Quale modello di identità si sta affermando in Europa? È una domanda tutt’altro che teorica quella al centro del convegno 'L’identità digitale tra diritti, mercati e istituzioni', in programma il 16 aprile a Torino. Un tema che tocca da vicino cittadini, imprese e istituzioni, e che si colloca nel cuore della trasformazione digitale europea.
L’iniziativa, promossa dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino in collaborazione con la Fondazione Collegio Carlo Alberto e PagoPa, riunisce studiosi ed esperti per affrontare uno dei nodi più complessi dell’era dei dati: il rapporto tra identità personale, tecnologia e regolazione.
Da una parte c’è l’identità “di fatto”, quella che ciascuno costruisce quotidianamente online attraverso comportamenti, preferenze e interazioni. Un’identità che ha assunto un valore economico sempre più rilevante, diventando materia prima per piattaforme digitali, modelli di business e nuove forme di potere. Dall’altra c’è l’identità “istituzionale”, quella regolata dal diritto e oggi al centro delle politiche europee.
In questo secondo ambito si inserisce il nuovo quadro normativo dell’Unione, rappresentato dal regolamento eIDAS2 e dall’introduzione dello European Digital Identity Wallet. Un portafoglio digitale che promette di rivoluzionare il modo in cui cittadini e imprese accedono ai servizi pubblici e privati, attraverso credenziali certificate, interoperabilità tra Stati membri e standard comuni di sicurezza.
Il convegno torinese mette per la prima volta a confronto prospettive diverse – giuridiche, economiche, tecnologiche, filosofiche e sociologiche – per analizzare un fenomeno in piena evoluzione. L’obiettivo è comprendere quale equilibrio si stia delineando tra dimensione pubblica e privata dell’identità, quali rischi emergano in termini di controllo e concentrazione dei dati e quali opportunità si aprano per lo sviluppo di un ecosistema digitale europeo più autonomo e sicuro.
In questo scenario, l’Italia gioca un ruolo tutt’altro che marginale. Il modello nazionale di identità digitale, sviluppato anche grazie al contributo di PagoPA, è oggi considerato tra i più avanzati in Europa e sempre più spesso indicato come benchmark per l’attuazione del wallet europeo. Un sistema che punta a coniugare semplicità d’uso, sicurezza e integrazione tra servizi.
Tra i protagonisti del dibattito figurano studiosi di primo piano come Maurizio Ferraris e Annalisa Pelizza, insieme a rappresentanti del mondo accademico, istituzionale e industriale. Interverranno anche figure chiave dell’innovazione torinese come Marco Pironti, vicerettore dell’Università di Torino, e Guido Saracco.
A portare il punto di vista dell’industria sarà, tra gli altri, Alessandro Moricca, chiamato a illustrare il ruolo delle infrastrutture digitali pubbliche nello sviluppo dell’identità digitale e nella costruzione di servizi interoperabili a livello europeo.
Il confronto si articolerà in quattro panel tematici, dedicati all’identità nell’economia dei dati, al nuovo regime europeo e al funzionamento del wallet, alla governance pubblica e al ruolo dell’identità come infrastruttura del mercato digitale. Temi che evidenziano come l’identità non sia più soltanto un attributo personale, ma un vero e proprio snodo strategico per il funzionamento delle democrazie contemporanee.
In un contesto in cui le iniziative scientifiche di ampio respiro su questi temi sono ancora limitate, l’appuntamento torinese si propone come un momento di sintesi e di rilancio del dibattito. Non solo per comprendere le trasformazioni in atto, ma per contribuire a orientarle.
L’identità digitale, infatti, non è solo una questione tecnologica: è un terreno su cui si giocano diritti, libertà e modelli di sviluppo. E l’Europa, con il nuovo quadro regolatorio, sembra voler tracciare una strada alternativa rispetto ai grandi modelli globali, puntando su un equilibrio tra innovazione e tutela. Torino, per un giorno, sarà uno dei luoghi in cui questa partita prenderà forma.