Fondazione CRT finanzia 55 restauri con 1,5 milioni per il patrimonio

Dai Musei Reali di Torino alle chiese dei piccoli comuni

Loredana Polito 15/07/2026
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Cinquantacinque interventi di restauro distribuiti tra Piemonte e Valle d’Aosta, un investimento complessivo di 1,5 milioni di euro e un obiettivo che va ben oltre il recupero materiale di edifici e opere d’arte: trasformare il patrimonio culturale in un motore di sviluppo, identità e partecipazione. Sono i numeri della prima sessione del bando 'BeST – Beni Senza Tempo', il nuovo programma della Fondazione CRT dedicato alla tutela, al recupero e alla valorizzazione dei beni storico-artistici e architettonici del territorio.

Il progetto raccoglie l’eredità dello storico programma 'Restauri – Cantieri Diffusi', ampliandone la visione. Non si limita infatti a finanziare il recupero conservativo dei beni, ma punta a renderli sempre più fruibili dalle comunità, inserendoli nei circuiti culturali e turistici, promuovendo attività educative e sociali, favorendo la nascita di partenariati territoriali e incentivando il coinvolgimento diretto dei cittadini. 

Tra gli interventi sostenuti figurano alcuni beni di particolare rilievo storico e artistico. A Torino saranno restaurate le Volte del Teatro dei Musei Reali, uno degli spazi monumentali del complesso museale sabaudo. Nel Biellese sarà recuperato l’organo della chiesa del Santuario di San Giovanni d’Andorno a Campiglia Cervo, mentre in Valle d’Aosta verranno restaurati gli storici stendardi di Fontainemore, testimonianza di una tradizione profondamente radicata nella comunità locale.

Il programma coinvolge l’intero territorio del Nord-Ovest. Ad Alessandria sarà interessato il complesso campanario della Cattedrale, nel Cuneese la facciata del Palazzo Comunale di Garessio, nel Verbano Cusio Ossola la Cappella del Santissimo Sacramento di Sasseglio, in provincia di Novara le superfici esterne della Casa Parrocchiale di Castelletto Sopra Ticino, nel Vercellese le porte della chiesa parrocchiale di Sant’Agata e della chiesa del Santo Rosario di Santhià e, nell’Astigiano, i prospetti e la copertura della chiesa parrocchiale di San Paolo Solbrito.

L’ampiezza geografica e tipologica degli interventi restituisce l’immagine di un patrimonio diffuso che caratterizza il Piemonte e la Valle d’Aosta: non solo grandi monumenti, ma anche chiese, edifici civili, opere d’arte, organi storici, apparati decorativi e testimonianze della memoria locale, spesso custoditi nei piccoli centri e nelle aree periferiche.

«Prendersi cura del patrimonio significa prendersi cura delle comunità – afferma la presidente della Fondazione Crt, Anna Maria Poggi –. Ogni intervento di restauro non restituisce soltanto un bene alla sua bellezza originaria, ma rafforza l’identità dei territori, crea occasioni di crescita culturale e sociale e valorizza competenze che rappresentano un’eccellenza del nostro Paese. È così che il patrimonio diventa una leva di sviluppo, capace di mettere in dialogo memoria e futuro».

Una visione che rappresenta il cuore del nuovo bando BeST. Accanto alla conservazione materiale dei beni, infatti, il programma richiede ai soggetti proponenti di presentare veri e propri progetti di valorizzazione, capaci di generare nuove opportunità culturali, turistiche e sociali. L’obiettivo è fare in modo che il restauro non rappresenti un punto di arrivo, ma l’inizio di un nuovo percorso di utilizzo e partecipazione da parte delle comunità.

Il bando presta inoltre particolare attenzione alla sostenibilità degli interventi. Tra gli elementi valutati figurano la capacità di creare reti tra enti pubblici, associazioni e realtà del territorio, la promozione di campagne di raccolta fondi per la manutenzione futura dei beni e il coinvolgimento di professionisti altamente qualificati nel settore del restauro. Un aspetto non secondario, considerando che il Piemonte rappresenta uno dei principali poli italiani per le competenze tecniche e artigianali legate alla conservazione del patrimonio storico e artistico. 

Possono infatti accedere al bando progetti riguardanti beni sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali, comprendendo il restauro di edifici storici, opere mobili come dipinti, statue e organi, apparati decorativi, oltre a parchi e giardini storici. I progetti devono essere autorizzati dalle competenti Soprintendenze e risultare cantierabili entro un anno, così da garantire tempi certi nella realizzazione degli interventi. 

Con l’approvazione dei primi 55 interventi non si esaurisce però il programma 2026. È infatti già aperta la seconda finestra del bando BeST – Beni Senza Tempo, che consentirà a enti pubblici, istituzioni culturali, diocesi e altri soggetti ammissibili di presentare nuove candidature entro il 31 luglio 2026, ampliando ulteriormente la rete dei progetti destinati a preservare e valorizzare il patrimonio storico e artistico del Piemonte e della Valle d’Aosta. 

L’iniziativa si inserisce nel più ampio piano di attività della Fondazione CRT, che nel 2026 ha destinato oltre 41 milioni di euro ai propri bandi, confermando la cultura e la tutela del patrimonio tra gli assi strategici dell’azione filantropica sul territorio. In questo quadro, BeST rappresenta uno degli strumenti più significativi per coniugare conservazione, sviluppo locale e partecipazione civica, nella convinzione che la salvaguardia del patrimonio storico non riguardi soltanto il passato, ma costituisca un investimento concreto sul futuro delle comunità.

Direttore: DIEGO RUBERO
AUT. TRIB. CUNEO n° 688 del 20/12/23
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