Aumenta la redditività delle imprese torinesi

Il tessuto economico cittadino sta sostenendo la ripresa investendo nei settori a maggiore crescita. Il nucleo produttivo è più solido, ma gli investimenti sono ora più mirati ai comparti chiave. È quanto emerge dall’analisi sui bilanci delle imprese con

Loredana Polito 14/03/2026
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Negli ultimi dieci anni l’industria torinese ha vissuto una trasformazione profonda, confermandosi come un tessuto produttivo solido e resiliente, capace di sostenere la crescita pur in presenza di sfide significative legate alla produttività e al valore aggiunto. Un’analisi sui bilanci delle imprese con fatturato superiore a cinque milioni di euro, condotta da Unione Industriali Torino, Camera di Commercio e Centro di Ricerca Luigi Einaudi, mostra come le imprese passate da 1.384 nel 2014 a 1.892 nel 2023 abbiano consolidato il nucleo produttivo, con un incremento della forza lavoro, del fatturato e del margine operativo lordo. Il tessuto industriale ha quindi rafforzato la propria base numerica, aumentando il numero di addetti da 258.759 a 320.857 e raggiungendo un fatturato complessivo di 118,4 miliardi di euro, in crescita del 56% rispetto al 2014. Le immobilizzazioni sono salite da 48 a 75 miliardi, mentre il margine operativo lordo ha toccato i 13,6 miliardi, confermando una struttura economica più robusta e resiliente.

L’industria torinese ha dimostrato una capacità di diversificazione significativa, con l’export che si estende oltre il settore automobilistico tradizionale e comprende comparti come l’aerospazio, i macchinari e l’ingegneria avanzata. L’aerospazio, in particolare, rappresenta un esempio di come Torino sappia combinare specializzazione storica, innovazione e competitività internazionale, consolidando la propria leadership in settori tecnologicamente avanzati. Altri comparti strategici per il futuro includono la meccanica strumentale, la robotica, l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi, l’agroalimentare, la chimica e la gomma-plastica. Questa diversificazione, sostenuta da un nucleo produttivo sempre più strutturato, rappresenta un fattore chiave per la crescita sostenibile e per l’attrazione di nuovi investimenti.

Nonostante i segnali positivi, l’analisi mette in evidenza alcune criticità. La crescita del valore aggiunto, sebbene positiva, non ha seguito appieno il ritmo del fatturato. Nel decennio il valore aggiunto è aumentato del 21,1%, mentre il fatturato per addetto è salito del 26%, segnalando una capacità produttiva elevata che non si traduce in un incremento proporzionale di redditività reale. La produttività media del nucleo esteso è cresciuta del 21%, con differenze tra settori: la manifattura mostra performance elevate, raggiungendo 102.969 euro per addetto (+53%), mentre Ict e servizi alle imprese registrano un calo del 13%, evidenziando difficoltà nel generare valore aggiunto comparabile al resto del sistema. I servizi alla persona, cresciuti in termini di occupazione dal 15% al 26%, mantengono una produttività limitata, confermando la presenza di compartia basso valore aggiunto che incidono sulla media complessiva.

Un altro aspetto rilevante riguarda l’efficienza energetica, che ha registrato un miglioramento costante. Dal 2022 i consumi elettrici delle imprese torinesi calano del 4% annuo, anche a prezzi decrescenti, mentre la quota di energia rinnovabile ha raggiunto il 41,1%, a conferma di un efficientamento strutturale che supporta la sostenibilità e la competitività del sistema produttivo. Parallelamente, la redditività complessiva delle imprese è in accelerazione, permettendo una maggiore capacità di autofinanziamento e creando le condizioni per investimenti mirati nei settori a maggior crescita e innovazione tecnologica.

Il nodo strategico resta la trasformazione della redditività in investimenti strutturali. La crescita del fatturato e del margine operativo lordo può infatti tradursi in potenziamento dei settori in espansione, mentre Ict e servizi avanzati richiedono attenzione specifica per consolidare il loro ruolo all’interno del tessuto produttivo. Il credito esterno, benché in lieve ripresa nell’ultimo anno, ha registrato un calo reale del 30% negli ultimi quindici anni, con una contrazione particolarmente forte nei prestiti alle costruzioni e negli strumenti di leasing, segnali che evidenziano la necessità di un sostegno finanziario mirato per accompagnare la transizione industriale.

Nel complesso, Torino appare oggi come una città industriale che ha saputo resistere alle difficoltà e consolidare una base produttiva estesa e diversificata, capace di combinare manifattura e servizi avanzati. La sfida futura consiste nell’integrare tecnologia e innovazione, con particolare attenzione all’intelligenza artificiale, alla robotica e ai settori a elevato contenuto di know-how, trasformando le potenzialità esistenti in un vantaggio competitivo strutturale. Solo attraverso una gestione efficace della redditività e degli investimenti sarà possibile aumentare il valore aggiunto, migliorare la produttività complessiva e confermare Torino come protagonista dell’industria nazionale ed europea, in grado di sostenere crescita economica, occupazione qualificata e sviluppo sostenibile nei prossimi anni.

In sintesi, l’analisi decennale conferma la solidità del nucleo produttivo torinese, la capacità di diversificazione e l’efficienza energetica raggiunta, ma evidenzia anche le sfide legate alla trasformazione della redditività in investimenti mirati, alla crescita dei settori innovativi e alla valorizzazione dei servizi ad alto valore aggiunto, elementi determinanti per consolidare la posizione strategica della città nel contesto industriale nazionale ed europeo. La capacità di Torino di sfruttare le proprie radici manifatturiere, di investire in innovazione e di integrare tecnologia e servizi rappresenta il fattore chiave per garantire sviluppo economico, competitività internazionale e sostenibilità a lungo termine.

Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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