Oncologia, il San Luigi e l’AslTo3 uniscono le forze

La Regione approva il nuovo Dipartimento Interaziendale: più integrazione tra ospedale e territorio, ricerca e assistenza per affrontare le oltre 30 mila nuove diagnosi di tumore registrate ogni anno in Piemonte

Loredana Polito 05/08/2026
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Un modello organizzativo che punta a superare i confini tra ospedale e territorio, mettendo al centro il paziente oncologico e costruendo un percorso di cura sempre più integrato. È questo l’obiettivo del nuovo Dipartimento Oncologico Interaziendale nato dalla collaborazione tra l’Azienda Ospedaliero-Universitaria San Luigi Gonzaga di Orbassano e l’AslTo3, la cui istituzione è stata approvata dalla Regione Piemonte. Una scelta che rafforza ulteriormente la rete oncologica del territorio torinese e che punta a coniugare assistenza, prevenzione, ricerca e formazione universitaria.

Alla guida del nuovo Dipartimento è stata nominata la professoressa Silvia Novello, oncologa di riferimento a livello nazionale e docente dell’Università degli Studi di Torino. La nomina è stata formalizzata d’intesa con l’Ateneo torinese e rappresenta un tassello importante nel percorso di integrazione tra attività clinica, didattica e ricerca scientifica.

L’istituzione del Dipartimento arriva in un contesto epidemiologico che conferma quanto il tema oncologico rappresenti una delle principali sfide per il sistema sanitario regionale. Secondo le stime del Centro di Prevenzione Oncologica (Cpo Piemonte), elaborate attraverso il Registro Tumori Piemonte, ogni anno nella regione vengono diagnosticate circa 30.850 nuove neoplasie. I tumori più frequenti restano quelli della mammella, del colon-retto, della prostata e del polmone, patologie che richiedono percorsi assistenziali complessi e una stretta collaborazione tra numerose figure professionali.

Proprio da questa esigenza nasce il nuovo Dipartimento, pensato per mettere in rete le competenze specialistiche dell’ospedale San Luigi con i servizi territoriali dell’AslTo3, creando un sistema più omogeneo e coordinato. L’obiettivo non è soltanto migliorare l’organizzazione delle cure, ma anche garantire continuità assistenziale lungo tutte le fasi della malattia, dalla prevenzione agli screening, dalla diagnosi precoce ai trattamenti, fino alla riabilitazione e al follow-up.

Tra le finalità indicate dalla Regione figurano la riduzione della mortalità per tumore, il miglioramento della qualità delle cure e della qualità di vita dei pazienti, il rafforzamento delle attività di prevenzione primaria e secondaria e una maggiore integrazione multidisciplinare e multiprofessionale tra tutte le strutture coinvolte nell’assistenza oncologica.

Il nuovo modello organizzativo punta infatti a superare la tradizionale distinzione tra ospedale e territorio, favorendo la condivisione di protocolli clinici, competenze e percorsi diagnostico-terapeutici. Una collaborazione che coinvolgerà oncologi, chirurghi, radioterapisti, anatomopatologi, radiologi, medici di medicina generale, infermieri, psicologi, farmacisti, professionisti della riabilitazione e operatori dei servizi territoriali, con l’obiettivo di garantire un’assistenza realmente multidisciplinare.

«Far crescere una rete oncologica nella quale il paziente non percepisca più confini tra ospedale e territorio significa condividere competenze, percorsi, ricerca e innovazione affinché ogni persona possa essere accompagnata lungo tutto il percorso di cura, dalla prevenzione alla diagnosi, dalle terapie al follow-up, con un approccio multidisciplinare, trasversale e personalizzato», sottolinea la professoressa Silvia Novello.

Anche il direttore generale dell’AslTo3, Giovanni La Valle, evidenzia la portata strategica dell’iniziativa. «Il Dipartimento Oncologico Interaziendale ridisegna profondamente l’organizzazione dell’azienda per rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni di salute della popolazione. Insieme ai nuovi Dipartimenti di Salute Mentale e dei Servizi interpreta una visione fondata sull’integrazione, sulla multidisciplinarietà e sulla costruzione di reti assistenziali sempre più vicine ai cittadini, valorizzando la collaborazione del San Luigi con l’Università di Torino».

Un ruolo centrale sarà affidato anche alla ricerca clinica e traslazionale. La presenza del San Luigi come ospedale universitario consentirà infatti di integrare in modo ancora più stretto l’attività assistenziale con quella scientifica, favorendo l’accesso dei pazienti a studi clinici, protocolli sperimentali e terapie innovative. Parallelamente, la collaborazione con l’Università contribuirà alla formazione delle nuove generazioni di medici e professionisti sanitari, rafforzando il legame tra assistenza, insegnamento e innovazione.

Per la Regione Piemonte il nuovo Dipartimento rappresenta un modello destinato a rafforzare l’intera rete oncologica regionale. «La lotta contro i tumori richiede competenze altamente specialistiche, ma soprattutto la capacità di lavorare insieme», osserva l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi. «Il nuovo Dipartimento Oncologico Interaziendale mette davvero il paziente al centro, superando i confini tra ospedale e territorio e integrando assistenza, prevenzione, ricerca e formazione. È questa la direzione che il Piemonte vuole continuare a sostenere: costruire reti sempre più forti tra le aziende sanitarie per garantire ai cittadini percorsi di cura completi, continui e di elevata qualità».

L’avvio del Dipartimento rappresenta quindi un ulteriore passo nell’evoluzione dell’assistenza oncologica piemontese, sempre più orientata verso modelli di presa in carico integrata, multidisciplinare e personalizzata, in grado di rispondere alle esigenze di una popolazione che, grazie ai progressi della medicina, vive sempre più a lungo con una diagnosi di tumore e necessita di percorsi di cura continui, coordinati e sempre più qualificati.

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