogo l’antidoto alla violenza. Virgili ha ripercorso il rapporto tra Chiesa e guerra, dai primi cristiani fino alla riflessione di Agostino e al Catechismo, sottolineando la necessità di interpretare con prudenza ogni riferimento alla “guerra di difesa”. «Non è più possibile pensare alla guerra come soluzione», ha ribadito, richiamando anche il monito di papa Francesco contro il rischio di giustificare nuovi conflitti. «La guerra distrugge tutto: il suo vero contrario è il lavoro, che costruisce insieme».

Il tema della formazione è stato affrontato da Carlo Belardi, docente alla Gregoriana, che ha definito le scuole di politica «palestre di cittadinanza», capaci di formare persone consapevoli e orientate al bene comune. Da qui è emersa la volontà di rafforzare il dialogo e la rete tra le diverse esperienze formative presenti sul territorio.

Monsignor Marco Arnolfo, arcivescovo di Vercelli e delegato della Conferenza Episcopale Piemontese per la Pastorale Sociale e del Lavoro, ha sottolineato che «le buone pratiche nascono quando si crea comunità», mentre padre Riggio ha richiamato le sfide della democrazia nell’epoca dell’accelerazione tecnologica, dove i tempi della decisione rischiano di essere compressi. In questo scenario, torna centrale l’invito di papa Francesco a passare «dal parteggiare al prendere parte».

A chiudere il quadro, l’intervento di Elena Granata, vicepresidente del Comitato Scientifico delle Settimane Sociali, che ha posto l’accento sugli spazi pubblici come luoghi di relazione e partecipazione, auspicando una nuova «grammatica della città» fondata su inclusione e gratuità.

Accanto ai momenti di riflessione, Piazza Palazzo di Città ha ospitato una vera e propria “vetrina” di esperienze di cittadinanza attiva: progetti dedicati ai giovani, all’energia sostenibile, all’inclusione sociale e al sostegno delle fasce più fragili. Un laboratorio aperto, capace di coinvolgere anche i passanti e dimostrare come la partecipazione possa tradursi in azioni concrete.

Particolare rilievo ha avuto il protagonismo dei giovani, con i gruppi del POP impegnati nello sviluppo di progetti su welfare, inclusione e abitare solidale, accompagnati da tutor per comprendere strumenti e opportunità della partecipazione democratica.

Dal confronto è emersa con forza la necessità di rafforzare reti e alleanze, investire nella formazione e dare continuità ai percorsi avviati, con un’attenzione particolare agli ultimi e ai “penultimi”.

Numerosi anche gli interventi istituzionali. Per la vicesindaca di Torino Michela Favaro «in tempi di algoritmi garantire una partecipazione piena e responsabile è il prerequisito essenziale per una democrazia sana e robusta». Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha evidenziato come «occasioni come questa aiutano a mantenere aperto uno spazio di dialogo su temi che richiedono oggi più che mai responsabilità condivisa». Sulla stessa linea Anna Maria Poggi, presidente della Fondazione CRT: «La democrazia non è solo il momento della scelta elettorale, ma è quotidianità».

A sottolineare il ruolo delle istituzioni è stato infine il presidente di Anci Piemonte Davide Gilardino: «Amministrare significa mettere al centro il bene comune e il dialogo, soprattutto coinvolgendo i giovani».

La manifestazione ha così ribadito un messaggio chiaro: la democrazia è partecipazione attiva, responsabilità condivisa e cura delle relazioni. Un bene fragile e prezioso che richiede impegno costante per essere custodito e rinnovato nel tempo.

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AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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