Tornano visitabili le ex miniere di talco Paola e Gianna di Prali, nel cuore della Val Germanasca. Riprendono infatti le visite guidate organizzate dall’Ecomuseo delle Miniere e della Valle Germanasca, realtà nata per preservare e raccontare un patrimonio storico e produttivo che ha segnato profondamente l’identità delle valli Chisone e Germanasca.
Anche nel 2026 la Città Metropolitana di Torino rinnova il proprio patrocinio alle attività dell’Ecomuseo, riconoscendone il valore culturale e storico e sostenendo un progetto che, fin dagli anni Novanta, lavora per mantenere viva la memoria dell’industria mineraria locale.
Per decenni l’estrazione del talco ha rappresentato infatti il principale motore economico della zona, influenzando il paesaggio, la vita sociale e le prospettive di sviluppo delle comunità locali.
Alla fine degli anni Ottanta la «coltivazione» del talco di Prali sembrava però destinata a scomparire. Con la progressiva chiusura delle attività estrattive, il patrimonio minerario rischiava di essere perduto definitivamente: i macchinari iniziavano ad arrugginire, le strutture mostravano segni di cedimento e gli archivi si disperdevano lentamente. Con essi rischiava di svanire anche la memoria di un lavoro duro e complesso, fatto di competenze tecniche, sacrifici e quotidianità vissute nel sottosuolo.
La perdita non sarebbe stata soltanto materiale, ma anche culturale, perché le miniere custodivano la storia di generazioni di minatori e delle comunità che attorno a quell’attività avevano costruito la propria identità.
La svolta arrivò nel 1993, quando l’allora Comunità Montana Valli Chisone e Germanasca avviò un progetto di recupero e valorizzazione del patrimonio minerario. L’iniziativa si inseriva in un più ampio contesto di cooperazione transfrontaliera e prendeva esempio da esperienze già avviate con successo in diversi Paesi europei, tra cui Gran Bretagna, Francia, Germania e Austria. L’obiettivo era trasformare un’eredità industriale in una risorsa culturale e turistica capace di generare nuove opportunità per il territorio. Da quell’idea nacque nel 1998 «ScopriMiniera», un percorso di visita guidata nelle gallerie della miniera Paola che permette ai visitatori di scendere nel cuore della montagna e scoprire da vicino le condizioni di lavoro dei minatori della Val Germanasca.
Nel tempo il progetto ha contribuito a creare un movimento turistico stabile e a generare nuove professionalità legate alla valorizzazione del territorio.
Le relazioni sviluppate con il tessuto culturale e ambientale locale, insieme alle competenze maturate nella gestione delle attività didattiche e divulgative, hanno poi portato alla nascita di un progetto più ampio: l’Ecomuseo del territorio della Val Germanasca, ufficialmente riconosciuto dalla Regione Piemonte nel 2003.
L’Ecomuseo rappresenta oggi uno strumento di narrazione del territorio, capace di intrecciare storia industriale, ambiente alpino e memoria delle comunità locali.
Accanto a «ScopriMiniera» negli ultimi anni si è affermato anche il percorso «ScopriAlpi», ospitato nella miniera Gianna. Qui la visita assume una dimensione scientifica oltre che storica, permettendo di osservare un fenomeno geologico di straordinaria importanza.
All’interno delle gallerie si trova infatti il punto esatto in cui rocce nate negli antichi oceani della Tetide si sovrappongono a rocce di origine continentale, una prova concreta della teoria che attribuisce la formazione delle Alpi allo scontro tra la placca africana e quella europea.
A quasi due chilometri di profondità dalla superficie, le gallerie della miniera intercettano il contatto tra le due placche tettoniche e la «cicatrice» geologica lasciata dalla collisione avvenuta circa 65 milioni di anni fa.
Il percorso guida visitatori e visitatrici tra anfratti, gallerie e strutture di una miniera aperta oltre sessant’anni fa e sfruttata fino al 1995 per l’estrazione di un talco bianco purissimo, apprezzato sui mercati di tutto il mondo.
Durante le circa tre ore di esplorazione il pubblico è accompagnato da cartografie di grandi dimensioni, videoproiezioni, installazioni multimediali e una «finestra di interpretazione geologica» che consente di leggere le trasformazioni della crosta terrestre.
Luci, suoni, voci narranti e scenografie contribuiscono a ricreare l’atmosfera del lavoro in miniera e a rendere il percorso un’esperienza immersiva tra scienza, storia e memoria del lavoro.
Per il 2026 l’Ecomuseo delle Miniere e della Valle Germanasca sarà aperto dal 14 marzo al 15 novembre. Le visite guidate alle miniere, insieme alle attività didattiche e alle proposte educative dedicate alle scuole e ai gruppi, sono disponibili su prenotazione.
Tutte le informazioni sui percorsi di visita, sugli orari e sulle iniziative in programma sono consultabili sul sito web dell’Ecomuseo (www.ecomuseominiere.it), mentre per chiarimenti e prenotazioni è possibile contattare la biglietteria all’indirizzo di posta elettronica info@ecomuseominiere.it.