Torino, capitale della musica educativa

Parte l’Anno Suzuki: 50 anni di metodo, concerti e formazione in tutta Italia

Felicia Bello 05/02/2026
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Parte da Torino una sfida culturale che punta dritto al cuore del sistema educativo musicale italiano. Non una celebrazione nostalgica, ma una dichiarazione di identità: la musica come diritto, linguaggio universale e strumento di crescita collettiva. Con oltre quaranta concerti previsti nel 2026 in tutta Italia, l’Anno Suzuki trasforma la città in epicentro di una festa nazionale che racconta cinquant’anni di pedagogia musicale alternativa.

Il via ufficiale arriva lunedì 9 febbraio 2026 al Teatro Alfieri con il concerto “Il Suono delle Nostre Radici”, evento inaugurale delle celebrazioni per il 50° anniversario del Metodo Suzuki in Italia. 

Non è una scelta casuale: Torino è il luogo dove tutto è iniziato nel 1976, quando Lee Robert e Antonio Mosca portarono per la prima volta nel Paese il metodo educativo ideato dal pedagogo giapponese Shinichi Suzuki, fondando la prima scuola italiana e avviando un’esperienza destinata a cambiare la didattica musicale. 

Oggi quella scommessa è diventata un sistema nazionale: oltre 60 scuole attive, più di mille ex allievi e una rete di musicisti, docenti e professionisti cresciuti dentro un modello educativo che mette al centro la persona prima ancora dell’artista. 

Il concerto torinese sarà il manifesto simbolico di questa storia. Sul palco saliranno tre generazioni di musicisti formatisi con il metodo: bambini, adolescenti ed ex allievi adulti, in un passaggio di testimone che racconta mezzo secolo di comunità educativa. 

Il Metodo Suzuki si basa su un’idea semplice e radicale: la musica si impara come la lingua madre, attraverso ascolto, imitazione e immersione in un ambiente positivo fin dalla prima infanzia. Un approccio che negli anni Settanta fu guardato con scetticismo, ma che oggi è considerato uno dei modelli pedagogici più efficaci per sviluppare competenze musicali e crescita personale. 

Le celebrazioni non si limiteranno a Torino. L’Anno Suzuki prevede un calendario diffuso di concerti, attività educative e progetti musicali che attraverseranno l’intero Paese fino a dicembre 2026, trasformando scuole, teatri e comunità locali in luoghi di educazione musicale condivisa. 

Il valore culturale dell’iniziativa va oltre la musica. In un Paese dove l’educazione artistica resta spesso marginale, il modello Suzuki propone un’idea alternativa: la formazione musicale come strumento di cittadinanza, disciplina, ascolto e costruzione di comunità.

Torino, ancora una volta, prova a indicare una strada. Non solo città industriale o universitaria, ma laboratorio culturale capace di esportare modelli educativi. Cinquant’anni dopo quella piccola scuola nata con pochi bambini, la sfida è la stessa: dimostrare che il talento non è un privilegio, ma una possibilità collettiva.

E che la musica, se insegnata nel modo giusto, può cambiare molto più di una carriera artistica: può cambiare una società.

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