Torino rende omaggio a Gillo Pontecorvo

Dal 16 settembre alla Mole Antonelliana la grande mostra dedicata al regista de La battaglia di Algeri

Eliana Puccio 15/07/2026
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A vent’anni dalla scomparsa di Gillo Pontecorvo e nel sessantesimo anniversario del Leone d’Oro conquistato da La battaglia di Algeri, Torino celebra uno dei più grandi protagonisti del cinema italiano e internazionale con una mostra destinata a ripercorrerne il pensiero, il metodo creativo e l’eredità culturale. Dal 16 settembre 2026 al 5 aprile 2027, il Museo Nazionale del Cinema alla Mole Antonelliana ospiterà 'Gillo Pontecorvo. Una battaglia dopo l’altra', un’esposizione che racconta il regista attraverso documenti originali, materiali inediti e testimonianze del suo straordinario percorso artistico e umano.

Curata da Mauro Genovese con Caterina Massignani, la mostra nasce dall’Archivio Gillo Pontecorvo, donato dalla famiglia al Museo Nazionale del Cinema e considerato uno dei più importanti fondi documentari dedicati a un autore della cinematografia italiana. Sceneggiature annotate, appunti manoscritti, fotografie di scena, corrispondenza, documenti di lavorazione, filmati e materiali preparatori, molti dei quali restaurati e digitalizzati appositamente per l’esposizione, permettono al pubblico di entrare nel laboratorio creativo di un regista che ha trasformato il cinema in uno strumento di riflessione politica e civile.

Il percorso espositivo segue le grandi 'battaglie”' che hanno attraversato la vita e l’opera di Pontecorvo: la Resistenza, la memoria della Shoah, la denuncia del colonialismo, il diritto dei popoli all’autodeterminazione, fino ai temi dell’emancipazione femminile e delle nuove generazioni. Un cinema che non ha mai separato la ricerca artistica dall’impegno civile e che continua ancora oggi a dialogare con le grandi questioni del presente.

Fulcro della mostra è naturalmente La battaglia di Algeri, il film del 1966 che consacrò Pontecorvo sulla scena internazionale vincendo il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia. Considerato uno dei massimi esempi di cinema politico, il lungometraggio continua a essere studiato nelle università e nelle scuole di cinema di tutto il mondo per il suo linguaggio innovativo, capace di fondere realismo documentaristico e costruzione narrativa. La sua influenza ha attraversato decenni di storia del cinema, ispirando registi come Oliver Stone, Steven Soderbergh, Ken Loach e Paul Greengrass, mentre è noto come il film sia stato analizzato anche in ambito militare e geopolitico per la rappresentazione della guerriglia urbana.

Accanto al suo capolavoro trovano spazio anche gli altri film che hanno segnato la carriera del regista, da Giovanna a Kapò, prima pellicola italiana candidata all’Oscar come miglior film straniero dopo La strada di Federico Fellini, fino a Queimada, interpretato da Marlon Brando, una riflessione sul colonialismo e sui meccanismi del potere ancora oggi di straordinaria attualità. L’esposizione ricorda inoltre gli esordi di Pontecorvo come attore nel film Il sole sorge ancora di Aldo Vergano, uno dei primi grandi racconti cinematografici della Resistenza italiana.

Ampio spazio è dedicato anche ai protagonisti che contribuirono alla costruzione del suo universo cinematografico. Tra questi il compositore Ennio Morricone, autore di alcune delle colonne sonore più intense del cinema italiano, lo sceneggiatore Franco Solinas, con il quale Pontecorvo condivise molte delle sue opere più importanti, Marlon Brando, protagonista di Queimada, e Yacef Saadi, leader del Fronte di Liberazione Nazionale algerino che, dopo aver vissuto realmente gli eventi raccontati nel film, interpretò sé stesso ne La battaglia di Algeri, contribuendo a rendere ancora più autentico il racconto.

Tra i pezzi più significativi della mostra spicca il Leone d’Oro originale del 1966, esposto per la prima volta al pubblico grazie a un prestito della famiglia Pontecorvo. Un cimelio simbolico che testimonia il riconoscimento internazionale ottenuto da un’opera destinata a cambiare il linguaggio del cinema politico e documentaristico.

L’iniziativa guarda con particolare attenzione anche alle nuove generazioni. Oltre al percorso espositivo, il Museo Nazionale del Cinema proporrà una rassegna cinematografica al Cinema Massimo, un dossier didattico e un ciclo di cinelezioni dedicate agli studenti, con l’obiettivo di utilizzare il cinema come strumento di educazione civica e di approfondimento storico.

L’esposizione si inserisce nel più ampio lavoro che il Museo Nazionale del Cinema sta portando avanti nella valorizzazione dei grandi archivi cinematografici italiani, trasformando la Mole Antonelliana in uno dei principali centri europei per la conservazione e la diffusione della memoria del cinema.

Più che una semplice retrospettiva, 'Gillo Pontecorvo. Una battaglia dopo l’altra' si propone come un viaggio dentro il pensiero di un autore che ha saputo raccontare il Novecento con uno sguardo libero, rigoroso e profondamente umano. Un’occasione per riscoprire un cinema che continua a interrogare il presente e a ricordare come la cultura possa essere uno dei più efficaci strumenti per comprendere la storia e immaginare il futuro.

Direttore: DIEGO RUBERO
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