Maltempo e scuole danneggiate, il Piemonte accelera: aiuti fino a 100mila euro

Attivato il nuovo portale senza bandi a scadenza. Nel Torinese il 75% degli edifici metropolitani ha più di trent’anni

Felicia Bello 22/09/2026
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Una corsia più rapida per rimettere in funzione le scuole danneggiate da alluvioni, frane, grandinate e altri eventi naturali, evitando di dover attendere l’apertura di un nuovo bando. La Regione Piemonte rende operativo un nuovo strumento destinato agli enti locali per affrontare gli interventi straordinari necessari quando una calamità compromette l’agibilità di un edificio scolastico.

La misura, sperimentale per il biennio 2026-2027, punta soprattutto a ridurre i tempi che separano il verificarsi del danno dall’avvio delle procedure per ottenere le risorse. Il meccanismo passa attraverso Ares 2.0, l’Anagrafe regionale dell’edilizia scolastica, la piattaforma utilizzata per monitorare consistenza, condizioni e funzionalità del patrimonio scolastico piemontese. 

«Una scuola colpita da una calamità deve poter riaprire il prima possibile. Una porta chiusa o un’aula inagibile celano ragazzi che devono continuare a studiare e famiglie che hanno bisogno di risposte immediate tanto quanto i Comuni, chiamati a intervenire in tempi rapidi – spiega l’assessore regionale all’Istruzione e Merito Daniela Cameroni –. Vogliamo mettere gli enti locali nelle condizioni di chiedere aiuto quando serve davvero, senza dover aspettare l’apertura di un bando e le tempistiche della burocrazia».

Il principio è quello di un canale permanentemente disponibile anziché di una finestra con una scadenza prestabilita. Comuni, Province, Città metropolitana di Torino e Unioni di Comuni potranno presentare la richiesta quando si verifica l’emergenza, compatibilmente con le risorse disponibili. La dotazione inizialmente prevista dalla Regione per il biennio ammonta a 300mila euro e potrà essere incrementata qualora vengano individuate ulteriori disponibilità finanziarie. 

Il contributo può variare da un minimo di 10mila a un massimo di 100mila euro per intervento e viene determinato tenendo conto della gravità dell’evento e dell’entità della richiesta. Un elemento importante riguarda i tempi: la domanda deve essere trasmessa entro dieci giorni dalla calamità che ha provocato il danno.

Sono finanziabili gli interventi straordinari necessari a recuperare la completa agibilità di edifici pubblici che ospitano scuole statali o paritarie. La misura riguarda strutture dichiarate totalmente o parzialmente inagibili e nelle quali il danno comprometta la continuità dell’attività scolastica. Restano invece esclusi gli interventi propri della fase emergenziale di Protezione civile.

Il ventaglio delle calamità considerate è ampio: alluvioni, movimenti franosi, valanghe, nevicate eccezionali, grandinate, nubifragi e trombe d’aria. Eventi che negli ultimi anni hanno interessato ripetutamente anche il Piemonte.

Nell’agosto 2024, ad esempio, un violento temporale accompagnato da grandine e fortissime raffiche di vento colpì Torino e in particolare Mirafiori Sud, danneggiando anche l’Istituto comprensivo Salvemini di via Negarville, dove una parte della copertura venne scoperchiata. Nel Torinese i Vigili del fuoco effettuarono circa cento interventi nell’arco della giornata. Nel luglio dello stesso anno il maltempo aveva invece scoperchiato parti degli edifici scolastici di Fontaneto d’Agogna, nel Novarese. 

Più recentemente, l’alluvione dell’aprile 2025 aveva costretto alla chiusura temporanea delle scuole dell’infanzia e primaria di Rubiana, in Valle di Susa, mentre ad Almese erano stati necessari interventi di pulizia prima della riapertura dei plessi.

Il tema assume un peso particolare nella Città metropolitana di Torino. Secondo il Documento unico di programmazione dell’ente, il patrimonio direttamente gestito comprende 131 plessi per circa 1,08 milioni di metri quadrati: 68 sono situati nel capoluogo e 63 negli altri Comuni metropolitani. Soprattutto, il 75% degli edifici ha più di trent’anni e il 33% supera i cinquant’anni di età.

La Città metropolitana indica inoltre oltre 90mila studenti e più di 4mila classi ospitati nei complessi scolastici di propria competenza. Un patrimonio sul quale negli ultimi anni è stato avviato un consistente programma di riqualificazione: soltanto attraverso il PNRR sono stati programmati 66 interventi per 92 milioni di euro, riguardanti 56 scuole secondarie e la costruzione di un nuovo edificio. 

Le emergenze meteorologiche si sommano quindi alle esigenze di manutenzione ordinaria e straordinaria di strutture spesso non recenti. Già nel 2024 la Città metropolitana aveva destinato 8 milioni di euro dell’avanzo di bilancio a un piano straordinario per gli edifici scolastici, con un primo pacchetto da 2,3 milioni dedicato agli interventi più urgenti, comprese infiltrazioni provocate da fenomeni atmosferici violenti e problemi alle coperture.

È precisamente sul tempo che intercorre tra il danno e il ritorno alla normalità che prova ora a intervenire il nuovo meccanismo regionale: non sostituire la programmazione ordinaria dell’edilizia scolastica né la Protezione civile, ma mettere a disposizione degli enti locali uno strumento aggiuntivo da attivare quando un evento naturale rende improvvisamente inutilizzabile una scuola. L’obiettivo è evitare che una calamità e i successivi passaggi amministrativi si traducano in settimane o mesi di lezioni in spazi provvisori o, nei casi più difficili, nell’interruzione dell’attività scolastica.

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