Dalla Gam al Mao, Torino ridisegna il sistema dei suoi musei

La Fondazione Torino Musei tra i vincitori del Premio Adozione 2026

Elena Marchisio 06/05/2026

La rete dei musei civici torinesi punta a parlare con una voce sola, a rafforzare la propria identità e a diventare ancora più riconoscibile non soltanto in città, ma anche nel panorama culturale nazionale. È con questo obiettivo che la Fondazione Torino Musei è stata selezionata tra i vincitori del Premio Adozione 2026, iniziativa promossa da Fondazione Italia Patria della Bellezza per sostenere progetti culturali ad alto impatto sociale e territoriale attraverso percorsi di branding, comunicazione e posizionamento strategico.

Il riconoscimento arriva al termine di una selezione nazionale che ha premiato le realtà capaci di coniugare valore culturale, capacità di innovazione e ricaduta concreta sulle comunità di riferimento. Tra gli elementi che hanno convinto la commissione, spiegano i promotori, figurano «la rilevanza del progetto per il territorio e la comunità, il valore dell’impatto generato, la capacità di attivare relazioni e il valore sociale della proposta».

Al centro della candidatura torinese c’è un progetto ambizioso: costruire un vero e proprio Sistema dei Musei Civici Torinesi, ricomponendo in una visione comune la pluralità di istituzioni, collezioni, linguaggi e pubblici che fanno capo alla Fondazione. Un percorso pensato per dare maggiore coerenza e riconoscibilità a un patrimonio che comprende, tra gli altri, la GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, il MAO - Museo d’Arte Orientale, Palazzo Madama e la Rocca Medievale, realtà diverse per storia, collezioni e pubblico, ma accomunate da una stessa matrice civica.

Grazie al premio, la Fondazione sarà affiancata dall’agenzia Tembo, parte del network di Italia Patria della Bellezza, che lavorerà nei prossimi mesi all’analisi del posizionamento dei singoli musei, delle modalità di relazione con i visitatori e delle strategie di comunicazione già in essere. L’obiettivo è definire linee guida condivise capaci di rafforzare l’identità complessiva del sistema museale torinese, migliorarne la riconoscibilità e costruire un dialogo ancora più efficace con pubblici differenti, dai cittadini ai turisti, dalle scuole ai visitatori internazionali.

«Questo risultato conferma la solidità del percorso intrapreso e la qualità della visione che stiamo costruendo», sottolinea Massimo Broccio, presidente della Fondazione Torino Musei. «Si tratta di un’opportunità concreta per rafforzare il posizionamento del sistema dei Musei Civici Torinesi, rendendolo sempre più riconoscibile, accessibile e capace di dialogare con pubblici diversi e con le comunità del territorio».

Per Torino, città che negli ultimi anni ha investito con decisione sulla cultura come leva di sviluppo urbano e turistico, il riconoscimento rappresenta un ulteriore tassello in un percorso di valorizzazione che punta a fare della rete museale non soltanto un insieme di luoghi da visitare, ma un vero ecosistema culturale capace di generare identità, partecipazione e innovazione. Una sfida che parte dalla comunicazione, ma guarda molto più lontano.

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