Da sabato 28 febbraio a lunedì 2 marzo 2026 Torino si prepara ad accogliere la quarta edizione del Salone del Vino, l’evento che negli ultimi anni ha trasformato gli spazi delle Ogr Torino nella più grande “cantina aperta” del Piemonte e una delle principali piattaforme enologiche italiane dedicate sia al grande pubblico sia agli operatori del settore.
Ideato e organizzato da KLUG APS con il patrocinio di Città di Torino, Regione Piemonte, Camera di commercio di Torino e numerosi enti istituzionali e partner del territorio, il Salone del Vino è oggi un progetto culturale che va ben oltre la semplice fiera di degustazioni: è una narrazione fluida e partecipata del patrimonio vitivinicolo piemontese, con un dialogo costante tra tradizione, innovazione e futuro.
Il filo conduttore di questa edizione è il tema “Degustare è scoprire”, un invito a considerare l’assaggio non come un gesto isolato, ma come l’inizio di un viaggio sensoriale e culturale. Ogni vino diventa così un territorio da esplorare, una storia da raccontare, una prospettiva nuova da interpretare.
La manifestazione si articolerà in tre giornate distinte: sabato 28 febbraio e domenica 1° marzo sono dedicate al grande pubblico di appassionati e winelovers, con apertura degli spazi alle OGR Torino e un ricco programma di degustazioni, masterclass, talk, incontri con produttori e attività esperienziali.
Lunedì 2 marzo sarà interamente riservato agli operatori professionali: stampa specializzata, buyer internazionali, sommelier, ristoratori e operatori del mondo enogastronomico. Un’occasione per facilitare networking, nuove opportunità di mercato e scambi professionali di alto profilo.
Secondo le stime più aggiornate, saranno presenti oltre 600 cantine provenienti da tutto il Piemonte e, in alcune sezioni, anche da altre regioni italiane, con più di 2500 etichette a disposizione dei visitatori.
Il Salone del Vino propone un modello di partecipazione modulare e cashless, con pacchetti degustazione che includono token utilizzabili per i calici e accesso alle masterclass gratuite, oltre alla possibilità di esplorare gli stand con calma e curiosità.
All’interno della manifestazione trova spazio anche una profonda riflessione sui temi contemporanei che attraversano la viticoltura: sostenibilità, nuove generazioni in cantina, pratiche agricole rispettose del territorio, impatto dei cambiamenti climatici e ruolo della digitalizzazione nelle imprese vinicole.
L’esperienza del Salone del Vino non si esaurisce nei tre giorni alle OGR. Per tutto il mese di febbraio, e in alcuni casi già da dicembre 2025, un articolato palinsesto di avvicinamento anima Torino e l’intero Piemonte con oltre 50 appuntamenti tra cene, degustazioni, eventi tematici e momenti di approfondimento diffusi in enoteche, ristoranti e locali culturali della città.
Tra questi spiccano serate come la Notte Rossa Barbera, un tributo alle piole e alle tradizioni enogastronomiche locali, e una serie di grandi cene con abbinamenti gastronomici pensati per valorizzare i vitigni piemontesi in tutte le loro declinazioni.
Una delle novità di quest’anno è l’attenzione particolare alle 'Cantine di Prima Generazione, realtà vitivinicole guidate da giovani produttori con approcci innovativi e orientati alla sostenibilità. Questo focus sottolinea l’importanza del ricambio generazionale e delle nuove visioni produttive nel panorama del vino contemporaneo.
In parallelo, l’area talk, spesso animata da giornalisti, influencer del settore e personalità legate al mondo enogastronomico, approfondirà i nuovi trend del settore: dall’evoluzione dei consumi alle tecnologie in cantina, dalle strategie di marketing digitale alle sfide globali del mercato del vino.
L’evento conferma la missione di raccontare il Piemonte non solo come luogo di produzione, ma come sistema culturale del vino, fatto di paesaggi, territori, tradizioni, comunità e persone. Il vino diventa così un elemento di relazione, un collante sociale ed economico che genera turismo, promuove il territorio e offre uno sguardo sul futuro dell’agricoltura e dell’enogastronomia italiana.
Con una vasta rete di partner istituzionali e associativi, il Salone del Vino 2026 porta a Torino consorzi, enti di tutela, operatori del turismo, associazioni agricole e tante piccole realtà vinicole, dando vita a un dialogo inclusivo tra pubblico e professionisti.
Che si tratti di winelovers curiosi, professionisti del settore o semplici appassionati di cultura enogastronomica, il Salone del Vino invita a degustare per scoprire – non solo vini, ma storie, persone e visioni – in un’esperienza che celebra la viticoltura piemontese come patrimonio culturale, sociale ed economico unico.